L’italiano medio ed Expo 2015

È tanto che ho in mente di scrivere qualcosa su Expo 2015. Due righe e abbandono. Altre 3 righe e abbandono. Adesso eccomi qui, con Expo 2015 davvero alle porte ed un interrogativo sempre più stringente: cosa ne so, io, di Expo 2015? Cosa ne sa l’italiano medio di Expo 2015?

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Io sono un’italiano medio un po’ atipico, perché guardo pochissima TV, ascolto pochissima radio e le mie informazioni arrivano prevalentemente via web. Non credo, tuttavia, che alla TV abbiano raccontato molto di più di quello che ho captato io su internet, a parte qualche scintillante pubblicità e qualche programma di approfondimento giornalistico che ho, stranamente, seguito con interesse.

A tre giorni dall’apertura, cosa ne sappiamo noi italiani di Expo 2015?

  • Che buona parte delle strutture non sono state ancora completate.
  • Che di collaudi, nemmeno l’ombra: i progettisti, riscuotendo fior di quattrini, firmeranno l’esecuzione ad opera d’arte e pregheranno Dio affinché nulla accada o cada nei sei mesi a venire.
  • Che il personale assunto per Expo 2015 (ne conosco una, spero di farla parlare su questo schermo a breve!) è stato abbondantemente formato in materia di sicurezza. Forse per i due motivi di cui sopra?
  • Che tutto ciò che doveva essere realizzato a servizio dell’Expo non è uscito dalla carta (ed i progetti immagino siano stati profumatamente pagati!)
  • Che sarà difficile orientarsi tra i padiglioni: infatti vi sono agenzie che organizzano pullman per portare i visitatori all’Expo con guide che li traghetteranno da una parte all’altra, con orari serrati e, credeteci, i bagni prenotati.
  • Che prenotare il biglietto di Expo per una determinata data, non solo fa risparmiare un po’, ma assicura l’entrata quel giorno; presentandosi con un “bisglietto aperto”, c’è invece da correre il rischio di dover fare marcia indietro.
  • Che gli alberghi a Milano hanno triplicato i prezzi durante il periodo dell’Expo, cosa che, personalmente, ritengo davvero poco piacevole. Capisco un aumento dei prezzi all’aumentare della richiesta, ma triplicare i prezzi è umiliante per chi dovrà farsi anda e rianda dall’Expo in un giorno, oppure pernottare ad almeno mezz’ora di treno dal centro per potersi pagare una stanza d’albergo.
  • Che un programma non c’è. A corollario di Expo vi saranno degli eventi, immagino. Ma nessuno li conosce. O, almeno, noi italiani medi non ne sappiamo assolutamente nulla.
  • Che gli sponsor son quelli che sono. E la cosa ci perplime assai, a noi italiani medi.
  • Che se son veri i cartelli errati che circolano in rete, por’Italia!

expo epic fail

Che altro sapete, voi, che io non so o che non mi sovviene in questo momento?

Premesso che io non amo gli assembramenti di gente, che gli spazi chiusi mi generano emicrania e che Expo cade in pieno nella mia parte finale di gravidanza: io non andrò ad Expo 2015. Se mi conosco bene, mi vien da dire che non ci sarei andata nemmeno se non fossi stata incinta, a meno di colpi di matto dell’ultima ora.

Ma perché un italiano medio visiterà o non visiterà Expo 2015?

Lo visiterà per dire di esserci stato, per prendere parte ad uno dei pochi eventi italiani accessibili al grande pubblico, anche se dietro un discreto pagamento di denaro.

Lo visiterà per la curiosità di vedere cosa mangiano negli altri paesi del mondo, dato che il tema è proprio l’alimentazione.

Non lo visiterà per paura degli attentati, cosa che personalmente ritengo assurda: abitando a Pisa, uno dei bersagli da sempre dichiarati da Al Quaeda, non dovrei mai andare in Piazza del Duomo (e invece passeggiarci mi rilassa e ci vado non di rado) né all’aeroporto, che invece frequento più per piacere che per “dovere”.

Non lo visiterà per paura che un edificio gli cada addosso. Valido motivo, non c’è che dire.

Non lo visiterà per ribellione contro un andazzo davvero triste.

E voi, andrete o non andrete ad Expo 2015? Perché sì e perché no? Dichiaro aperta la discussione!

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