Intervista a Veronica Benini: Italia-Argentina A/R su tacco 12

Veronica Benini, in arte Spora. Su questi schermi avete già letto di lei e della sua “scuola di tacchi”, la Stiletto Academy, che è, di fatti, una scuola di femminilità e di consapevolezza dell’essere donna più che un’accademia di tacchi e portamento.

veronica benini

Veronica è nata a Buenos Aires da madre argentina e padre italiano. Per anni ha lavorato come architetto a Parigi. Ha fondato la Stiletto Academy (che oggi è un’associazione) come reazione ad un cancro all’utero, che ha provato a toglierle la femminilità. E invece gliel’ha rafforzata.

Bellissima, col tubino rosso e le décolleté color carne, conquista la platea non appena appare. Io, Anna e Valentina siamo state a lezione da lei sabato scorso, a Viareggio. La sua empatia ti conquista (se non la conosci). Per me che leggo il suo Sporablog da tempo immemorabile, è come ritrovare una compagna di scuola.  È come vivere ciò che leggi.

silvia con spora

Quest’inverno mi sono appassionata alla vida Argentina di Veronica, che è tornata sulle orme della propria infanzia per raccogliere il materiale per il suo prossimo romanzo. Quello che, di certo, ha trovato è un grande amore, Calo, che è diventato il fotografo ufficiale dello Stiletto Tour.

Una vita fatta di viaggi e di trasferimenti, quella di Veronica. Con chi, meglio che con lei, parlare di viaggi?

  • Veronica, qual è quella che consideri “casa”?

Adesso la mia casa è il furgone Lucio. Dentro ci sono tutti gli oggetti cari che mi restano, come argenteria e piattini Liberty, e il mio intero armadio! A me Lucio piace perché è una casa ambulante, e in questo momento della mia vita non mi vedo fissa in un posto, anche se Milano sarebbe un’ottima soluzione!

  • Italia o Argentina: quale delle tue due patrie più ti affascina e qual è quella più compatibile con le tue caratteristiche personali?

Essendo sempre in viaggio non ho risposta. Il mondo, per la nostra generazione, è molto più piccolo e accessibile del mondo dei nostri genitori o nonni. Una mia settimana può comprendere cena a Buenos Aires, pranzo a Roma e prima colazione a Parigi. Abbiamo così tanta libertà, sia come donne che come professioniste, come persone, che non approfittarne è un vero peccato! Ho viaggiato moltissimo da sola adurante la mia vita, ho cominciato a 23 anni con Egitto e Cina, e non ho più smesso. Per me 2500€ vogliono dire soltanto una cosa: due settimane in Thailandia!

  • L’Argentina è uno dei miei grandi sogni: hai qualche suggerimento da darmi per quando andrò?

Muoversi in Argentina è molto semplice, hanno sia dei voli interni che dei bus con i lettini come in prima classe in aereo, è molto comodo. Molti sognano la Patagonia in jeep. Sappiate che la Patagonia è un grande deserto desolato, molto rischioso per l’assenza di stazioni di servizio, del quale ti stanchi dopo tre giorni di pura zenitudine. Tre giorni OK, di più, solo se davvero vuoi un’alternativa al valium! Quindi a mio avviso non serve a nulla farsela in macchina. Prendete l’aereo e usate quei giorni di noia per farvi un giro a Salta, nel nord. Paesaggi mozzafiato e « artesanias » locali al telaio meravigliose! Il treno delle nuvole è una cosa che non ho ancora fatto perché l’ultima volta era rotto, ma è nella TOP 10 delle esperienze mozzafiato da fare nella vita. La penisola Valdés è bellissima a dicembre, perché ci sono le balene in amore.

  • Le due città europee dove hai vissuto più a lungo sono Firenze e Parigi, ma stai valutando di trasferirti a Torino perché l’hai riscoperta di recente e ci abitano le tue due nuove socie della Stiletto. Tempo fa scrissi che per me Torino assomigliava molto a Parigi. Che ne pensi di quest’affermazione?

Torino non assomiglia a Parigi urbanisticamente, casomai c’è un’aura francese per ovvi motivi storici, anche nel carattere dei torinesi. Parigi non è ortogonale come Torino, non è piatta come Torino. Parigi è eterogenea. La città che le assomiglia di più è Buenos Aires nella parte centrale. Ma Baires è un incrocio perfetto fra il fermento e rumori di Napoli e l’architettura e altezzosità Parigi, senza i colli.
Ma questa è un’altra storia 😉

  • Tu hai sempre viaggiato tanto: durante lo Stiletto Tour ci hai rivelato il tuo segreto per evitare gambe e piedi gonfi durante i lunghi voli. Ti va di svelarlo anche alle lettrici-viaggiatrici di Trippando?

In volo le gambe si gonfiano per molti motivi. Il risultato, dopo un volo di più di due-tre ore, sono delle caviglie gonfie, se non tutte le gambe. Io volo con un vestito ampio e sotto infilo le calze antitrombo, quelle mediche. Evitano il gonfiore e atterri con le cavigline di fata. Mai più senza! La cosa complicata è infilarle: io le metto a bordo, nello strettissimo bagno, ma ci vuole un po’ di pratica. Consiglio quindi di uscire di casa indossandole sdraiate sul letto, e di toglierle solo dopo un paio d’ore dopo l’atterraggio.
Buon volo!

Se questa donna vi ha incuriosito, cercate la città attraversata dallo StilettoTour più vicina a voi e… buona camminata sui tacchi!

 

 

Related Images