Impressioni ed emozioni (a 6 mani) da un weekend sul Gargano

Bada ganze le mie coblogger: decidono di fare un post a 6 mani (Eugenia, Monica e Sara) e poi chiedono a me di fare l’intro. Ma sono buffe, eh! Sono talmente buffe (lovvole!) che mi sono ritrovata a leggere un post su un weekend sul Gargano che mi ha rapito. Quasi commosso. Qui si fa poesia e io mi sento in leggero imbarazzo. Sarà meglio sdrammatizzare… Pare che la #bloggerhouse e #trippandoalpizzicato abbiano avuto un bell’effetto sulle ragazze. Vi pare? Se fa così di prassi, andiamo tutti, eh?

Ma eccolo il racconto appassionato di un rewind garganico. Pieno di mare, di buon cibo, di gente bella…

Inizia Eugenia…

È l’ultima sera in Puglia, prima di ripartire verso nord, per le nostre rispettive case e famiglie dopo tre giorni intensi di #bloggerhouse, alla scoperta di una terra e delle persone che la vivono quotidianamente.

Stiamo tornando da Peschici, l’ultima meta del nostro viaggio in terra di Gargano, la sera sta scendendo ed i toni luminosi lasciano spazio ai colori forti e caldi del tramonto, la strada si fa più vicina al tratto di costa che sta correndo lasciando dietro i campeggi la sabbia ed il mare… Ed è un momento e il pensiero scaturisce all’unisono per tutte e tre.

Alla nostra sinistra il sole sta tramontando regalandoci una galleria di dipinti unici ed affascinanti, alla nostra destra il profilo leggero di un trabucco rompe la scogliera sulla quale da tempo sta ancorato, silente in questo momento ma ricco di vitalità quando diventa il protagonista della pesca.

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Davanti a noi, sulla sabbia, un piccolo fuoco, non serve per riscaldare, non fa freddo, ma solo per dare luce ai nostri pensieri ed a quello che ha significato il viaggio che abbiamo appena fatto insieme e le parole escono da sole…

calenella

Mi sento ancora circondata dal profumo degli agrumi, intenso, buono e fresco. L’abbondanza degli alberi mi riporta alla mente i fasti di un fiorente commercio quando le arance, incartate una ad una, facevano lunghi viaggi… Anche al di là dell’Oceano

Mi piace la positività, la voglia di fare, di ricreare; il passato non si può dimenticare e, a poco poco, ritorna nelle menti, si propone nelle idee, si fa strada nelle piccole azioni.

Da donna che vive sulla costa non potevo allontanarmi dal mio elemento preferito, il mare, lo cerco ogni volta che posso, lo ascolto, lo osservo mutare forza e colore.

Sotto le assi del trabucco le onde s’infrangono sugli scogli, le ascolterei per ore ma per ore ascolterei anche la storia di quest’opera di maestria, di cui pochi ormai conoscono i segreti.

Ancora lavora questo enorme argano che fa scoprire i doni preziosi del mare agli uomini arrampicati sulle sue assi in attesa del passaggio del branco giusto.

Mi piace il suo passato, la voglia e la volontà di averne cura, se lo guardo immagino un passato ma vedo anche un futuro nell’allegria estiva della gente che viene per gustare i frutti del suo lavoro.

… Continua Monica…

Abbiamo attraversato un pezzetto di Foresta Umbra, fitta, verde, ombrosa. Talmente ombrosa da nascondere segreti e tesori che nemmeno i Vichesi sanno di possedere, e se lo sanno non ne vogliono godere.

Anime coraggiose, personaggi fantasmagorici che sembrano, in questo luogo, usciti da una fiaba, ma che sono corporei, presenti e intensi, effervescenti, determinati ad emergere al di fuori della foresta, per la foresta, per il Gargano, per Vico.

fausta munno

Coccolati dalla dolce tempra di una delle anime gentili che vivono nella foresta, ci siamo lasciati cullare dalle sue storie, dai suoi profumi, dai suoi sapori e dalle intenzioni che in questo angolo di Gargano sembrano fuori luogo. Uno stordimento di sensi che non voleva avere fine, che non avrà fine nemmeno rientrati a casa: abbiamo preso e appreso.

nonna filomena

Dalla Foresta al mare, non cambia quasi nulla. Cambia il paesaggio, l’ombrosità della foresta si trasforma nella solarità del mare, come Eugenia anche io immagino un passato e vedo un futuro.

Non devo accelerare tanto con la fantasia, si materializzano le figure di una tradizione che non vuole dissolversi e la voglia di distaccarsene. Una nonna e un nipote: la tradizione che non si dimentica e affonda le radici proprio nel cuore del Gargano, energie che implodono troppo calcate nel territorio, che ambiscono a riversarsi al di fuori del Gargano, per il Gargano e per Vico…

… E infine Sara…

Com’è strano il Gargano, penso mentre raccolgo tutti i pensieri contrastanti che mi hanno animano in questi tre giorni. Toglie e dà, toglie e dà… Sto fotografando il tramonto dalla Torre di Monte Pucci, mi ricordo che proprio stamani il regista Ferruccio Castronovo mi ha detto che è stato un punto di riferimento per molti artisti: beh… sfido io… La sua bellezza è semplicemente incantevole. Finalmente il sole, finalmente vedo le Tremiti. E il mare visto da qui, sul far della sera, mi fa venire il nodo alla gola.

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Guardo il riflesso del sole che scende in acqua, il blu e il giallo che si fondono nella proiezione. Il cielo rossastro. Ripenso alle parole di Matteo ed Esilde oggi a pranzo, al fatto che essere artisti a Vico voglia dire sentirsi dire tutti i giorni “ma chi te lo fa fare?”. Ed è un po’ come aver scelto di fare la freelance in piena crisi nella “civilissima” Toscana. Ripenso a quando mi hanno detto che gli artisti stranieri vengono volentieri a dipingere su queste spiagge, che per loro tutto è un dono…

Ed è così che, sulla strada del ritorno, vediamo sfilare davanti a noi tutti i volti che hanno reso uniche ed indimenticabili queste giornate e ai quali dedicheremo i nostri prossimi post: Giovanni, Domenico di Amara Terra Mia, Fausta, Gabriele, Ferruccio, Matteo ed Esilde, e Domenico Ottaviano, il più giovane di una delle due famiglie trabucchiste di Peschici… Giovani e non più giovani. Un intreccio tra passato, presente e futuro. L’unico legame che può ancora garantire la sopravvivenza delle tradizioni e del Bene allo Sperone di Italia, a questa penisola dentro la Penisola.

E chi dice che noi di Trippando non abbiamo l’eccellenza, fugga da qui!

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