Dove alloggiare a Corvara: Hotel Col Alto, per una vacanza da sogno

Quando ho raccontato della mia vacanza sulla neve a Corvara ho detto che è stata la settimana più bella della mia vita e vi ho accennato le tipologie di viaggiatori per cui, secondo me, è adatto l’Hotel Col Alto (se ve lo siete persi, leggete qui!).

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Oggi, invece, vi racconto dell’hotel che ha contribuito, insieme alla parte sciistica, al raggiungimento della perfezione della nostra vacanza. Ve lo racconto in velocità -sono rinomata far sedimentare a lungo i posti, prima di scriverne- perché molti me lo hanno chiesto. Chi ha seguito la mia vacanza su Instagram ha potuto vedere, oltre a dei panorami da togliere il fiato, dei piatti bellissimi, delle ricche colazioni e dei dolci meravigliosi. Tutti lo negano ma, di fatto, noi italiani vogliamo mangiar bene. Anche in vacanza. Soprattutto in vacanza. E in molti mi hanno chiesto “dell’albergo che faceva quei bei piatti”. Eccolo.

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Sicuramente la parte gastronomica è di altissimo livello sia per quanto riguarda la colazione (la varietà di dolce-salato-caldo-omelette fatte lì per lì è enorme) che la cena, con antipasto e scelta alla carta tra quattro primi (due minestre e due asciutte), tre secondi (di cui uno di pesce) e due dessert (uno più cremoso, l’altro più fruttato).

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La domenica viene organizzato un aperitivo di benvenuto per gli ospiti “della nuova settimana”: musica, drink, fingerfood creano un’atmosfera ancor più magica (vedi sotto).

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Io e Marco per alcuni giorni non abbiamo sciato nel pomeriggio e abbiamo avuto modo di sperimentare a pranzo sia il ristorante dell’hotel che il bar. Se volete pranzare al ristorante, ricordatevi che la cucina è aperta fino alle 14. Dopo, invece, è possibile prendere panini o toast al bar. A me e al mio cucciolone piaceva molto stare appollaiati sui comodissimi sgabelli del bar a rifocillarci prima di un po’ di meritato riposo.

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La nostra settimana gastronomica al Col Alto è stata scandita da due importanti appuntamenti: la cena ladina e la serata con il buffet di dolci tirolesi e di carnevale.

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Non ne siamo usciti ingrassati perché di giorno compensavamo con ricche sciate, ma non pensate ad una vacanza al Col Alto come solo relax, perché rischiate di tornare a casa con molti chili in più!

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Ma non c’è solo il cibo al’Hotel Col Alto. Ed ecco gli altri punti di forza.

La posizione: ai piedi del Sassongher, all’estremità nord di Corvara, l’Hotel Col Alto ha una visuale impareggiabile. Dalle vetrate della nostra camera spiccavano giallo su bianco gli ovetti del Piz Boè e, lassù in cima, il rifugio, a forma di capanna. Mai avrei pensato che quella rossa con quasi 700 metri di dislivello potesse essere mia. E invece così è stato e ne vado molto fiera.

E poi l’atmosfera, quell’atmosfera da favola che aleggia dentro al Col Alto. La zona bar-lounge-ricevimento, nuovissima, è… da vedere. Il camino è fascinosissimo.

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Un po’ meno il mi’ figliolo che per una settimana ha tormentato  il signor Mario (storico barman, grande sciatore, un personaggio che sembra uscire da un film anni ’80 con Jerry Calà) a suon di <<Si sta spengendo il fuoco>> per aiutarlo nell’alimentazione di nuovi pezzi di legna da ardere. E poi le candele accese al crepuscolo, la musica dal vivo alla sera.

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Il servizio, poi, è impeccabile: nonostante si tratti di un albergo decisamente grande, è evidente la gestione familare ed un tocco attento. Sembra che ci sia una fatina con la bacchetta magica a vegliare sul Col Alto: il servizio SkiBus che accompagna gli ospiti sulle piste al mattino e ritira i meno esperti nel pomeriggio (gli altri possono rientrare sci-ai-piedi fino al deposito sci del piano -1), i letti rifatti durante l’ora della cena, il cibo per i bimbi che arriva in tavola in un batter d’occhio.

Il centro benessere è enorme, nuovo, ben tenuto ed offre una scelta vastissima di  saune, vasche e sale relax. La piscina, con zona idromassaggio, è aperta anche ai piccoli ospiti e, cosa importante, dalle 7 di mattina alle 7 di sera. Con i polpacci distrutti dallo sci, a metà vacanza mi sono concessa anche un massaggio sportivo: tanta roba!

Per i bambini ci sono due stanze dedicate. In quella per i piccoli, c’è una maestra (il termine animatrice mi è fastidioso, Claudia è invece una persona carinissima) presente dalle 15,30 alle 22,30, che personalizza le attività a seconda del gruppetto di ibmbi presenti e con cui i bambini possono cenare lasciando ai genitori un po’ di pace. Nella stanza per i più grandi (che è aperta anche agli adulti) ci sono giochi da fare in compagnia, come il bilardo ed il biliardino.

Le camere sono decisamente grandi, comode, ben arredate e, se siete fortunati e l’hotel non è al completo, potete avere, come noi, il passaggio in una camera superiore senza aggiunta di prezzo.

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Domanda delle 23.03 al consorte: <<Oci, secondo te qual è il punto di forza del Col Alto?>>. Risposta veloce: <<Lo SkiBus>>. E poi: <<Tutto il resto può essere abbastanza normale per un 4*, invece smettere di sciare -a qualsiasi ora- fare una telefonata in hotel ed avere il “furgone quello rosso”, come dice il Toparco, a prenderti, non ha prezzo. Dopo aver sciato, la voglia di tornare subito in albergo a farsi un bel bagno caldo è predominante e, mentre per un adulto non ci sono problemi a raggiungere l’hotel con gli sci, per un bimbo di tre anni è impossibile e allora, santo  subito lo SkiBus!

E io, per cosa ritornerei (anche domani, se non si fosse capito) al Col Alto? Per quell’ambiente magico, l’atmosfera fatata e… i coktails del signor Mario!

IMG_20150211_183631Poi, l’ultima sera, ho pure scoperto la grappetta alla pera. Spetta’olo!

20150213_210033Dopo averlo vissuto -e goduto- in inverno, mi piacerebbe “sperimentare” il Col Alto anche per una vacanza estiva… chissà!

… E scommetto che ho fatto venir voglia anche a voi di partire!

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