Cosa e dove mangiare a Pontremoli: cronaca del primo TourDay

Lassù, nell’angolo settentrionale della Toscana, sconosciuta ai più, c’è la bellissima Lunigiana, di cui Claudia ha già parlato quest’estate.
Io ci sono tornato in occasione della prima (a cui spero ne seguiranno molte altre) edizione del TourDay, inizativa nata quasi per gioco tra una chiacchiera e l’altra tra amici e portata avanti dall’Associazione Farfalle in Cammino, che tanto si muove e tanto fa per incrementare il turismo in Lunigiana.
Il Tour Day (da leggere e pensare come turdèi, tordelli) è stato immaginato come un evento enogastronomico a tappe organizzato la mattina di sabato 31 gennaio, giorno del Falò di San Geminiano. Quella dei Falò è una sfida tra due parrocchie e due patroni, erede della rivalità medievale tra Guelfi e Ghibellini: vince chi fa il falò più grande e durevole, accatastando legna e arbusti in quantità. Il 17 gennaio la parrocchia di San Nicolò accende il suo falò nel greto del fiume Magra, mentre quella di San Geminiano il 31 gennaio in quello del Verde.

Pontremoli
Pontremoli vista dal ponte dei 4 Santi

L’idea alla base è stata quella di portare i sapori della cucina pontremolese a contatto con i palati sia dei cittadini che dei turisti e dei curiosi. Cinque luoghi della tradizione o caratteristici, tutti nel centro storico: due bar, due ristoranti ed una birreria. Cinque prelibatezze diverse da assaggiare, ognuna legata ad una storia particolare da scoprire.
Arrivando a Pontremoli di sabato mattina, abbastanza presto, non immaginavo di trovare tanta gente con già il cartellino al collo! Per partecipare bastava munirsi dell’apposita tessera, con quella fare il giro per le cinque tappe: a consumazione avvenuta un timbro sulla tessera. Lo stand si trovava in Piazza della Repubblica, in pieno centro.

Zuppa Bussè
Calda e fumante,la Zuppa di Bussè

Faceva decisamente freddo, non erano nemmeno le dieci, e quindi ho deciso di iniziare secondo tradizione, con la zuppa della Trattoria Da Bussé, proprio dietro al Duomo: una ciotola fumante dove il pane raffermo è affogato nel brodo di carne a cui si aggiunge un sugo di carne di vitello, il tutto sormontato da abbondante formaggio pecorino. Ed un gotto di vino bianco. Una bomba calorica sotto tutti i sensi, che anticamente sorbivano coloro che scendevano dai monti limitrofi per arrivare in città: dopo ore tra i sentieri della Lunigiana qualcosa di caldo ed energetico era necessario.

Torta erbi
La mia foto non le rende onore, ma fidatevi:era proprio buona

Seconda tappa alla Trattoria Da Norina, dove sono stato così fortunato da assaggiare la torta d’erbi di Lunigiana calda calda, appena fatta: erbe spontanee e verdure di stagione, riso e formaggio. La cucina povera, che adesso torna di moda, e che qui è sempre stata apprezzata ed in voga.

Gradite un sorso?
Gradite un sorso?

Come terza tappa punto all’aperitivo per eccellenza dei pontremolesi, il Bianco Oro del bar Luciano, nella piazza davanti al Duomo. Inventato dal padre dell’attuale proprietario nel 1977 è semplicemente una bomba: non vi dico gli ingredienti, dovete venire a provarlo.

Birra del Moro
Semplicemente buonissima!

Da bevitore della domenica quale sono ammetto che dopo il Bianco Oro alle dieci e mezzo del mattino le ginocchia hanno iniziato un po’ a cedere, ma non tanto da non attraversare il ponte dei Quattro Santi per puntare ad una nuova, bella e già premiata realtà locale: il Birrificio Birra del Moro. Un tagliere di affettati ed una buonissima “Luna di miele”, una birra bianca in stile belga, chiara, molto bevibile, prodotta con grano biologico della Lunigiana ed aromatizzata al coriandolo e buccia di arancia, con una aggiunta di miele di acacia anch’esso lunigianese. I miei personali complimenti al giovanissimo mastro birraio Emanuele, che ha creato un birrificio veramente notevole.

L'Amor, un must a Pontremoli
L’Amor, un must a Pontremoli

Infine, quinta ed ultima tappa, sotto i portici di piazza della Repubblica: gli Amor. L’Antica Pasticceria degli Svizzeri (che tutti chiamano semplicemente “gli Svizzeri”) nasce nel 1842 e da allora è stata ed è un punto fermo nel panorama culinario della città. Nel bellissimo locale liberty dovete fare come me e provare gli Amor: un biscotto, due cialde con in mezzo la crema, ma è questa crema che fa la differenza! La ricetta è segreta e tramandata da generazioni, nessuno è riuscita ad imitarla mai e… la foto che vedete non è del mio Amor! L’ho mangiato ancora prima di ricordarmi di fare la foto per il post! Fortunatamente ho chiesto alla cassa se potevo immortalare quello destinato ad un altro cliente.
Qui apro una parentesi: in tutti i posti in cui sono stato solo sorrisi, chiacchiere e gentilezze, mai una faccia lunga o un modo di fare scostante, come troppo spesso capita anche in locali blasonati di grandi città che si vantano di avere fatto dell’accoglienza al turista un marchio distintivo.

Facce da Tour Day
Facce da Tour Day

Infine, piccola nota personale: a chi chiedeva perchè facevo foto e prendevo appunti ho dovuto rispondere che ero lì come blogger. Mi aspettavo le abituali alzate di sopracciglia, i toni di sufficienza se non di velata commiserazione, o la nota domanda “e cioè?”. Invece nulla, anzi! Mi sono sentito quasi importante, e ho scoperto che a conoscenza dei social e del web Pontremoli può mangiare in testa a tanti altri posti.
Cinque tappe, cinque timbri: mi sono presentato allo stand dove avevo preso la tessera perchè mi aspettava… un grande tortello di cartapesta! Perfetta cornice per la foto che mi hanno fatto, con sullo sfondo il Campanone di Pontremoli.
E dal momento che mi “sono piazzato” nei primi trenta che hanno terminato il tour ho anche vinto una maglietta!
Ora non mi resta che fare una cosa: aspettare l’edizione estiva!

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