#Leggendoviaggi: Patagonia Controvento – Un viaggio a pedali di Max Mauro

Qualche settimana fa passando in libreria e spulciando la sezione libri di viaggio ho trovato un libro edito da Ediciclo intitolato: “Patagonia controvento – Un viaggio a pedali lungo Camino Austral e la Terra del Fuoco”; visto che l’Argentina e la Patagonia ci sono rimaste nel cuore ed i viaggi in bicicletta sono un metodo di viaggio che condividiamo, non potevo esimermi dall’acquisto del libro. Così in men che non si dica ero alla cassa pronto per completare il mio acquisto e voglioso di tornare a casa ed iniziare la lettura.

Patagonia bici libro

Sin dalle prime battute e dalle prime pagine ho amato questo racconto; non so bene perché, forse perché con la mente mi riportava a luoghi visti e vissuti in prima persona, o forse semplicemente perché i libri fanno sognare e quindi spesso li credo un po’ miei: un qualcosa che potrei vedere io stesso, ma finché non lo vedo rimane nel mio immaginario personale e quindi vederlo, pensarlo ed immaginarlo un po’ come voglio.

Patagonia Controvento è scritto da Max Mauro, uno scrittore e giornalista che si occupa ed interessa di scritture di migrazioni, culture di confine e viaggi in bicicletta.

Nel suo libro, Max racconta di un viaggio svolto in solitaria in uno di quei luoghi magici, amati da scrittori, viaggiatori e sognatori alla ricerca di “avventura” e paesaggi naturali dove la presenza della mano umana è ancora lontana; 1800 chilometri in bicicletta per capire che nella vita forse “è meglio fare come gli uccelli della tempesta: lasciarsi andare alla deriva e sfruttare i venti di ritorno piuttosto che ostinarsi a pedalare controvento”.

Durante il suo viaggio il nostro pedalatore scoprirà che un tatuaggio ha svariati significati, che l’heavy metal ha più fans nel piccolo villaggio di Punta Arenas che nella città di Udine, che la tenda non è di calcestruzzo e il vento che spira forte se la porta via. Scoprirà l’amore dell’essere ancora “umani” pedalando attraverso la gente e le loro storie. Come quella ad esempio di don Dante, un signore di ottant’anni partito dall’Italia nel 1948 per costruire case e cantare canzoni d’amore. Dopo circa un mese di viaggio e i suoi 1800 chilometri in sella alla sua bicicletta e svariati altri utilizzando bus e nave, raggiunge Ushuaia, nella Terra del Fuoco e lì conclude il suo viaggio.

La cosa bella leggendo questo libro è quello di sentirsi parte integrante del racconto, chiudendo gli occhi si riesce a pedalare fianco a fianco con il protagonista vivendo gli sforzi e le fatiche; un libro scorrevole con ben descritto nei particolari di luoghi, negli incontri vissuti e negli imprevisti incontrati e superati.

Sono presenti inoltre delle ottime dritte e consigli quali vari indirizzi web che Max ha utilizzato per progettare il suo viaggio dove poter trovare molte informazioni. Altra cosa molto interessante del libro è la spontaneità con la quale l’autore lo scrive proprio per non sembrare un supereroe che ha compiuto chissà quale impresa. Una scrittura leale, genuina proprio a far intendere che ogni traguardo nella vita e non solo nel viaggio, per quanto possa sembrare grande e complicato, è alla portata di ogni uomo, BASTA VOLERLO…

Se anche voi siete sognatori, se amate l’Argentina e la Patagonia o semplicemente la bicicletta allora non potete fare a meno di leggere questo libro, chiudere gli occhi e continuare a sognare paesaggi infiniti sferzati da un forte vento…

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