Ho fatto pace con me stessa (e non è roba da poco)

Ho fatto pace con me stessa. Non so come. Non so perché (o forse sì), ma adesso mi sento in pace. Non che prima fossi in guerra… Ma guerriglia. Tafferugli, sempre pronta all’attacco e sul chi-va-là. Adesso sono (più) tranquilla; ho smesso di sfidarmi: ho trovato un equilibrio, il mio equilibrio. La cosa buffa è il come me ne sono accorta. Dopo aver “fatto fuori” la colf che ormai veniva a casa mia giusto per passare il tempo, ho deciso di non rimpiazzarla, nonostante gli incitamenti del consorte. Ho deciso di prendermi io carico delle pulizie di casa. Io. Ioooo? Ommioddio, io. E ne sono pure felice! Fino a qualche mese fa, la cosa mi sarebbe sembrata folle. Mi sarei nascosta dietro al dire che Cavazza e Calderazzo (i prof di chimica generale, l’esame base del mio corso di laurea) non mi avevano insegnato a pulire casa. ‘Mmmazza che spocchiosa! Ma ora capisco. E capisco molto bene: mi ero sacrificata tanti anni sui libri per poi finire a fare un lavoro che non mi dava alcuna gratificazione. Figuriamoci se dovevo pure pulir casa… e per di più da sola!

E invece… invece ora sono qui, Trippando è diventato il mio lavoro ed ho conquistato quella serenità lavorativa che mi mancava praticamente da sempre, da quando sono uscita dall’Università nel brutto momento degli stage a 500 euro.

Adesso riesco a gestire i miei tempi e i miei spazi, a curare i miei figli senza trascurarne uno rispetto all’altro, cosa che nei due anni passati avevo invece sofferto molto. Adesso lavoro da casa e staccare per dare una pulita e una messa in ordine ogni tanto è per me un motivo per togliere gli occhi dallo schermo del computer, per fare un po’ di movimento (mammamia quanto si suda!) e per… pensare! Con i toparchi sempre nei paraggi, pensare per me era diventata roba da ore notturne. Sì, vabè, capita ancora di avere gli occhi sbarrati a metà nottata per un’idea lampo che mi appare quasi in sogno, però adesso è più raro: adesso ho i momenti in cui rassetto casa durante i quali, tra una cantata e un balletto, mi appaiono le pensate migliori. Cioè: si può pensare anche di giorno, roba che non mi capitava dall’ante figli!

Di pensate, in questi giorni, ne ho fatte parecchie. Chi ha un blog o vuole aprirne uno e bazzica il gruppo Blogging Experience lo sa. C’è un nuovo libro in scrittura, che subirà dei ritardi rispetto a quanto mi ero prefissata, perché sarò relatrice allo Smau (relatrice allo Smauuuuuu! -devo ripetermelo, perché mi ci voglioni i pizzicotti da quanto non mi pare ancora vero!) e questo porterà via un po’ del mio tempo per i prossimi venti giorni: ci tengo a fare una bella impressione.

Poi… poi c’è RemembYou, una sfida collettiva per credere in sé. C’è già un bel gruppo di belledonne pronte a iniziare, dal 10 ottobre al 9 novembre. Non vedo l’ora di guidarle verso nuovi percorsi, nuove mete, nuovi successi. Per saperne di più, cliccate qui. Vi aspetto per fare, anche voialtri, pace con voi stessi. Dai che più siamo più ci divertiamo, oltre che cresciamo insieme!

RemembYou: un percorso di riscoperta, un mese dedicato a te

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