Come girare Porquerolles: una giornata indimenticabile in Provenza

Se avete letto il primo articolo, col nostro itinerario di quattro giorni in Provenza con i bambini e se mi avete seguito su Instagram e Facebook durante il nostro viaggio primaverile alla scoperta della terra della lavanda (che però, adesso, non è nel periodo della fioritura), avrete letto di un’intera giornata trascorsa in bicicletta su di un’isola. Si tratta di Porquerolles, che insieme a Port-Cros e Le Levant costituisce le tre “Isole d’Oro”, la propaggine più a sud dello splendido territorio di Hyères.

La nostra sistemazione in casa mobile all’interno del campeggio La Presq’ Île de Giens si è mostrata comodissima anche per quest’escursione, poiché il campeggio si trova a cinque minuti d’auto da Tour Fondue, dove partono, con una certa regolarità anche nei periodi di bassa stagione, i traghetti che collegano la più grande delle Isole d’Oro alla terraferma e, in particolare, alla spendida penisola di Giens.

porto di porquerolles

Porquerolles fa parte, insieme a Port-Cros, del primo parco marino d’Europa. Il fatto che si tratti di un territorio protetto rende quest’isola specialissima e a misura di famiglia e di bimbo, perché gli unici mezzi a motore in circolazione sull’isola sono quelli di proprietà dei suoi abitanti, pochissimi. L’isola si estende per poco più di sette chilometri in lunghezza e tre chilometri in larghezza ed è il paradiso degli escursionisti, oltre che degli amanti di spiagge da sogno. I piedi e le ruote delle bici sono gli unici mezzi che i visitatori hanno a disposizione per scoprire l’isola. Un incanto! Appena sbarcati, si trova il centro di accoglienza dell’Ente del Turismo di Hyères, che fornisce cartine ed indicazione ai viaggiatori. Nei dintorni del porto vi sono diversi noleggi di bici. Noi ci siamo trovati molto bene da L’Indien, cinquanta metri a destra del porto, sulla destra, poco prima di arrivare nella piazza principale del paese e dell’isola. Mountain bike per me, il consorte e il Toparco; seggiolino dietro al babbo per Giacomo e… via, gogogo, alla scoperta della più grande delle Isole d’Oro.

NOLEGGIO BICI A PORQUEROLLES L INDIAN

Ma dopo pochi metri ci fermiamo; seguiamo il consiglio dell’indiano e facciamo stop per comprare una bottiglia d’acqua e della frutta secca: <<se dovete comprare acqua o viveri, fatelo subito: al di là della piazza del villaggio non troverete altri posti dove acquistare generi alimentari, sull’isola>>.

Prima meta, la Plage d’Argent (spiaggia d’argento): mare caraibico circondato da pini e arbusti. Sbagliamo strada per nostra distrazione (le principali mete dell’isola sono tutte ben indicate) e allunghiamo il nostro percorso, tra bassi vigneti e macchia mediterranea. Le strade sono per lo più bianche e nei pressi delle attrazioni vi sono sbarre per legarvi le bici. Eh, sì. Fa strano, ma la realtà è che le auto sono rarissime. A cosa servirebbero i parcheggi?

plage d argent porquerolles

Non ci scalziamo perché l’aria è freschina ed i bimbi raffreddati, ma c’è gente che fa il bagno. Tutti francesi. A proposito, sul traghetto ho notato che, tranne noi, tutti gli altri hanno pantaloni corti. È un momento di caldo particolare e siamo baciati dal sole, ma il venticello è quello dei primi di aprile, non è estate!

Godiamo del panorama e lasciamo i bimbi liberi di correre e sporcarsi della finissima sabbia argentea per poi far ritorno al villaggio: oggi ci concediamo un bel pranzo di pesce; da Le Pelagos c’è da aspettare un po’, ma sotto la bella veranda si sta da Dio ed il tipico aperitivo provenzale – olive e vino rosé ghiacciato – sono il top, nell’attesa dei nostri calamari grigliati.

porquerolles in bici

Finito il pranzo, ripartiamo in sella alle nostre bici, stavolta nella direzione del faro, nella parte sud dell’isola. La strada sale un po’ ed il Toparco si stanca. Ha bisogno di fare qualche pausa, prima di arrivare alla meta, ma ce la facciamo: la visuale e la soddisfazione sono enormi. Ad aver tempo, ci sarebbe da scendere a piedi verso calette da favola, che intravediamo soltanto.

il faro di porquerolles

Il ritorno è in discesa. Gogogo! L’unico intoppo è la catena della bici del Toparco che si sgancia diverse volte. Inutile spiegargli che non si rallenta pedalando all’indietro.

Si torna alla base e abbiamo ancora un po’ di tempo prima del traghetto delle 17.30. Il consorte si inerpica su una strada che parte dal porto, col suo zavorrino dormiente dietro. Io e Toparco ci fermiamo in una caletta vicino al porto; lui si arrampica sulle rocce e giochiamo un po’, prima di riconsegnare le nostre bici, mangiare un bel gelato, congiugerci con l’altra metà della famiglia e partire di nuovo alla volta della Provenza continentale.

spiaggia con rocce a porquerolles

Vi lascio con un’informazione pratica che penso possa essere di grande utilità, se avete in mente di visitare Porquerolles fuori dalla stagione estiva: l’Ufficio del Turismo di Hyères organizza dei pacchetti traghetto + bici + pranzo, molto convenienti in bassa stagione e ideali per girare Porquerolles in una giornata. Trovate qui tutte le info. Potete riservare direttamente dal web, oppure all’Ufficio del Turismo. È una soluzione convenientissima, anche se quest’isola è così bella e selvaggia che dispiace lasciarla. A Porquerolles si può anche pernottare: negli alberghi o nelle case per vacanze. È però vietato campeggiare e questo ci dispiace molto: i campeggi in Provenza sono tantissimi e ben attrezzati. Per le famiglie come noi sono davvero un toccasana: le case mobili uniscono comfort e libertà e regalano ai bambini una vacanza serena all’aria aperta ad un prezzo accessibile.

Ma questa è un’altra storia. Una storia di cui vi parlerò prestissimo!

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