Londra, sempre sei anni e mezzo, nove giorni.

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Rieccomi.
Sono sempre Gabriele, quel bambino là di sei anni e mezzo che vi ha raccontato del viaggio a New York.

Beh, non ho fatto in tempo a recuperare il fuso orario newyorkese che questi due qui che mi ritrovo come genitori (la mamma si fa chiamare Pattibum… bah) mi hanno subito rimesso su un aereo, destinazione Londra.

Ci siamo stati tanti giorni ed io ho fatto un milione di cose. Ma la cosa più importante che devo dire è che Londra mi è piace tantississssssssimissssimo!
Londra mi piace perché l’aereo ci mette poco ad arrivarci, ed io non faccio neanche in tempo ad appisolarmi.
Poi, mi piace la metropolitana. E’ divertentissimo: scale mobili, tappeti che camminano, le mappe ovunque, le porte che si aprono da sole, la voce che dice maind de ghep, i signori che suonano. E ci sono anche gli autobus a Londra. Sono altissimi!!! Due piani con la scaletta, io avrei fatto sempre su e giù, ma Mamy non voleva!

Mamy ha fatto tantissime foto, soprattutto ad un palazzo altissimo che stava vicino all’albergo. Quel coso a punta di nome Sciard si vedeva proprio da tutta la città e Mamy ogni volta diceva Uuuhhh, guarda chi c’è! Si, lo so, Mamy è strana… ma quella è architetto proprio sempre sempre!

London, The Shard
Visto che lei faceva le foto, le volevo fare anche io. Così, quando andavamo ai musei, Papy mi dava il suo telefono per farle.

London, British Museum
Si, mi hanno portato ai musei.
Mamy dice che uno era il Neciural Istori Miusium, dove ci sono i dinosauri. Ma c’era una fila lunghissima, e ho deciso di non farla. Chisseneimporta! Io volevo vedere la scala che entra dentro la terra, ma era chiusa. E volevo vedere il terremoto finto, ma era chiuso pure quello. Ci sono rimasto tanto male, ma poi sono riuscito a farmi comprare un suvenir e mi sono consolato. Credo che me lo abbiano comprato proprio perche l’ho chiamato suvenir, perché Mamy l’ha raccontato a tutti!

Poi sono andato anche al Britisc Miusium e alla Teit Modern, dove potevo correre giocare disegnare parlare. Non come qui a Roma… Un museo che non mi è piaciuto per niente è la Nescional Galleri: troooopppo noiosa!
Ah, e un’altra cosa non mi è piaciuta proprio. C’erano tanti soldati vestiti di rosso con dei cappelloni neri alti alti che marciavano… una noia pazzesca. Chissà perchè mi ci hanno portato.

London, Changing Guard

A Londra ci sono anche dei parchi bellissimi, con tantissimi animali. Anche gli scoiattoli. Uno voleva proprio mangiarmi le mani!

Ho camminato tantissimo, ma non era faticoso. C’era qualcosa di divertente dappertutto.
Ho visto partite di regbi sulla sabbia in una piazza piena di gente, la stessa dove ho visto un signore che faceva uno spettacolo divertentissimo. Solo che non ho capito se parlava italiano o inglese, perché io capivo tutto (Mamy dice che è colpa della mia scuola dove tutti mi parlano solo in inglese). Poi ho visto dei ragazzi grandi che andavano sullo skeitebord, e ho deciso che devo imparare anche io.

London, Covent Garden

Mi è piaciuto tanto salire su una nave da guerra che sta sul fiume, ho visto e toccato tutto. Perché a Londra i bambini possono fare veramente tutto. Ho visto anche dei bimbi che si facevano il bagno in mezzo alla strada: Mamy mi ha detto subito di non pensarci nemmeno, figuriamoci…

London, HMS Belfast

L’unica cosa che non ho visto a Londra sono i negozi di giocattoli. Secondo me non ci sono. O forse mamma e papà non me li hanno fatti vedere? Non lo so, comunque mi sono accontentato di farmi comprare degli scarponi neri (Mamy non ha fatto che ripetere che da piccola li voleva anche lei… hanno un nome tipo doctor martin, o qualcosa del genere) e gli stivali per la pioggia in quel negozio che fa anche le ciabatte per la spiaggia con i buchi (qualcosa tipo croc). Io entravo quasi in ogni negozio, anche per fare comprare pure a mamma e papà, ma loro non si sono mai presi niente. Che tonti, io glielo dicevo sempre che tanto c’è quella carta per pagare che così i soldi non finiscono e rimangono nel portafoglio, ma non mi credevano!

Una cosa che ho capito di Londra è che si può mangiare qualsiasi cosa.
Ma io non ho mangiato comunque, eh! Però sono stato un po’ più bravino di quando sono stato a NY.
Non ho mai mangiato gli hamburger, perché ho capito che era troppo facile: si trovavano dappertutto! Così ho sempre chiesto di mangiare la pasta in bianco o la pizza, che non si trovavano.
Sentivo mamma che diceva Basta pizza!!! E poi, quella birichina, ha trovato un trucco: mi facevano mangiare prima in albergo e poi uscivamo ed andavamo dove decidevano loro. C’era un supermercato fichissimo proprio di fronte all’albergo, con il pane fresco e il prosciutto italiano. I panini con il prosciutto crudo più buoni della mia vita! Anche perché il proscitto crudo io non lo mangio mai!!!
Invece loro avevano scoperto che lì vicino all’albergo c’era un mercato con tanti banchi che davano da mangiare. Pienissimo di gente! C’era un camioncino bianco e rosso dove preparavano dei panini con una cosa dentro… aragosta? Non sono sicuro, ma mamma e papà si leccavano proprio i baffi. E mentre loro mangiavano, io bevevo la birra. Aveva il sapore del succo di mela, ma la bottiglia era quella della birra e la bevevo direttamente dalla bottiglia come i grandi, quindi era sicuramente birra!

London, apple juice
La pizza che ho mangiato? Bah… è più buona quella che fanno qui. Giusto in una piazzetta tutta colorata in un locale con i tavoli lunghi lunghi era veramente buona (niiilss iard?), tanto che l’ho mangiata con la mozzarella come non faccio mai. La pasta in bianco? Si, sono bravini. Buona quella di Carluccio, un posto tutto bianco dove mamma ha bevuto quella cosa arancio che le piace tanto (spitz?), ma ha detto che non era buona. Cattiva cattiva quella che abbiamo mangiato nel museo dove ho disegnato, che davanti ha il ponte dove c’era tanto freddo e vento (la Teit qualcosa…): sopra c’era una cosa appiccicosa che sapeva un po’ di formaggio ma sembrava acqua sporca…

La sera non siamo mai usciti, quindi non so dire come sono le discoteche o i pub o i posti dove vanno i ragazzi. Bisognerà aspettare che divento più grande e che non mi addormento più quando è ancora giorno.

Comunque, ve lo dico: a me Londra è piaciuta più di New York. A New York non si vede il cielo, invece a Londra è proprio blu!
Credo che anche mamma e papà la pensino come me, perché li vedo sempre al computer a guardare le case in affitto a Londra…. Chissà cosa hanno in mente.

Ps: credo che questa volta Mamy capirà che non scriverò mai per il suo Pattibum, ma sempre per la Silvia Miss Trippando che mi è proprio tanto simpatica.
Ah… mica lo so se ho scritto bene le parole in inglese, ma ho iniziato ora la prima elementare!!!


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