Cosa vedere e fare a Capalbio e dintorni

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Il turista curioso ed esigente ha bisogno di alimentarsi costantemente con viaggi in località ricche di attrattive e che al contempo abbiano mantenuto la propria identità nel tempo; questo obiettivo richiede attenzione e impegno, poiché non tutte le località belle da vedere sono riuscite a non snaturarsi.

Questa è una delle ragioni per segnare Capalbio nella lista dei posti che simboleggiano l’unicità del patrimonio naturale e artistico italiano.

Durante il mio soggiorno mi sono affidato ai suggerimenti dello staff dell’agriturismo Il Riparo di Capalbio, un casale immerso nel verde e al tempo stesso vicino ai luoghi che desideravo visitare.

Ho raccolto le mie impressioni in vacanza per dare a mia volta dei consigli a chi volesse esplorare l’autentica Maremma Toscana.

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Credits: By Patafisik (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], via Wikimedia Commons

Cosa vedere a Capalbio

È importante partire dalle origini, ovvero dal significato del nome del luogo: Caput Album, il nome latino, si riferisce alle rocce di alabastro bianco che sono molto diffuse in questo territorio.

Capalbio è inoltre il comune più a sud della Toscana e ben rappresenta i contrasti della Maremma, perché basta fare pochi passi dal centro per ritrovarsi attorniati dalla campagna e dalle colline, mentre il borgo testimonia l’opera dell’uomo intervenuta nei secoli.

Le fasi storiche importanti per Capalbio sono numerose; la cinta muraria medievale racchiude quasi interamente il borgo, dove sono stati edificati chiese e castelli, mentre è nel periodo del dominio degli Orsini che è stata completata la Rocca aldobrandesca.

Dalla posizione e dalla rilevanza di Capalbio nel periodo rinascimentale, deriva il soprannome di piccola Atene: una località dove trovare ispirazione per progetti e opere artistiche.

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Credits: https://castlesintheworld.wordpress.com/2015/03/10/castello-di-capalbio/

Il Castello, sorto proprio nel cuore del centro storico, merita una visita e offre il punto di osservazione più alto sul panorama circostante. La Rocca risale al XII secolo, mentre il Palazzo Collacchioni, addossato sul lato corto della Rocca, è stato edificato nel XIX secolo.

Ho scoperto che proprio qui soggiornò Giacomo Puccini e probabilmente compose alcune parti della Turandot suonando il Fortepiano Conrad Graf, oggi visibile insieme con altri mobili d’epoca.

Di fronte alla Rocca sorge la Chiesa di San Nicola, la più caratteristica di Capalbio. È stata restaurata più volte e oggi si possono ammirare dei pregevoli affreschi rinascimentali nelle cappelle laterali.

Questa piccola chiesa è un gioiello che conserva le tracce dei periodi storici più ricchi di avvenimenti a Capalbio, oggi divenuta una romantica destinazione in Toscana.

Dove andare a mare a Capalbio

Il litorale si estende per 12 km ed è uno dei tratti più “selvaggi” dell’intera regione, in quanto è vicina a delle riserve naturali e qui la macchia mediterranea, caratterizzata in prevalenza dai ginepri, circonda anche le spiagge libere.

Ci sono spiagge con sabbia fine e alcuni tratti con insenature, scogli e fondali più profondi. Il privilegio consiste nel poter scegliere fra spiagge poco frequentate e località rinomate come Porto Santo Stefano, non lontano da qui.

A Porto Santo Stefano il paesaggio cambia leggermente perché qui c’è il Promontorio dell’Argentario, territorio sul quale è più visibile l’intervento umano, sotto forma dei terrazzamenti impreziositi da coltivazioni di vite.

Mare, monti e verdi colline sono gli elementi base di questo lembo di Toscana particolarmente amato dai viaggiatori stranieri. Io consiglio di approfittare di una vacanza a Capalbio per vedere anche i dintorni e le chicche meno note.

Il Giardino dei Tarocchi, l’armonia fra uomo e natura

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Credits: http://www.italiaparchi.it/

Mi hanno sempre incuriosito i luoghi esoterici, nati dal sogno (o dalla follia) di un’artista, per questo non mi sono lasciato scappare la chance di visitare il Giardino dei Tarocchi, creazione di Niki de Saint Phalle. Costui pensò di seguire l’esempio del Parque Guell di Antoni Gaudí a Barcellona e del Giardino di Bomarzo, così invitò architetti e artisti come Rigo Weber, Paul Wiedmer e Jean Tiguely, che costruirono 22 gigantesche statue in acciaio e cemento, ricoperte di vetri e ceramiche dai colori vividi, ispirate alle carte dei Tarocchi, i 22 Arcani Maggiori.

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Il giardino si trova nella frazione di Pescia Fiorentina in località Garavicchio ed è aperto dal 1° aprile al 15 ottobre. Sul sito ufficiale sono disponibili tutte le informazioni per arrivarci: ilgiardinodeitarocchi.it.

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Credits: http://ilgiardinodeitarocchi.it/

Grazie a questo viaggio ho capito che la Maremma non è solo la terra dei butteri, dei cavalli maremmani e degli orizzonti infiniti, bensì un’area che riserva piacevoli sorprese a chi ha voglia di andare oltre le mete più celebri.


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