L’ABC di Perugia

Qualche giorno fa mi è arrivata questa email: <<Ciao Silvia, mi piace molto il tuo blog (che ho conosciuto tramite facebook) e ho trovato l’idea dell’ABC molto bella: lavorando con i turisti (lavoro in un sito etrusco di Perugia, l’Ipogeo dei Volumni) e anche solo accompagnando amici in giro per l’Umbria, mi rendo conto che, anche se si organizza il viaggio prima di partire, difficilmente si riesce a cogliere davvero l’essenza di un luogo o godersi le cose davvero speciali. Per questo l’ABC della propria città può essere utile. Ti mando in allegato quello che ho fatto su Perugia>>. È Francesca Berardi che mi ha scritto. Ed il su -splendido!- ABC di Perugia lo trovate di seguito. Poi ditemi se non ha fatto anche a voi venir voglia di partire per il capoluogo umbro!

Arco_Etrusco

A di Augusta Perusia: l’iscrizione che campeggia sugli archi delle porte monumentali a celebrare la ricostruzione e i restauri finanziati dall’imperatore Augusto dopo la battaglia e l’incendio del 40 a.C.

rocca paolina

B di Baglioni: la famiglia dominatrice della città antica .Il ricordo della loro Signoria ora è un affascinante quartiere sotterraneo: involontaria attrazione turistica “creata” da Papa Paolo III nel 1540, quando fece abbattere i palazzi Baglioni e vi costruì sopra una Rocca.

baci artigianali

C di Cioccolaterie. La più famosa è la fabbrica Perugina. acquistata da tempo dalla Nestlè. Ma la cioccolata made in Perugia si può gustare oggi anche esplorando una galassia di piccole aziende e laboratori artigianali sparsi sul territorio. E il profumo di cioccolata è ovunque!

gerardo dottori

D di Gerardo Dottori:  il pittore futurista perugino a cui ora la città ha dedicato una esposizione permanente (Museo Civico Palazzo della Penna). Spettacolari le sue aeropitture eseguite trasvolando il lago Trasimeno!

S.Ercolano Perugia

E di Ercolano: il vescovo che si oppose all’assedio di Totila, re dei Goti e che dopo la presa della città (549 d.C.) fu decapitato, diventando poi il santo protettore della città, a cui è dedicata la bellissima chiesa ottagonale che splende nel suo travertino candido sotto la Rocca Paolina e da cui inizia il cosiddetto Borgo Bello. Di fronte alla chiesa si trova l’altra E di Perugia: l’Edicola 518, piccolo centro culturale dove in pochi metri quadri trovare pubblicazioni d’arte, di storia e eventi culturali all’aperto.

F di S.Francesco delle Donne, affascinante edificio dalle mille storie: nasce nel 1212 come romitorio per Francesco e i suoi discepoli, poi nel 1252 diventa monastero per le monache benedettine, quindi istituto di educazione per ragazze povere, dopo sede di importanti e storiche manifatture artigianali e artistiche, dalla filanda di seta Faina alla ceramica Salamandra e ora il Museo Laboratorio di tessitura Brozzetti, meta di un vero e proprio “pellegrinaggio” turistico da tutto il mondo, da parte di persone in cerca di autenticità e tipicità.

monumentoCadutiXXGiugno1859

G di Grifi: è divertente girare la città scovando il suo simbolo, come in una caccia al tesoro, raffigurato ovunque, nei palazzi pubblici come in quelli privati. Che si tratti di statue, dipinti o di reimpiego di rilievi antichi o di decorazioni originali su portoni o muri, il grifo è ovunque,perfino nelle urne per le ceneri dei defunti trovate nelle necropoli etrusche della città!

IpogeoVolumni

I di Ipogeo: gioiello nascosto di Perugia (ma conosciutissimo fra gli stranieri che ripercorrono le tappe del Gran Tour) è la maestosa tomba etrusca della famiglia Velimna-Volumni, scavata a 8,5 metri di profondità, finemente decorata da rilievi e contenente ancora (caso più unico che raro) le urne dei defunti, splendido esempio di arte ellenistica in Italia.

Convincente la prima “recensione” del sito (1883): “Tra le più famose tombe d’Etruria, la più grande e la più bella è la tomba dei volumni: nessuno che visiti Perugia o che anche solo ci passi, dovrebbe tralasciare di vederla” George Dennis, scrittore.

umbriajazz

J di Jazz: Perugia è la patria del famoso festival internazionale Umbria Jazz. Grandi concerti, spattacoli gratuiti in piazza, atmosfera internazionale: ogni luglio, il momento d’oro della città.

kottabos

K di Kottabos, il nome greco del misterioso gioco che impazzava fra i nobili partecipanti ai banchetti antichi; gli etruschi di Perugia amavano deporlo nelle loro tombe e proprio per questo è stato trovato integro solo qui. A lungo un misterioso ritrovamento archeologico (ci sono voluti anni di studi e una felice intuizione dopo tante ipotesi, per arrivare a dare un nome ed un uso a questo strano oggetto), è ora una curiosa testimonianza della globalizzazione mediterranea antica. Per vederne uno dal vivo basta fare un giro al Museo Archeologico e all’Ipogeo dei Volumni.

trasimeno

L di Lago Trasimeno, dove i Perugini cercano le spiagge più vicine e dove, in una regione lontana dal mare, si può comunque fare l’esperienza di una crociera tra le isole e mangiare ottimo pesce appena pescato.

s michele arcangelo perugia

M di S.Michele Arcangelo, la chiesa paleocristina così amata e coccolata da essere semplicemente chiamata dai perugini “il Tempietto”. Angolo romanticissimo della città, da non perdere! Molti esami (e anche l’introduzione della mia tesi) sono stati preparati, ripassati, scritti sul pratino antistante, tradizionale luogo di relax e di ispirazione di molti studenti.

sala-dei-notari

N di Sala dei Notari. In cima alla scalinata del Palazzo dei Priori si apre lo spettacolare salone completamente affrescato, originariamente sede delle assemblee popolari del Comune medioevale e poi sede, in epoca rinascimentale, della corporazione dei notai. Oggi è tornata al suo ruolo originario ed è il luogo principe di convegni, assemblee pubbliche, concerti, saggi scolastici della città di Perugia.

Via dell'acquedotto perugia

O di Orti Urbani: sfruttando i declivi e gli spazi verdi entro le mura antiche, Perugia vede oggi la rinascita della tradizione degli orti urbani che recuperano al degrado piccole porzioni di verde tra gli edifici e le mura e che sperimentano nuovi metodi biologici di coltivazione e di partecipazione tra gli abitanti dei quartieri storici soggetti a spopolamento. Ai piedi della torre del Cassero, nei giardini della Biblioteca di S.Matteo degli Armeni c’è uno di questi orti, un altro invece lungo la scalinata di Porta Sole e altri piccoli ortigiardino ai lati delle scalette dell’Acquedotto (forse il luogo più fotografato di Perugia): cercarli è una buona scusa per godere dei luoghi panoramici più belli e nascosti della città!

ponte sul tevere perugia

P di Ponti sul Tevere, cioè come evitare il traffico della superstrada e godersi una bella vista: qui si unisce l’utile al dilettevole ignorando le indicazioni stradali che vogliono farvi salire a Perugia (l’acropoli è a 495mt.) lungo i viadotti e le gallerie spesso intasate – da traffico pesante e non – e salendo invece dalle antiche vie di accesso piene di tornanti o sfiancanti ripide salite e godervi il verde, il panorama e il suggestivo passaggio sui ponti che attraversano il biondo Tevere. Particolarmente bella la via d’accesso sul ponte in pietra di PonteValleceppi (si sale poi da Casaglia fiancheggiando il cimitero monumentale e la chiesa templare di S.Bevignate), quella di Ponte Felcino (altro ponte in pietra) e poi la salita lungo Via Eugubina che vi regala uno splendiodo panorama su Assisi e il Monte Subasio e quella che, passando dal ponte coperto in legno (stile Madison County) di Ponte S.Giovanni sale lungo Piscille per arrivare alla bellissima chiesa di S.Costanzo e alla meravigliosa S.Pietro.

Q di Quadri, tele, pale d’altare e altre meraviglie dipinte raccolte nella Galleria Nazionale dell’Umbria: un museo dove è difficile decidere se sia più bello il contenitore (il Palazzo dei Priori) o il contenuto.

lavori in corso

R di restauri (e coccole) che periodicamente interessano il simbolo e l’orgoglio della città: la fontana Maggiore (XIII sec), oggetto di restauri ininterrotti (alle formelle, alla struttura in pietra, alle sculture bronzee e oggi all’impianto idraulico) per conservarne lo splendore e la funzione. Una chicca per veri esploratori: la magnifica teca in vetro che ricopriva la fontana durante i restauri degli anni ’90 ora è ospitata nel Bosco didattico di Ponte Felcino ed è una serra! (ingresso gratuito, sempre aperto)

serraS di Sandri, la pasticceria storica del Corso Vannucci: la vetrina espone sempre, oltre ai bellissimi dolci e ai dolci della tradizione locale (come il torciglione), anche delle vere e proprie sculture dolci in tema con gli eventi che hanno luogo in città: vere opere d’arte!

Sandri perugiaT di Torta al Testo: la schiacciata di acqua e farina (da mangiare farcita) cotta su pietra refrattaria, ricetta di antichissima origine ma ancora oggi amata e usatissima come sostituto del pane (che qui tradizionalmente è sciapo e usato soprattutto per le bruschette). Oggi è facile trovarla anche nei locali e non solo nella gastronomia domestica.

torta al testoU di le 2 Università che sono l’oro di Perugia: l’antichissima Università degli Studi -fondata nel 1308- con le facoltà, caoticamente ma creativamente, disseminate in palazzi storici e palazzi moderni a macchia di leopardo nel tessuto cittadino e l’Università per Stranieri (fondata nel 1925 -primo ateneo del genere in Italia- e con sede nel favoloso Palazzo Gallenga Stuart).

unistranieriV di Vento di Tramontana, cioè il momento poesia: questo compagno di vita dei perugini d’inverno è stato immortalato persino da Dante e tanto si pensa sia il vero forgiatore del carattere locale che non possiamo non ricordare la Tramontana parlando della città. Così la ricorda lo scrittore Walter Binni: “devo tutto a Perugia (o così mi piace pensare: il che è poi la stessa cosa) per le origini e la formazione della mia personalità e del mio carattere temerario ed impratico, cui contribuirono anche le prime tenaci impressioni del suo paesaggio, il retaggio dei suoi impeti protestatari e ribelli, la sua lezione di essenzialità che scaturisce da ogni aspetto della sua asciutta, petrosa natura che si rivela interamente e si esalta soprattutto nell’inverno duro e dominato dalla tramontana “

danteZ di ZTL: la zona a traffico limitato riservata ai residenti. Passare dai varchi nell’orario sbagliato vi costerebbe una multa. Si parcheggia quindi fuori le mura o addirittura al parcheggio gratuito accanto allo stadio da cui parte il minimetrò, cioè la metropolitana di superficie che si arrampica fino in centro con i suoi caratteristici vagoncini su rotaia rossa. Un viaggio che è panoramico e anche un divertentente momento-giostra per i bambini!

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