Aereo in ritardo o cancellato: conosciamo i nostri diritti?

Chi fa il pendolare in treno, ormai, ci è abituato: i ritardi sono all’ordine del giorno e le file agli sportelli delle stazioni per chiedere i rimborsi diventano ordinaria amministrazione. E su questo il nostro buon Enrico di Bassa Velocità potrebbe scrivere lunghi trattati.

Photo Credits:  Ryan McGuire
Photo Credits: Ryan McGuire

Un po’ più complicato è quando ad essere in ritardo o a venire soppresso è un volo aereo. Lì, diciamocelo, siamo più tentati – per forma mentis – a conoscere e spulciare tutto ciò che riguarda promozioni, last minute, voli promozionali, ecc. perché le possibilità che un volo sia in ritardo sono statisticamente inferiori (un caso è prendere un treno tre/quattro volte a settimana, un altro un aereo cinque/sei volte l’anno). E poi per un privato, si sa, non è così facile chiedere risarcimento alle compagnie aeree.

Io, ammetto la mia ignoranza, finché non avuto a che fare con un aereo che ha subito un grave ritardo – anche se in maniera indiretta – non mi ero mai documentata e nemmeno sapevo dell’esistenza della Carta dei diritti del Passeggero, essenziale per chi viaggia in aereo che tiene conto di una sentenza che “in analogia a quanto previsto per alcuni casi di cancellazione del volo, il diritto alla compensazione pecuniaria anche per i passeggeri che raggiungono la destinazione con oltre tre ore di ritardo rispetto all’orario di arrivo pubblicato. Tale diritto, tuttavia, viene meno se la compagnia aerea dimostra che il ritardo prolungato si è verificato a causa di circostanze eccezionali.”

Durante le festività natalizie, ho incontrato un’amica che abita ad una quarantina di chilometri da casa mia, non ci vediamo spesso, due o tre volte l’anno, perché lei fa la spola tra l’Italia e Sidney, dove vive sua madre e mi ha raccontato della sua disavventura al ritorno. Nemmeno lei, pur facendo spesso dei voli intercontinentali, si era mai informata sulla questione rimborsi e, anzi, ha chiesto a me se sapessi come fare, se conoscessi, diciamo così, “consulenti in diritto del viaggiatore”. “Googlando” mi sono imbattuta nel sito flightright.it, semplice, chiaro e lineare. Sul lato destro dello schermo un calcolatore del risarcimento in cui si inserisce il numero di volo e la data per vedere il conteggio.

Leggendo la Carta dei Diritti del Passeggero, ma anche il sito, vengo a sapere che i voli inferiori a 1.500 km con un ritardo di 2 ore o più hanno diritto a 250 euro; i voli tra 1.500 km e 3.500 km con un ritardo di almeno 3 ore possono ricevere fino a 400 euro; mentre i voli di 3.500 chilometri o più e con un tempo di attesa di 4 ore possono richiedere fino a 600 euro. I ritardi di durata superiore a 5 ore danno ai passeggeri la possibilità di recedere dal volo e di essere riportati alla loro destinazione originaria.

Il supporto di Flightright consiste nel gestire la pratica di risarcimento, trattenendo un 25% sul totale spettante, solo nel caso in cui il tutto vada a buon fine, con il rimborso che avviene da parte loro tramite bonifico. Il periodo di tempo in cui chiedere il rimborso è di tre anni dal volo che ha avuto il ritardo.

E allora mi sono tornati alla mente i voli in ritardo di mia sorella che per circa un paio di anni, a partire dal 2012, ha fatto la ragazza alla pari in Inghilterra presso una famiglia anglo – italiana: le due gemelline a cui lei faceva da baby sitter hanno il papà inglese e la mamma italiana. In almeno due occasioni il ritardo del volo di rientro in Italia è stato piuttosto significativo e il tutto non facilmente gestibile considerata anche la presenza di due bambine di quattro anni che seppur abituate a volare – beh… sono sempre due bambine di quattro anni.

Direi che, tutto sommato, vale la pena pensarci. Ed è quello che ho consigliato alla mia amica italo – australiana e a mia sorella.

Related Images