#proustandtrip: il Questionario di Proust alla moda di Trippando

Tra un webinar e un altro (quello di Paolo è stato, causa problemi tecnici, un one-man-show da paura, per quello di Sara, giovedì prossimo, potete registrarvi a questo link), Sara e Paolo continuano a divagare, a rimbalzarsi la palla, a parlare di libri e a scambiarsi titoli, idee e progetti. Io li seguo a distanza e ogni tanto mi spavento quando non li sento per qualche giorno. Mi domando: che cosa bolle in pentola?

proustandtrip

Oggi abbiamo deciso di metterci in gioco con il Questionario di Proust (se non sapete che cosa è e come è nato potete leggerlo qui) e abbiamo deciso di proporlo anche a voi: vi basta ricopiare le domande e rispondere n velocità. Sse vorrete potete pubblicare un post (sul vostro blog, sul vostro profilo Facebook, ovunque vi sia più congeniale) con l’hashtag #proustandtrip, siete i benvenuti!

Mi raccomando: risposte secche, senza troppi fronzoli, l’importante è che siano sincere perché è la condivisione che ci interessa, non chi ne sa di più. Quindi, per esempio, se non acquistate in libreria, ma solo online, ditelo. Se non rileggereste mai un libro o non ne regalate, pure.

Ma ecco che ci siamo. Pronti, attenti, via… gogogo con le risposte di Sara e di Paolo.

 

L’ultimo libro che ho regalato.

S. I diavoli di Bartali di Marco Pastonesi. Ad un amico che legge poco, ma ama il ciclismo e le sue storie.

P. Praga Magica di Angelo Maria Ripellino. Un amico doveva partire per la città vlatavina ma poi il viaggio è saltato e allora, il libro del grande slavista italiano è il più bel viaggio da fermo che si possa fare nella Dreivolkerstadt, la città dai 3 popoli.

L’ultimo libro che ho letto.

S. Caduti dal Muro di Tito Barbini e Paolo Ciampi. Riposto questa mattina in libreria, mi ha accompagnato nelle notti insonni dell’ultima settimana.

P. Istantanee di Claudio Magris. Adoro i piccoli ritratti dell’autore di Microcosmi, non ne posso fare a meno!

L’ultimo libro che ho acquistato in una libreria indipendente.

S. Alla ricerca di Don Chisciotte di Claudio Visentin. Autore conosciuto – tra l’altro – il giorno dopo aver acquistato il suo libro, proprio grazie a Paolo.

P. Andare per treni e stazioni di Enrico Menduni, piccolo libro acquistato alla Todo Modo di Firenze. Viaggiatori, tenete d’occhio la collana “Ritrovare l’Italia” della casa editrice Il Mulino!

Un libro che non ho compreso.

S. Il profumo di Patrick Süskind. Non so dire se mi sia piaciuto o no, so solo che non l’ho proprio compreso, afferrato.

P. Atlante delle micronazioni di Graziano Graziani… esercizio di stile che non porta da nessuna parte.

Un libro acquistato in viaggio.

S. Il senso dell’elefante di Marco Missiroli. Lo scorso settembre a Lecce, mentre ero alla scoperta di una parte del Salento.

P. Il Ponte sulla Drina di Ivo Andrić. Lettura fondamentale durante un viaggio nei Balcani.

Una delle frasi più belle letta in un libro.

S. “Tutte le storie sono storie d’amore.” ovvero l’incipit di Eureka Street di Robert McLiam Wilson.

P. “L’America? Il risultato di un errore di navigazione”. (Barry Levinson)

Un libro che mi hanno consigliato, ma ancora non mi sono deciso/a a leggere.

S. Correndo con le forbici in mano di Augusten Burroughs. Chi me l’ha consigliato è un amico di alcuni anni più piccolo di me che ho visto crescere e che qualche settimana fa mi ha detto: “Ora facciamo l’inverso, ti consiglio io qualcosa da leggere. Sarai fiera di me, leggo molto di più!” Sì, lo sono…

P. A nome tuo di Mauro Covacich. Me lo ha consigliato la Radio, intesa come Radio 3. L’ho pure comprato di seconda mano ma è lì che ancora mi aspetta.

Un libro che ho letto, ma mi vergogno a dirlo.

S. Tre metri sopra il cielo. Ma ho una buona scusa: avevo 20 anni, io e alcune mie compagne di università lo usavamo per farci della sane e grosse risate durante gli spostamenti in treno, per stemprare la tensione degli esami e la fatica dello studio.

P. Il grande sogno. Il giro del mondo senza un soldo in tasca e senza bagagli di Matteo Pennacchi… una roba adolescenziale, buona per i miei figli.

Il libro che non mi sento ancora pronto/a a leggere.

S. Le correzioni di Jonathan Franzen. Prima o poi ce la farò.

P. Solo di Ambrogio Fogar. Ho amato molto Fogar e quindi ho comprato anche il racconto del suo calvario dopo il rovinoso incidente. Il libro è lì, mi guarda ma io non lo apro!

Il primo libro che metterei nello zaino se partissi domani per un viaggio a piedi.

S. L’arte di perdere tempo di Patrick Manoukian. È l’ultimo nato tra i libricini della collana “Piccola filosofia di viaggio” di Ediciclo. Nello zaino entra benissimo e non pesa.

P. A Piedi di Claudio Sabelli Fioretti e di Giorgio Lauro. Un vecchio libro dell’anziano Sabelli, quello di un giorno da pecora.

Tre libri che sarei disposto a leggere e rileggere se dovessi restare mesi su un’isola deserta.

S. L’amico ritrovato (Fred Uhlman), La pioggia prima che cada (Jonathan Coe), Pomodori verdi fritti (Fannie Flagg). Potessi li imparerei a memoria.

P. Zorba il greco di Nikos Kazantzakis (ma solo nella bellissima edizione di Crocetti), Danubio di Clauido Magris e poi Sulle orme di Ulisse di Piero Boitani.

I libri che sono in questo periodo sul mio comodino.

S. Ne scelgo due: Una scrittura femminile azzurro pallido di Franz Werfel e Le libere donne di Magliano di Mario Tobino. Libri che leggerò nel mese di marzo, per ovvie ragioni.

P. Lungo un nastro di sfoglia di Angelo Varni. Personalissimo viaggio nell’Emilia Romagna della pasta ripiena e dei brodi (questo è il sottotitolo) e poi Il cane che andava per mare e altri eccentrici siciliani di Stefano Malatesta.

Il libro di cui avrei voluto essere protagonista.

S. Cuccette per signora di Anita Nair. Perché ascoltare le storie di uomini e donne mentre si viaggia o ci si sposta da un luogo a un altro è un viaggio nel viaggio.

P. È chiaro, L’Odissea di Omero!

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