Leggendoviaggi: la Sardegna vista con gli occhi di un suo libraio

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La sua Sardegna è sorprendente, selvaggia – ma non lo sarà ancora per molto tempo, secondo lui – e sacrificata. La sua libreria uno dei luoghi più importanti di Cagliari. Patrizio Zurru apre nel 2005 Piazza Repubblica Libri. Insieme a lui, sua moglie Daniela. Subito si accorgono che non riescono a stare da soli, arriva molta gente. Da lì nasce l’idea di Letti di Notte insieme alla casa editrice Marcos y Marcos. Per Leggendoviaggi ci siamo fatti raccontare la “sua” Sardegna attraverso i libri che secondo lui più la caratterizzano e percorsi letterari originali e insoliti. Ah, dimenticavo: è uno dei librai indipendenti più social che ci siano. Scrive sul blog Hounlibrointesta e cercatelo anche su Twitter e su Facebook. Ne vedrete delle belle…

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Che cosa significa essere librai in Sardegna nel 2015?In questo momento affrontare la doppia crisi, quella economica che ha colpito tutte le categorie, e quella dei libri. Altra nota, il mare: portare uno scrittore a Cagliari o in Sardegna non è una passeggiata.

La tua giornata da libraio? A volte lunga, come quella di tutti i colleghi. Sistemare i libri, aprire scatole, servire i clienti, disperarsi per la mancanza di tempo per leggere “dentro” la libreria sono il mio “pane quotidiano”.

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La Sardegna è una terra su cui hanno scritto in molti sia nel passato sia nella narrativa contemporanea. Tre libri che consiglieresti a chi vuole conoscere la Sardegna andando oltre i suoi aspetti turistici? In Sardegna non c’è il mare di Marcello Fois; Lo stato delle anime di Giorgio Todde; Il quinto passo è l’addio di Sergio Atzeni.

Se fossi una turista che viene da te e oltre a dei consigli sui libri ti chiedessi un percorso letterario nell’isola, quale input mi daresti? Un giro a Ales e Ghilarza, per riscoprire un po’ di Gramsci, un salto a Nùoro, per riscoprire Satta e Deledda, e, oltre a Gavoi, splendido paese non solo durante il festival letterari (anche se capitarci durante L’Isola delle Storie è un’esperienza unica). E infine Cagliari, durante il Marina Cafè Noir, il primo Festival di Letterature applicate, un approccio diverso alla scrittura e alla narrazione.

Tre aggettivi per definire la tua terra? Sorprendente, selvaggia (ancora per un po’), sacrificata.

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Oltre ad essere libraio, sei anche blogger. Come è nata l’idea di Hounlibrointesta? L’idea è di Chicca Gagliardo, io collaboravo già quando il blog stava all’interno di Glamour, poi Chicca mi ha proposto di scrivere anche nel nuovo spazio autonomo, e di raccontare il “mondo” visto con gli occhi di un libraio irrequieto. Così è nata: Ho una pagina per capello, spazio dove posso ospitare anche interventi di altri bloggers.

Che tipo di viaggiatore sei? Sono stato un viaggiatore assiduo e curioso, fin da bambino, non ho mai smesso. Cerco librerie e biblioteche ovunque vada (anche contro i voleri dei miei familiari, che spesso preferirebbero fare altro).

 


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