Leggendoviaggi e un ritratto d’India con “Mezzanotte e cinque a Bhopal”

In questi giorni, leggendo i giornali ho appreso il consenso del governo della Tanzania affinché venga realizzata una vasta riserva di caccia, finanziata dai magnati Arabi nella terra dei Masai. Questa sconvolgente notizia mi ha inorridito e mi ha fatto pensare ad un libro letto molto tempo fa dal titolo Mezzanotte e cinque a Bhopal, scritto dallo scrittore francese Dominique Lapierre e dallo spagnolo Javier Moro dopo una lunga inchiesta durata tre anni. Cosa collega la Tanzania all’India?

Un tale progetto, porterebbe semplicemente un’immane catastrofe non soltanto per quanto riguarda la fauna della savana, ma per la minaccia all’estinzione dell’intera popolazione  che vive su quelle terre da secoli, conservando gli usi e i costumi di un’antica tribù di pastori. Immaginate anche la perdita etnica culturale a discapito di un divertimento per pochi agiati.

Una triste ricorrenza cade proprio in questi giorni: nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, a mezzanotte e cinque, infatti, una nube di gas tossico fuoriesce da una fabbrica americana di pesticidi, nel cuore dell’antica città indiana di Bhopal. È la più grande catastrofe industriale della storia; ha creato vittime da 16.000 a 30.000 e si parla di mezzo milione di feriti.

MezzanotteecinqueaBhopal

L’indagine inizia con spiegare di come il pesticida “Sevin”, creato dalla multinazionale Union Carbide, sconfigga gli insetti ed i benefici che avrebbe creato all’economia indiana. Mettendo però in risalto i rischi che porta la produzione di isocianato di metile e le continue e costanti manutenzioni che devono essere fatte a tale produzione.

Intorno alla storia del Sevin, i due scrittori narrano usi e abitudini di personaggi famiglie ed abitanti di Bhopal e di come la loro storia si intrecci con l’attività della fabbrica.

Emerge una descrizione di un’India divisa in caste dove da un lato figurano i bei quartieri e palazzi storici della città,  in cui la popolazione agiata riceve i dirigenti dell’Union Cabride; dall’altro c’è la povertà della gente che vive ammassata nella zona periferica della fabbrica, senza servizi igenici e che spera nella svolta della propria vita di elemosina, con l’assunzione all’Union Cabride.

Purtroppo ancora una volta la legge dei grandi numeri, non sembra dare i risultati sperati, il Sevin non riscontra vendite come sperato e la compagnia inizia a far tagli.

I primi tagli avvengono sulle manutenzione e siccome in quelle vasche non vi era dell’acqua ma dell’isocianato ecco che siamo alla distruzione di Bhopal e della sua popolazione.

Perché ho scelto questo libro per Leggendoviaggi?

1- Le descrizioni dell’India, della sua civiltà e della sua cultura sono in questo libro talmente dettagliate ed interessanti che il lettore svolge un vero e proprio viaggio culturale.

2- Sensibilizzare i lettori a viaggiare non solo per il bello, il divertente e chi più ne ha più ne metta. Ma anche per capire, per migliorare, per conoscersi e per integrarsi.

3-Perché il denaro deve distruggere, estinguere e divertire, e non può essere usato per mantenere, integrare, capire, ricostruire e conservare?

Spero che i miei motivi di viaggiare per cui mi definisco un viaggiatore e non un turista non vi abbiamo annoiato.

…e voi siete disposti a dirmi i vostri?

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