Leggendoviaggi: Niketche e le donne del Mozambico

Quanti di voi hanno viaggiato in Mozambico? Non è una meta molto popolare, eppure questo paese ha un fascino del tutto particolare. Paulina Chiziane è una delle maggiori esponenti della letteratura contemporanea nazionale e i suoi manoscritti sono tradotti nelle maggiori lingue europee.

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Il premiato romanzo Niketche, Storia di Poligamia è il libro dell’autrice (li ho letti tutti!) che ho preferito. Attraverso le protagoniste si ha una visione completa dell’universo femminile mozambicano, da nord a sud, con ricchezza di dettagli relativi a cultura, usanze e stili di vita diversi tra regione e regione del Paese.

Con Niketche si scopre un Mozambico diviso in due: a sud prevalentemente cattolico, a nord principalmente islamico, con le enormi differenze culturali conseguenti. Perfino il concetto di bellezza varia per ogni tribù.

Paulina Chiziane fotografata da Otàvio de Souza
Paulina Chiziane fotografata da Otàvio de Souza

Rami è una donna bella e intelligente. Dopo vent’anni di matrimonio scopre che il marito ha una relazione con un’altra donna dalla quale ha avuto numerosi figli. Colta da rabbia e gelosia la cerca ed ha una lite violenta con lei. Lite che poi si placa ed assume i toni del dialogo che servirà a capire quanto il tradimento sia ricorrente: anche Julieta, l’amante di suo marito, è stata a sua volta tradita.

Rami si rivolge anche ad una consulente d’amore. Ed è qui che l’autrice introduce il tema della magia e della stregoneria (che non significa magia nera, che in Mozambico ha il nome di feitiçaria).

Attraverso questa consulente appartenente alla tribù macua, Rami scopre le differenze culturali del proprio paese a seconda dell’etnia di appartenenza: le donne del nord sono curate, affascinanti e ben vestite, hanno la consuetudine dei riti di iniziazione al matrimonio. Le donne del sud, a causa dell’influenza cristiana, sono semplici e servili.

Donna Mozambicana -  Steve Evans from Citizen of the World - Mozambique 01200 Uploaded by russavia su Flickr
Donna Mozambicana – Steve Evans from Citizen of the World – Mozambique 01200 Uploaded by russavia su Flickr

Rami, donna del Sud, impara come le educatrici insegnano alle giovani ragazze il comportamento verso gli uomini, l’importanza di partorire figli, come occuparsi di una casa e, soprattutto, come agire di fronte a temi considerati tabù, come mestruazioni e vita di coppia.

La curiosità la spinge a conoscere la terza donna di Tony, Luiza. Rami ne è affascinata e ammira la sua schiettezza e determinazione. Luiza viene dalla Zambesia dove è normale condividere un uomo perché questi sono pochi ed è loro dovere offrire protezione alle donne.

Ecco che si tocca il tema della poligamia.

Luiza conosce un’ulteriore donna di Tony, Saly, appartenente alla tribù makonde del nord. Ormai Rami vuole andare fino in fondo alla questione: conosce Saly e successivamente Mauà, una macua, la più giovane di tutte.

Cinque donne: una perfetta poligamia.

Donna macua con maschera di bellezza “musiro” – creative commons Sergio Agostinelli su Flickr

Poligamia che può portare vantaggi anche alle donne, quando sono unite tra loro, così che l’uomo non possa approfittarsene. Si scopre come le donne non sposate ufficialmente (solo Rami è considerata moglie legittima) non abbiano alcuna tutela legale per sé e per i propri figli.

Ma non solo la poligamia è la tematica con cui si ripercorre la cultura del Mozambico: le modificazioni corporali, il lobolo (la dote, basata su ragguardevoli cessioni di bestiame alla famiglia di lei, talvolta scaglionate in più anni), la morte, l’atto funerario e la straziante cerimonia di purificazione per le vedove.

“Lobolo nel sud, riti di iniziazione nel nord. Istituzioni forti, incorruttibili. Hanno resistito al colonialismo. Al cristianesimo e all’islam. Hanno resistito alla tirannia rivoluzionaria. Resisteranno sempre. Perché sono l’essenza di un popolo, l’anima del popolo. Grazie a loro c’è un popolo che si afferma di fronte al mondo e mostra di voler vivere a modo suo.”

La Chiziane si concentra sul ruolo femminile nella società tradizionale, lontana dalle grandi città. Attraverso la storia delle protagoniste appartenenti a diverse etnie e strati sociali, presenta un paese in cui lo status femminile è secondario rispetto a quello maschile, sia dal punto di vista economico sia culturale.

La trama costituisce un quadro rappresentativo di sofferenza e disuguaglianza sociale dentro cui le donne, pur desiderando l’emancipazione, sono combattute a causa del peso della tradizione. Il matrimonio, come intuito dalle spiegazioni del lobolo e dalle tradizioni di vedovanza, è un contratto commerciale e la poligamia ad esso connessa è un’ulteriore forma di possesso della donna.

“Lobolo nel vocabolario bantu, ha una miriade di significati. Come parola, evoca calore e lice. Come atto, evoca dignità, unità, alleanza, prestigio. (…) Lobolo è matrimonio. E come tutti i matrimoni del mondo è un contratto di disuguaglianza e ingiustizia, in cui l’uomo giura di dominare la donna, e la donna giura di sottomettersi e obbedire fino alla fine dei suoi giorni. Durante questa cerimonia, le donne cantano e piangono, perché il lobolo-matrimonio è un addio alla vita e all’allegria.”

Consiglio a tutti questa lettura, soprattutto se state organizzando un viaggio in Mozambico (magari in zone meno turistiche e rurali) in quanto, pur non essendo un romanzo di viaggio, porta a conoscere il risvolto più intimo e quotidiano di un popolo.

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