Oltre i monti c’è una Sicilia che non ti aspetti

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La Sicilia ha un grande mare blu che costeggia coste sabbiose su cui incombono alte e rocciose montagne.
Ma ma cosa c’è oltre questi muri di pietra? Cosa si nasconde all’interno dell’isola, appena si lasciano le spiagge battute dal turismo di massa?
Come un cuore prezioso, oltre quei monti c’è un mondo agreste e silvano quasi celato, ma che aspetta solo di essere scoperto e amato. Perché nessuno può rimanere insensibile a tanto fascino e a tanta bellezza.
Abbiamo lasciato Termini Imerese con il suo porto e l’odore della salsedine per risalire i monti, che in questa parte dell’isola nascondono qualcosa che difficilmente si potrebbe immaginare: un grande e placido lago.
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Il lago di Rosamarina è stato creato alcuni decenni fa tramite una diga: il grande invaso artificiale originato dallo sbarramento del fiume San Leonardo, stretto tra le vette di queste montagne, ha prodotto un microclima temperato. Adesso in tutta questa parte di vallata la vegetazione è folta, gli animali trovano comodo e piacevole riposo e gli uomini un luogo ameno dove godere della temperatura mite.
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In sella ad un cavallo, che ci è stato messo a disposizione, abbiamo seguito la linea di costa del lago tra ulivi, ruscelli e armenti che placidi pascolavano. Il silenzio interrotto solo dei rumori della natura, la brezza, il sole, il profumo dell’erba e lo stormire delle fronde sono una dimensione che difficilmente oggi possiamo vivere: a me è stato permesso sentirla in pieno in sella a Confusione, cavalla dolcissima e pacata, nonostante il nome.
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Sul lago si può fare surf, pescare, andare in barca a vela od in gommone, e riposare al Rosamarina Lake. Dove vi capita di avere una piscina così bella a bordo di un mondo che dona tanta serenità?
Dal centro del lago, ben visibile, si scorge il profilo di Caccamo.
Caccamo è stata una sorpresa. Chi di noi, parlando della Sicilia, ha in mente un’immagine di questo borgo? Io stesso non ne sapevo nulla e mai avrei immaginato, nel breve periodo in cui l’ho visitato, di ritrovarmi così spesso a bocca aperta.
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Posizionato sulla cima di un colle, da cui nei giorni limpidi si arriva a vedere Palermo, è una matassa di strette viuzze e case addossate le une alle altre, intervallate da chiese barocche, e su cui incombe il grande, grandissimo, roccioso ed imponente castello; uno dei più grandi in Italia.
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Recuperato ed aperto alla collettività recentemente, espone prima di tutto sé stesso, la sua mole inespugnabile, la sua serie di cortili, accessi e passaggi, spalti merlate e torri. Una perfetta macchina da guerra visibile che ancora oggi incute timore.
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Ma di Caccamo, oltre all’aspetto bellicoso, ci ha stupito la grazia e la policromia seicentesca della chiesa di di San Benedetto alla Badia, con il suo grande pavimento completamente rivestito di ceramiche e alle pareti leggiadri stucchi.
Ma non sarebbe Sicilia se a tanta bellezza non si accompagnasse del buon cibo Alcamo è il paese della salsiccia pasqualora prendi il nome dalla tradizione che voleva il maiale macellato prima di Natale e la salsiccia tenuta a stagionare per circa quattro mesi, più o meno fino a Pasqua.
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L’abbiamo mangiata, anzi, l’abbiamo gustata; ma non solo. L’abbiamo anche preparata, secondo la ricetta della tradizione, scegliendo il tipo esatto di carne e dosando le spezie necessarie.
Non vi dirò quali sono: venite a Caccamo a provarla e poi, come me, restate a bocca aperta per tanta bellezza che c’è in questo entroterra della Sicilia.


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