5 motivi per non aprire un blog

Questo articolo nasce un po’ così: un po’ provocatorio, come tanto mi piaceva fare agli inizi del mio fare blogging; un po’ riflessivo, come sono diventata negli ultimi anni. Sarà che sento arrivare i quaranta, ma sto diventando davvero una tipa seria. Prima amavo buttare il sasso, animare discussioni: era il mio carattere, soprattutto dopo gli anni repressi del liceo e dell’ università in cui mandare affanculo (i prof) era proibito; la maternità, invece, mi ha reso molto più distaccata dal mondo, così immersa nelle tante cose, più belle che brutte, che mi danno a pensare i miei figli. Ecco, adesso se devo buttarmi in una rissa lo faccio per i miei figli, per la mia famiglia. Ma oggi va così. Oggi butto il sasso e voglio vedere, non di nascosto, l’effetto che fa. Voglio i vostri commenti, sotto al post. Voglio i vostri pareri e prometto di rispondere a tutti. Coi miei tempi…

10 Motivi per non aprire un Blog (e perché, invece, aprirlo)

Ma veniamo a noi e ai 10 motivi per non aprire un blog. Eccoli, in ordine sparso. Perché gli articoli che mi escono dal cuore sono fatti così. È la mano che li scrive, più veloce della luce.

1 – Se non volete metterci la faccia

Come racconto nelle prime pagine di Pillole di Blogging e nei miei corsi per blogger livello base (il prossimo, ABC Blogger, è il 30 settembre… guardate qui se può fare al caso vostro!), la differenza tra un blog e un sito sta nelle persone: persone che nel blog ci mettono la faccia, parlano in prima persona, raccontano le loro esperienze. Nel sito no. Se non volete metterci la faccia, il blog non fa per voi. Se invece non avete nulla da nascondere (e perché dovreste?), allora pensateci!

2 – Se volete tutto e subito

In un blog, tutto e subito non stanno bene insieme. Gli inizi sono fatti di tanto lavoro e nessun guadagno. Di gomiti sul tavolino e di poco sonno. Scrivere, scegliere le foto, editarle (i più bravi!): tanto lavoro. Tantissimo. Per non tener conto della parte esperienziale, che se per chi apre un blog di viaggi è un viaggio fatto in precedenza, per chi ha un food blog è una ricetta studiata, fatta, fotografata; per chi ha un craft blog è un lavoro pensato e realizzato, non prima di aver reperito i migliori materiali e aver fotografato ogni fase della lavorazione. Se volete aprire un blog che vi permetta di avere dei guadagni, fate conto di aprire un negozio: lì dovrete fare degli investimenti economici. Col blog si può inizaire a costo zero (ma sarebbe meglio, almeno il dominio, comprarlo quanto prima!), ma l’investimento è il vostro tempo. Tanto, tanto, tantissimo tempo.

3 – Se non sapete e non amate scrivere

Per metter su un blog dovete fare un’autoanalisi: <<So scrivere?>> Se la risposta è <<Sì>>, potete procedere allo step successivo. Se la risposta è <<No>>, pensateci. Non si impara dall’oggi al domani, in termini di lingua italiana. Si migliora. Scrivere insegna a scrivere e leggere, pure. Con la sola passione, creerete un blog sgrammaticato, per cui chi ci capisce (don’t worry, ci sono pure tanti che ci capiscono il giusto!) vi riderà dietro. Se potete permettervi un editor a revisionarvi il tutto, argh, avete dei bei soldi. In ogni caso, scrivete e rileggete. A voce alta. Sempre. Da pivellini e da scafati. Anzi,da scafati di più, perché avrete gli occhi dei competitor puntati addosso, sempre pronti ad accoltellarvi alle spalle.

4 – Se non avete idee

I periodi senza idee capitano. A tutti, scrivente inclusa. Però l’aprire un blog “giusto per” e aspettare che le idee arrivivo, non si fa. Se siete in cerca di idee, potete scaricare il mio minibook Ispirablogger: è gratis e, in automatico, vi iscriverà alla mia newsletter “delle pillole”, per essere sempre aggiornati sui temi del blogging e sui miei corsi per blogger. Ma Ispirablogger è un paracadute per i momenti bui. Voi dovete avere le idee chiare e, possibilmente, un piano editoriale strutturato. Ops! Pure per il piano editoriale ho un minibook che potrebbe fare al caso vostro. E giuro che tutto ciò non era previsto!

5 – Se volete farvi le vacanze gratis

Non si va in vacanza gratis, con un blog. Si possono trovare belle sponsorizzazioni per un viaggio (se cercate lumi, c’è il mio manuale “Sei un Blogger? Viaggia Sponsorizzato!”), sia con un blog di viaggi che con blog di altra natura, ma se il blog è attivo e ben curato da un po’, se a monte c’è un bel progetto di viaggio. Se, da parte volta, c’è l’impegno a lavorare in viaggio: sì, perché nessuno vi ospita gratis; c’è sempre un rovescio della medaglia, che poi è il lavoro dei blogger: fare foto, scrivere aggiornamenti social, coinvolgere la propria community durante il viaggio, per poi averla desiderosa, al vostro rientro, di leggere le vostre storie. Se, se, se. Se l’ente a cui proponete il vostro progetto è aperto a collaborare con il vostro target, allora il viaggio diventa sponsorizzato. Può diventare anche pagato, più avanti.

Ma non voglio illudervi, di tempo vi ce ne vorrà tanto. Tempo e gomiti sul tavolino. Tempo e gomiti sul tavolino. Siete disposti a provarci? Sì? Allora, dai, potete anche aprire un blog. E diffidate da chi dice che in rete non c’è spazio. In rete c’è spazio per tutti, ma ce la faranno ad emergere solo i più bravi, coloro che investiranno il loro tempo, senza credere in guadagni facili. Coloro che inizieranno con belle idee e proseguiranno seguendo il loro piano editoriale. Coloro che, oltre a saper scrivere, sapranno raccontare e trasmettere la loro passione. Coloro che, oltre a tutto ciò, avranno una visione imprenditoriale del fare blogging.

E ora tocca a voi. Aspetto commenti. GOGOGO!

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