Le case dei viaggiatori e gli acquisti dei nostri viaggi

Le case dei viaggiatori profumano di posti lontani. Ogni viaggio è un tassello che si aggiunge alle esperienze della vita ed ogni rientro coincide con qualcosa di nuovo da posizionare in un angolo prezioso o da attaccare alle pareti. Vengo da una famiglia dove la normalità erano almeno tre viaggi all’anno e sono figlia di una madre che in viaggio andrebbe legata per farle comprar meno robe. Ricordo ancora la prima volta che andammo in Portogallo, agli inizi degli anni ’90: avevo la madre in preda agli acquisti compulsivi di qualsiasi oggetto con su disegnato, ricamato o fatto a gallo. Sì, gallo; galletto. Chiccirichìììì! Abbiamo pranzato su tovaglie con galletti per anni. Ogni tanto, in qualche occasione, tira ancora fuori quelle più belle, ricamate a mano. Ma sempre galli sono. Galli, galli ovunque. I vendiori la vennero pure a salutare davanti all’albergo la mattina che lasciavamo Lisbona: deve aver fatto arricchire diverse famiglie!

Io un tempo compravo per lo più oggetti per me: di soito ciondoli o collane, ma anche orecchini o qualche capo particolare di vestiario. Da quando abbiamo la nostra casa, Enrico ed io abbiamo iniziato ad acquistare in viaggio oggetti di artigianato, acquerelli, disegni, stampe o quadri. Non ci piace solo acquistare un oggetto per portare a casa un ricordo di viaggio, quanto parlare con l’artista che lo ha realizzato, conoscere la sua storia, capire il perché di certi temi, di certi colori: in questo modo non portiamo a casa soltanto un oggetto, bensì una storia. Ed è bellissimo, non trovate? Le pareti della nostra casa sono in grado di raccontare i nostri gusti, le nostre passioni, l’amore per il mare, meglio se della Croazia, e per piccole città fiorite e curate. Durante i viaggi in aereo c’è sempre il problema del come-trasportare-cosa e spesso ci è dispiaciuto dover lasciare un oggetto che ci piaceva molto per timore di non vederlo arrivare a casa integro. Ok, è possibile organizzare spedizioni, ma a volte il costo del trasporto diventa più alto di quello dell’oggetto. Invece quando si viaggia in macchina ci si sente più liberi di fare acquisti. In questo momento, con Giacomo in piena fase monella, abbiamo passato nei ripiani alti ogni oggetto fragile. Inutile dire che non ne stiamo a comprare altri. I tempi dei vasi e dei soprammobili che parlano lingue diverse ed hanno colori lontani torneranno. Per il momento ci godiamo le nostre pareti imbiancate con pitture Max Meyer e decorate con quadri e quadretti dei nostri viaggi. E questo ci fa un po’ viaggiare anche quando siamo a casa.

E voi, cosa portate a casa dai vostri viaggi, oltre a bagagli pieni di ricordi ed emozioni?

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