Con Arianna Serra a casa di Enrico Colombotto Rosso

È con grande piacere che oggi lascio la parola ad un’amica mia e di trippando: Arianna Serra, autrice del blog Aritravelplan (che un po’ di tempo fa avevo intervistato qui), che sta organizzando un workshop fotografico tra Torino ed il Monferrato, sulle orme di Enrico Colombotto Rosso.

Enrico Colombotto Rosso, eclettico artista piemontese, era solito dire, forse perché conscio della sua vita costellata di eccessi, che il ricordo delle persone che abbiamo amato è l’unico giardino dal paradiso da cui non possiamo venire cacciati.

Ma chi era Colombotto Rosso? Sgarbi, suo grande ammiratore, lo definisce “ Il più visionario, il più turbinoso, disperatamente solitario, luciferino artista italiano del Novecento”.

A casa di Colombotto Rosso

Anche per me è stato amore a prima vista, sin da quando ormai alcuni anni fa, ammirai alla mostra de “Il Male”, curata proprio da Sgarbi nella Palazzina di caccia di Stupinigi, alle porte di Torino, una delle opere (per me) più d’impatto del Maestro, L’Urlo, oggi parte di una collezione privata. Ricordo che ne rimasi incantata, non riuscendo quasi a fiatare per la forza e l’inquietudine che la tela mi trasmetteva…

Colombotto Rosso fu anche un uomo che amò profondamente la campagna del Monferrato, scegliendo Camino, in provincia di Alessandria, come sua dimora dalla fine degli anni Settanta e partecipando attivamente alla vita culturale della zona con mostre e significativi lasciti.

Un mesetto fa ho avuto la fortuna di visitare la casa, trasformata in una casa museo nel primo anniversario della morte di Colombotto Rosso da Gaetano Giacomelli, attuale Presidente della Fondazione che porta il nome dell’artista e amico di lunga data del Maestro. Con Gaetano mi sono avventurata nel romantico giardino, ancora pieno di rose e poi, con un po’ di timore riverenziale, nelle stanze della casa che si succedono in un tripudio di libri, quadri, mobili, divertissement. Ogni singolo monile è stato mantenuto da Gaetano, così come lasciato da Colombotto Rosso alla sua morte, in una celebrazione eterna della sua intensa vita.

Anche io nel mio piccolo voglio ricordare un artista che è entrato per sempre nel mio cuore e per questo, in collaborazione con la Fondazione e il Prof. Mario Rota, ho deciso di organizzare un workshop fotografico focalizzato sul racconto della vita e delle opere di Colombotto Rosso nei luoghi che a lui furono più cari, Camino, appunto, e Torino.

Il workshop, che si chiama Torino bianca/Torino nera, prevede una prima giornata nell’alessandrino tra il Comune di Pontestura, cui Colombotto Rosso donò ben 130 delle sue opere, oggi raccolte in un deposito museale, e la casa del maestro di Camino e una seconda giornata nel cuore di Torino, alla scoperta della duplice anima della città, che fu tanto amata dal Maestro.

Grazie alla collaborazione con la Fondazione Enrico Colombotto Rosso, il partecipante avrà anche la fortuna di ascoltare dalla viva voce di amici del Maestro aneddoti e curiosità sulla sua intensa vita, pregna di elementi legati all’esoterismo, e verrà stimolato a trovare elementi utili per la realizzazione di un racconto fotografico intenso e sofisticato.

Costo per partecipante: 130 Euro per workshop base (comprensivi di pasti e di mini guida sui luoghi della Torino bianca e della Torino nera); 350 Euro per workshop avanzato (che prevede un’estensione maggiore con l’assegnazione di ulteriori compiti on-line nell’arco di 6 mesi e un ulteriore incontro finale di briefing).

Per maggiori info e iscrizioni: arianna.serra@gmail.com

Related Images