La Gola del Furlo: un percorso nel verde delle Marche

La Regione Marche vi saprà affascinare per le sue aree naturalistiche la cui vita è legata indissolubilmente alla storia dell’uomo. DSC_1548

Le Marche ospitano ben due Parchi Nazionali (Monti Sibillini e Gran Sasso), quatttro Parchi Regionali (Sasso Simone e Simoncello, monte Conero, Frasassi, Monte San Bartolo) e sei riserve Naturali (Abbadia di Fiastra, Monte Torricchio, Ripa Bianca, Sentina, Monte San Vicino e Canfaito e la Gola del Furlo).

La morfologia della Gola del Furlo è al primo sguardo molto suggestiva: la montagna sembra tagliata in due dal corso del fiume Candigliano,dando origine a due cime: il Monte Pietralata e il Monte Paganuccio.

Il passaggio attraverso la Gola è un itinerario pianeggiante, asfaltato, con alberi e panchine, adatto ad ogni persona: bambini, passeggini e persone con difficoltà a deambulare, tutti potranno conoscere la storia del Furlo con una semplice passeggiata.

L’importanza della Gola del Furlo come via di comunicazione tra le due città Etrusche di Roma e Rimini è nota fin dal 450 a.c. ,solo due secoli più tardi diventa ,ed è ovviamente ancora oggi il suo nome, l’importantissima via FLAMINIA,  lastricata dal Console Romano Flaminio attorno al 220 a.c. Ancora oggi potete ammirare due gallerie vicine, una di età etrusca e l’altra di età romana ( terminata nel 76 d.c ) che ci raccontano la storia della via Flaminia in uso tutt’oggi .DSC_1542

Emozionante è la presenza di grotte scavate dall’erosione dell’acqua, usate come rifugi per gli uomini che praticavano la transumanza in Era Preistorica fin dal 1500 a.c, come la Grotta del Grano  dove scavi archeologici della metà del 1900 hanno messo in evidenza l’uso continuativo di questi rifugi naturali con la presenza di utensili di ogni sorta.

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Non voglio svelarvi tutto, la Natura e i colori la fanno da padrone in questo luogo che sembra fuori dal Mondo, tanto da essere scelto dalla riservata aquila reale per nidificare.

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Dovete visitare il Centro di documentazione del Furlo che ospita il Museo del territorio con accesso gratuito e lì  troverete l’Ufficio di informazioni turistiche di riferimento per la provincia di Pesaro Urbino, dove possono darvi ottimi consigli su come continuare la vostra vacanza.

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Inoltre il Centro di Documentazione del Furlo è un vivace punto di partenza per laboratori didattici ed attività per grandi e piccoli che si svolgono anche nell’antistante parco verde (Parco Pubblico ” La Golena”), un’ampia area rilassante ed ombreggiata dove poter osservare la fauna e la flora del fiume Candigliano o anche solamente giocare con i sassi bianchissimi.

Il MUSEO del  TERRITORIO partecipa al progetto “Giornata delle Famiglie al Museo” (#FAMUitalia2014)  che si terrà il 12 Ottobre, ma vi posso assicurare che andare in famiglia al Museo è un divertimento in ogni momento dell’anno.

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Noi ovviamente ci siamo subito buttati in un laboratorio creativo organizzato dal Museo, mentre babbo Luca prendeva informazioni turistiche.

Per goderci al massimo la bellezza del paesaggio ci hanno consigliato l’escursione alla Terrazza del Furlo, uno spunzone di roccia prospiciente la Gola sul Monte Pietralata.

 

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Il percorso è in salita di circa 6 km, ma molto agevole, per metà è strada bianca, molto battuta, quindi è possibile percorrerlo anche in macchina. Noi abbiamo scelto di farlo tutto a piedi e passeggino per goderci il panorama, le rocce, i fiori e… anche i ricercatori americani che prelevavano campioni di roccia per studiare la Geologia del Furlo.

Solamente l’ultimo tratto è accessibile solo a piedi, ma sono solo 10 minuti di cammino, che un bambino con più di due anni può fare anche da solo. La vista è unica, le sfumature di verde infinite, fino anche al mare.

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Uno spettacolo naturale che presenta colori unici in ogni stagione ed io sono curiosa di tornare a scoprirli anche in Autunno.DSC_1624

 

 

 

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