5 giorni in Slovacchia: prime impressioni da un paese poco conosciuto.

Continuano i racconti dei viaggi estivi dei nostri lettori ed amici. Oggi abbiamo Roberta Schiavulli che ci guida attraverso un bell’itinerario di 5 giorni in Slovacchia.

Roberta dice di sé: storyteller per compulsione, viaggiatrice per errore. Sono stregata da profumi ed essenze, trovo la pace solo nei boschi e con i bastoncini da Nordic Walking. Adoro disfare più che fare le valigie, soggiornare piuttosto che svolazzare da un luogo ad un altro. Con Giovanni e Frodo viaggiamo #slow per l’Europa, con lo #ScambioCasa. Alla perenne ricerca dell’insolito, del poco conosciuto, sul nostro blog Turisti per Sbaglio racconto i luoghi che mi hanno rubato il cuore. Dopo anni di consulenze ai territori per la progettazione turistica e politiche dei grandi attrattori, sono infine alla prese con un grande show polimediale in una delle città che adoro di più e con un team da sogno… more to come!

 Slovacchia 1

Premessa: ci sono guide e guide!

Doveva essere solo un posticino di passaggio. Una tappa nella campagna Slovacca prima di ripartire per il nostro viaggio. Ma a casa ho un armamento di guide illustrate, le mie preferite sono le Guide Mondadori e le Insight Guides. Le chiamo le guide… per quando non viaggio. Le compro nei momenti di “compressione massima” quando l’unica medicina per la mia anima in pena (autocommiserativo) è pensare ad un lontano viaggio. Spesso troppo pesanti per essere portate in viaggio, sono l’ideale per crearsi l’immaginario di un paese, per pianificare un itinerario a grandi linee, e per entrare in chiese, palazzi musei, tramite i loro “spaccati” che semplicemente adoro. Va da sé che a casa non mancasse la guida dedicata alla Slovacchia (e Repubblica Ceca, unico volume).

Comincio a sfogliare, e questo paese, senz’altro poco conosciuto, mi cattura perché ha caratteristiche tutte sue da cui emerge con un guizzo una personalità che non immaginavo. Insomma la prima generale impressione è che sarà pure un paese poco noto ma certo non per mancanza di carattere né di cose da vedere.

Bref, la tappa di passaggio si trasforma in un soggiorno di 5 notti nel cuore dei Carpazi: tra i Tatras le montagne più alte del paese condivise sul versante nord con la Polonia.

Un patrimonio ricchissimo di cittadine, parchi e posticini da scoprire appare nelle Brochure sul sito del Tourist Board

L’Ente Turistico Slovacco ha una serie di brochure online che vi consiglio di scaricare e guardare anche se la Slovacchia non rientra tra le vostre prossime destinazioni, poi mi direte. Il nostro arrivo in Slovacchia è un po’ deludente a dire il vero, non per colpa della Slovacchia ma immaginavo che la strada tra Vienna e Bratislava fosse altamente panoramica, mi ero, come mio solito, sparata un film in cui lungo il Danubio avremmo avuto gli occhi puntati sulle due città: Vienna da una parte, Bratislava dall’altra. Invece solo pianura, pale eoliche ed un lungo tunnel sotto il Danubio che ha stroncato ogni residuo della mia visione romantica.

E-Vignette, Ufficio informazioni e scelte non ovvie, la Slovacchia non convenzionale

Quasi inavvertitamente arriviamo alla frontiera. Gli intelligenti slovacchi hanno eliminato gli odiosi stickers delle Vignette (se avete mai provato a staccarne uno dal parabrezza, sapete bene di cosa parlo) ed adottato le EVignette: fornisci il tuo numero di targa e con E 10,00 per 10 giorni le autostrade slovacche sono tutte per te! E ho detto “Euro” cioè questo paesello piccolo piccolo ha deciso diversamente dai suoi vicini di entrare nell’Eurozona. Insomma la Slovacchia (di cui dovrò assolutamente leggere di più) è un paese originale e coraggioso – saggio non saprei 😉

La frontiera e gli uffici sorgono lungo un triste ed anonimo caseggiato, ma le toilette sono pulite, c’è un Centro Informazioni e qui sono di una gentilezza incredibile, non avendo info sui Tatras a portata di mano, vanno a mettere mano al deposito dio sa dove. Ne escono con abbondanti info ed un timido e dolcissimo sorriso. Secondo me questo paese mi piacerà.

Amore per i colori inclusi manifesti e pubblicità

Subito dopo Bratislava la strada passa sul porto fluviale/industriale di Bratislava, ne vediamo il Castello Bianco tra tante Gru azzurre e dal ripetersi di enormi cartelli, affissioni colorate, MAXIposters ho l’impressione che gli slovacchi abbiano un grande passione per i colori e la pubblicità.

I leggendari Tatras e la nostra casetta nel bosco di conifere…

dormire in slovacchia

La prima parte del nostro viaggio continua tra terre piatte e coltivate. Ma man mano che ci avviciniamo ai Tatras le linee all’orizzonte diventano collinose e verdeggianti. Si lascia l’autostrada e comincia la parte più bella del viaggio tra paesi e paeselli, fiori a profusione, qualche grande costruzione malmessa e tante immense fabbriche di metallo con infinite raccolte di pezzi arrugginiti. Vi dirò saranno una sorta di tirannosauri dell’archeologia industriale (ancora in uso), ma hanno un qualche loro fascino che non saprei spiegarvi. Forse semplicemente per il contrasto con l’ambiente verde che li circonda. Nei giardini privati è facile vedere statue di nani, gnometti ed altre strane creature.

Poi all’orizzonte eccoli e non posso avere dubbi per i loro profili aspri e taglienti: i Tatras! Sembrano levarsi dal nulla, alle spalle i piccoli Tatras che abbiamo appena attraversato, più dolci, più verdi. Di fronte queste imponenti formazioni rocciose che paiono uscite dalle pagine di Tolkien.

Nella campagna verde, tra conifere imponenti che hanno tutti i rami e lunghe pigne coniche inesorabilmente voltate verso il basso, in un isolato pezzetto di bosco, la nostra casetta. Non importa da quale lato e quale finestra mi affacci mi ritrovo sempre davanti un fragrante e resinoso muro vegetale. Vi racconterò un po’ per volta delle nostre escursioni sul lago di Strbeske Pleso ammantato da nubi sotto la pioggia, il Laghetto Alpino di Poprad, il Cimitero degli Escursionisti, e le nostre passeggiate tra sentieri che corrono sulle rocce. Vi racconterò per bene di Vlklolinec un paesino mantenutosi intatto nel tempo, che ha preservato le sue tradizioni ed è così bello da sembrare uno skansen (un museo all’aria aperta) per le sue abitazioni tipiche tutte ben conservate, per i suoi caratteristici tetti in legno, per i suoi orticelli così ben curati, ed invece è ancora abitato da 20 famiglie ed un centinaio di persone determinate a farlo vivere! É uno dei tanti luoghi in Slovacchia che è stato iscritto nelle Liste Unesco del Patrimonio Mondiale. Ve ne parlerò certo, ma datemi il tempo di far decantare tutto quanto ho dentro…

Il Gigante Cattivo

Adesso ditemi perché in un posticino così delizioso uno debba essere obbligato ad andare a fare la spesa a 20km da casa in una catena britannica (e si trattasse del francese Auchan vi cucchereste pari pari lo stesso sproloquio della sottoscritta). Un enorme COSO nella periferia di Poprad che è aperto (udite udite) 24 ore su 24, e che con una politica così aggressiva ha fatto strage dei negozietti della zona. Ci trovi pane (precotto) di ogni varietà distribuito su metri e metri quadri di superficie, frutta e verdura di ogni tipo che potremmo essere in Nuova Zelanda o a Glasgow che non noteresti differenza alcuna, pesce come fossimo in riva al mare. Dalle parti della nostra casetta non ho trovato un forno, un posticino in cui acquistare un po’ di latte fresco. Tesco darà pure qualche posto di lavoro, e se mai dovesse pagare le tasse qui lo farà solo perché più basse che in UK. Ma a quale prezzo? Ha fatto sparire piccole semplici tradizioni. L’apertura 24 ore su 24 mi sembra fuori proposito ed immorale, se mi facessero governatrice dei Tatras io li manderei via su due piedi!

I superstiti

In compenso ho trovato un negozio di souvenir sulla S538 verso Strbeske Pleso dove si vendono ottimi formaggi, salumi, miele e conserve. Mi ha conquistato la proprietaria: il primo giorno, a negozio pieno, vedendomi in difficoltà (cercavo la nostra futura casa su una mappa disegnata a mano), non ha esitato a mollare tutto, prendere il telefono e chiamare una vicina che parla l’inglese. Sono stata a fare la spesa da lei quasi ogni giorno, e ci capivamo al volo pur non condividendo una singola parola nel linguaggio convenzionale. Nel mercato di Poprad si riesce ancora a fare incetta di verdura fresca e frutta locale, peccato per noi fosse un po’ fuori mano e che al mattino preferivamo prendere subito la strada dei boschi.

Poi ci sono i chioschi, spesso agli inizi dei sentieri, che sono veri e propri Fast Food Places, ma oltre ad hotdog, hamburger e patate fritte, vendono dolcissime pannocchie di mais bollito, con Giovanni ne facevamo incetta prima e dopo le nostre passeggiate.

Infine ci sono i privati che lungo la strada vendono prodotti home-made, conserve, chutneys, miele, formaggi e qualche volta anche frutta, verdura e profumatissimi funghi.

Il Gigante Godurioso

Slovacchia dal Web

C’è un altro gigante a Poprad, si chiama Aquacity. A prescindere che con Giovanni ci siamo ritrovati a pagare E 2,00 di biglietto e trovarci fiondati nei puzzolentissimi spogliatoi di un incontro di hockey – avevamo sbagliato “contenitore” ed eravamo finiti in una dibattutisima partita di hockey tra squadre locali! Il centro è favoloso, costa E 19,00 a persona e non E 2,00, ma è lindo e pinto, ed offre vasche a varie temperature dalle piscine olimpioniche alle vasche relax per famiglie. Una goduria, abbiamo nuotato un po’ e poi a mollo a 28° e poi ancora a 32° in una vasca che comincia dentro e finisce fuori dove puoi vedere il profilo dei Tatras sentire l’aria tagliente di fuori sfiorarti il viso mentre il tuo corpo è grato del tepore che lo avvolge tutto. I fumi si levano dall’acqua e tu credi che il Paradiso non debba essere poi troppo diverso. Ma al meglio non c’è mai limite ed a fianco hai la vasca (sorta di gigantesca jacuzzi) con temperatura a 38° sempre all’esterno.

Per i più snob, il bar/chiosco nell’acqua calda. Con gli sgabelli immersi in acqua e gente felice a sorseggiare una birretta o anche un grappino (vodkino).

Un viaggio da riprogrammare…

Torno alle mie brochure e guida (per quanto pesante me la son tirata dietro) e scopro che la parte Orientale del Paese deve essere ancora più caratterizzata, i parchi naturali sono veri luoghi di wilderness, i paesini ancora più caratteristici, le costruzioni dai tipici tetti in legno slovacchi si moltiplicano… ah ad avere qualche giorno in più! Lo Sloveni Raj, il Paradiso Slovacco i cui sentieri sono veri e propri percorsi avventura, le gole del Dunajec, le chiese in legno costruite senza far uso di chiodi, le icone bizantineggianti, le piazzette tra case basse dai colori pastello.

Bref la Slovacchia, in un mio prossimo viaggio, diventerà da luogo di passaggio vera e propria destinazione, un luogo da conoscere in cui sostare (anche a lungo). Ed anche voi se le vostre scelte sulla carta Europea continuano a svolazzare al di sopra della Slovacchia, fateci un pensiero c’è tutto un mondo da scoprire sotto quella rotta aerea.

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