10 consigli per viaggiare in Colombia

Oggi è ospite di Trippando Diana Facile, traduttrice e giornalista con la passione per la narrativa di viaggio, che ama immergersi nei paesi che visita trascorrendovi, ogni anno, dai tre ai quattro mesi consecutivi. Racconti, foto e video delle sue avventure potete trovarle sul suo blog La Globetrotter, la pagina facebook e twitter.

Diana oggi ci porta in Colombia, paese che ama e che, nonostante lei non voglia ammetterlo, conosce molto bene. Buona lettura!

Sono finiti i tempi in cui la Colombia era considerata un’appestata da cui girare alla larga onde evitare di cadere nelle mani delle FARC ed è attualmente diventata la destinazione di tendenza del continente latinoamericano nonché, dal mio punto di vista, la più sicura da visitare.

Non sto vaneggiando, sono le 08.00 di sabato mattina e mi sono svegliata di buon’ora con il proposito di raccontarvi un po’ di questo paese per il quale io nutro una passione a dir poco imbarazzante. Ma sono una professionista e non intendo certo condirvi di tutto punto un piatto andato a male. Le condizioni di vita in Colombia, inutile a dirsi, non sono rose e fiori per tutti e molte delle scelte politiche, ideologiche e sociali adottate sono ben lungi dall’essere esemplari. Ciononostante, è un paese che sta evolvendo a una velocità supersonica, alla stregua del Brasile di una decina di anni fa, per cui se rientra tra le vostre mete vi consiglio di visitarla al più presto perché, si sa, laddove arriva il turismo di massa… si perde un po’ di autenticità.

Premesso che io sono stata in Colombia cinque volte, trascorrendovi da un minimo di dieci giorni a un massimo di tre mesi consecutivi, forse vi stupirà sapere che non ho alcuna presunzione di conoscerla. È un paese talmente vasto e variegato che ci vorrebbero anni, ma sicuramente qualche suggerimento per viaggiare in Colombia sono in grado di darvelo.

1. COSE DA FARE E DA VEDERE

Cartagena de Indias

Come vi dicevo, oggi la Colombia non è più un paese che suscita terrore e si è trasformata in una destinazione affascinante e alla moda. Vi state chiedendo perché? Semplicemente perché in Colombia si trova di tutto.

Dal Mar dei Caraibi a nord, con le sue magnifiche spiagge di sabbia bianca e il mare turchese, al Chocò, sul versante del Pacifico, dove la giungla si tuffa nell’oceano; dall’effervescenza delle grandi città, come Bogota, Cali e Medellin, alle città coloniali che conservano ancora il fascino dei tempi che furono, con Cartagena de Indias in pole position; dall’Amazzonia, espressione piena e possente della Pacha Mama, ai deserti della penisola della Guajira e della Tatacoa; dai siti archeologici precolombiani di Terradientro e San Agust¡n ai trekking alla Ciudad Perdida e nella regione di Santander dove gli amanti degli sport estremi troveranno pane per i loro denti.

Ma soprattutto, da non sottovalutare, la cosa migliore da fare per conoscere la Colombia è viverla con i suoi abitanti: gente accogliente, calorosa, sempre allegra e pronta a far festa, entusiasta del suo paese e delle sue ricchezze naturali e culturali.

Insomma, in Colombia c’è tutto, è sicura… allora, perché non andarci?

2. PRIMA DI PARTIRE E FORMALITA’

Eje Cafetero

Ai cittadini italiani che si recano in Colombia non è richiesto il visto per turismo. Al momento dell’arrivo in aeroporto viene concesso il PIP (Permiso de Ingreso y Permanencia) della durata pari o inferiore a 90 giorni, che può essere prorogato di ulteriori 90 giorni rivolgendosi presso uno dei 27 CFSM (Centros Facilitadores de Servicios Migratorios) presenti sul territorio nazionale.

Inutile a dirsi ma prima di partire ricordatevi di verificare sul sito della Farnesina le aree eventualmente da evitare. Nonostante la Colombia sia diventato un paese decisamente sicuro, fatta eccezione per la microcriminalità delle grandi città che è peculiare a tutto il continente sudamericano, restano off limits alcune zone remote e di confine.

3. QUANDO PARTIRE

Amazonas

La Colombia è situata vicino all’Equatore e la maggior parte del territorio gode di un clima tropicale umido. Le variazioni di temperatura all’interno del paese non sono legate al cambio di stagione ma alla conformazione geografica del territorio che è attraversato dal sistema montagnoso andino.

In Colombia si distinguono due “stagioni”: la época de lluvia, da aprile a novembre, e quella di sequela, da dicembre a marzo. Il periodo migliore per visitare il paese è ovviamente quello di sequela. Tuttavia, essendoci stata in entrambe le stagioni vi posso garantire che la pioggia non è assolutamente un elemento invalidante come possono esserlo i monsoni in India. Ovviamente tutto dipende dall’itinerario che avete in mente: se la vostra intenzione è quella di trascorrere due settimane in Amazzonia, diciamo che il periodo delle piogge non è forse il più indicato.

4. MONETA E COSTO DELLA VITA

Medellin - Plaza de las Esculturas

La moneta nazionale è il COP (peso colombiano).

Fino a qualche anno fa la Colombia era una meta decisamente economica ma negli ultimi anni il costo della vita si è adeguato alla nuova realtà di paese che si sta aprendo al mondo. Essendoci tornata più volta, dal 2011 al 2014, posso assicurarvi che ho toccato con mano l’incremento dei prezzi. Comunque, con un budget che oscilla tra i 30 e i 35 euro al giorno è ancora possibile visitare la Colombia. In economia, ma senza farsi mancare nulla.

Se partite con i contanti, il mio consiglio è quello di portare dollari. Le case di cambio accettano anche gli euro ma fuori dagli itinerari battuti potreste avere qualche difficoltà nell’ottenere COP.

Le banche funzionano su tutti i circuiti: VISA, MASTERCARD, MAESTRO, CIRRUS. Le commissioni sono abbastanza alte perché oltre a quella di routine della banca italiana, spesso ne viene applicata una anche da quella locale, ragion per cui non conviene prelevare piccole quantità di denaro. L’ultima volta che ci sono stata, la banca DA VIVENDA era quella che consentiva di prelevare l’importo di COP più elevato.

In alcuni negozi, hotel, ristoranti e autonoleggi è possibile pagare con carta di credito.

5. COME MUOVERSI

Sito archeologico di San Agustin

I trasporti non sono economicissimi in Colombia. O meglio, sono economici ma spesso con pochi euro in più è possibile acquistare un biglietto aereo con COPA AIRLINES, LAN o AVIANCA. E sebbene io prediliga viaggiare via terra, devo ammettere che a volte volare ti semplifica decisamente la vita.

Per raggiungere la costa partendo da Bogota, per esempio, ci vogliono tra le 18 e le 20 ore di autobus. Un viaggio che regala paesaggi ed emozioni mozzafiato, ma sono pur sempre tante ore di strada. Il prezzo del biglietto, a seconda delle compagnie, oscilla tra i 65.000 e i 110.000 COP (attenzione perché in alta stagione i prezzi raddoppiano), e so di gente che con la stessa cifra, prenotando per tempo, è riuscita a pagarsi un volo e risparmiare 16 ore di tempo.

Se però, come me, non volete rinunciare al piacere di osservare il panorama attraverso il finestrino, vi svelerò un trucchetto per risparmiare un po’ di soldi. La regola d’oro è quella di contrattare sempre! Le compagnie di autobus ai terminal sono davvero tante e si fanno una concorrenza spietata, per cui tirate sempre al ribasso dicendo che avete finito i soldi: difficilmente vi rifiuteranno uno sconto!

6. ENOGASTRONOMIA… COSA VI ATTENDE?

Quando viaggio io voglio provare sapori nuovi. Gli spaghetti e la pizza li lascio a casa e mi butto sulla gastronomia locale. Che però, nel caso della Colombia, è piuttosto deludente.

Il piatto tradizionale, definito comida corriente, comprende una sopa seguita da una badeja, un vassoio contenente del riso bianco, platano maduro fritto, fagioli, un po’ di insalata condita con olio di semi e, a scelta, carne, pollo o pesce fritto. Il tutto accompagnato da un refresco, che generalmente è preparato con acqua e saborizante.

Per quanto riguarda invece la comida callejera, quella che vendono le mamacitas per la strada, sono divine le arepas, una massa di farina di mais cotta alla griglia che viene farcita con formaggio, carne, pollo, uovo, a seconda della regione. Purtroppo, però, non si possono mangiare sempre arepas! Perché dico questo? Perché i colombiani non prestano particolare attenzione al colesterolo e friggono tutto: dedos de queso, bullos, empanadas… non che non siano buoni ma si sa, il troppo stoppia!

Da provare anche i tamales, che generalmente vengono serviti per colazione. Sono foglie di banana che avvolgono un ripieno di carne di maiale, riso e verdure. Se amate il salato per colazione, ve le consiglio. Una prelibatezza.

Assolutamente da non perdere i jugos de fruta natural, en agua o en leche: la varietà fruttifica in Colombia è infinita e non vi deluderà. Frutti come la granadilla, la guanábana, il tomate de arbol, il zapote, la pitaya o il lulo li troverete solo qui.

Le birre che vanno per la maggiore in Colombia sono Poker, Águila (di recente hanno introdotto la versione light) e Club Colombia, leggermente più forte delle precedenti. Di solito sono servite bien heladas e si fanno bere volentieri. Sulla costa vendono la costeña, una versione ridotta della nostra 33cl.

Tipicamente colombiana è l’aguardiente, un mix tra grappa e sambuca, che è deliziosa. Ovviamente dipende dalla qualità, ma solitamente con l’antioqueña si va sul sicuro.

Se siete caffè dipendenti, vi consiglio di portarvi la moka dall’Italia. Difficilmente berrete un buon caffè in Colombia, a meno che non vi rendiate da Juan Valdés presente in tutte le località turistiche. È un po’ caro ma ne vale la pena! Altrimenti conviene berlo per strada: è il cosiddetto tinto, un’acquetta sporca e zuccheratissima ma è quel che serve il convento ed è praticamente regalato.

Per quanto riguarda i prezzi, se vi accontentate della cucina locale, ve la caverete in media con tre euro a pasto. Un’arepa costa orientativamente meno di un euro e un jugo de fruta natural tra uno e due euro.

7. DOVE DORMIRE

Taganga, sulla costa del Caribe

In tutta la Colombia troverete ostelli della gioventù a buon mercato. Per una stanza doppia mettete in preventivo 20 euro a notte, fatta eccezione per la Ciudad Amurallada di Cartagena de Indias, la Candelaria di Bogota e il Poblado di Medellin che sono leggermente più cari.

Se non avete la faccia da turisti e soggiornate nello stesso posto più di tre notti, provate a chiedere uno sconto. A meno che non scegliate i tipici alloggi da backpapers! Purtroppo gringolandia sta prendendo piede sempre di più e lì strappare uno sconto è peggio di un purgatorio!

8. MA LA COLOMBIA È SICURA?

Bogota - La Candelaria

Assolutamente sì! Da quando è stato arginato il problema del narcotraffico, è possibile girare il paese in tutta tranquillità. Certo, non bisogna dimenticare che siamo in America Latina dove la vita umana vale meno di uno sputo e la microcriminalità, soprattutto nelle grandi città, è sempre presente… alla stregua di tutti gli altri paesi del continente. Comunque sia, con un po’ di accortezza non vi succederà nulla. L’importante è evitare le zone calde e generalmente i gestori degli alberghi, quando non addirittura la gente per strada, vi consiglieranno come e dove muovervi. Io ho girato la Colombia da sola e non ho mai avuto problemi.

9. VOGLIA DI FESTE E TRADIZIONI?

Carnaval de Barranquilla

Se vi piace la rumba e la confusione, la Colombia è il posto che fa per voi: ogni occasione è buona per fare festa! I principali eventi dell’anno sono tre, tutti ugualmente meritevoli. Vi consiglio di prenotare con anticipo un alloggio se non volete rischiare di dormire all’aperto.

  1. Semana Santa (marzo/aprile), un vero e proprio delirio. Se potete evitate i posti di mare e optate per soluzioni più tradizionali come quelle offerte da Popayan e Mompox, a meno che quello che cercate non è il caos allo stato puro.
  2. Carnaval de Barranquilla (febbraio/marzo), il secondo più importante di tutta l’America Latina, dopo quello di Río de Janeiro.
  3. Feria de las Flores di Medellin (agosto), la celebrazione più emblematica della città a livello storico e culturale.

Festa tutto l’anno la troverete a Cali, capitale mondiale della salsa: i colombiani hanno la musica nel sangue e sono in grado di animare anche un pezzo di marmo… come me!

10. ¡qué lo disfruten!

A questo punto, l’ultimo consiglio che mi sento di darvi è… ¡qué lo disfruten!

 

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