Sari, Samosa e Sutra: un piccolo libro per innamorarsi dell’India

Non sono mai stata in India. Dai racconti (bellissimo quello di Paola Russo su Trippando) e dai libri che avevo letto finora (in particolare La città della Gioia, di Dominique Lapierre, e Profumo di Spezie Proibite, di Priya Basil) mi ero fatta l’idea di una terra estremamente fascinosa e profumata, ma anche di un grande caos, smog e disparità di casta inaccettabili al limite del disgustoso.

sari samosa e sutra

Sfogliare “Sari, Samosa e Sutra”, di Federica Giuliani, mi ha immerso invece lentamente e con grazia nell’India. Nei suoi sapori, nei suoi profumi. Nelle sue tradizioni e nei suoi colori.

“Sari, Samosa e Sutra” è un libro innanzitutto da sfogliare, prima che da leggere. I decori che Fabiola Giuliani, sorella di Federica, ha creato per questo volumetto valgono da soli il prezzo del libro e sono, a mio avviso una maniera affascinante e delicata per entrare nell’atmosfera indiana e per iniziare la lettura dei racconti indiani  e delle ricette di Federica.

Racconti e ricette, esatto. Racconti sulla pagina sinistra; ricette su quella destra. Atmosfere e sapori si fondono insieme. Io, dopo averne sfogliato ed ammirato le pagine colorate, ho letto una pagina dopo l’altra, ma mi rendo conto che questo libro può essere letto in molte maniere diverse. Per esempio leggendo prima tutti i racconti e poi tutte le ricette. O viceversa.

In qualsiasi modo lo approccerete, questo libro vi appassionerà e vi farà innamorare dell’India. Lentamente, senza colpi di fulmine. Come iniziano gli amori destinati a durare.

federica giuliani

Con Federica Giuliani ci siamo viste il 17 maggio all’Italian Blogger Meeting di Roma. Entrambe eravamo relatrici (io ho parlato di viaggi con bambini, lei, che dal 2008 cura il blog Travel to Taste, di viaggi di gusto e nel gusto) e, durante la pausa pranzo, ho approfittato per fare due chiacchiere con lei e chiederle di come è nata la sua grande passione per l’India e la cucina indiana.

  • Come è nata la tua passione per l’India?

È una domanda facile: è iniziata dai libri, primo tra tutti “La maga delle spezie” di Chitra Divakaruni, autrice indiana che vive in California. Ne ho letto tanto, anche della famiglia Ghandi, e piano piano piano è aumentato il desiderio di visitarla di persona. Prima che fossi pronta però (perché l’India chiama quando è il momento) ho imparato ad apprezzarne la cucina e soprattutto le spezie. Tutto il resto è venuto dopo…

  • Che effetto ti ha fatto provare la cucina indiana in India rispetto ad averla sempre assaggiata in Italia o in altri paesi?

L’India profuma sempre di spezie, a qualsiasi ora del giorno e della notte. La cucina che si assaggia in Italia o a Londra, ad esempio, è fedele all’originale e io ho cercato di provare tutto, nonostante il terribile caldo di agosto. Sono arrivata lì con molta curiosità e l’ho soddisfatta!

  • Lette le ricette del libro, mi sono immaginata casa tua come una piccola India di sapori e profumi: ti metti spesso ai fornelli per cucinare indiano?

Sì, mi piace molto. Preparo ricette tradizionali (adoro soprattutto riso e pane) ma mi piace anche “unire le culture” utilizzando ingredienti indiani nella realizzazione di una ricetta italiana. Lo zenzero non manca mai nei miei piatti così come il cardamomo, che forse è la mia spezia preferita. Nella miscela tandoori faccio cuocere il polpo da fare in insalata, ad esempio. Tra le ricette tipiche indiane che preferisco c’è il pollo pulao, dolce e aromatico.

Tra una chiacchiera e l’altra, io mi sono autoinvitata a casa di Federica per una cena indiana. Per essere chiamata dall’India, devo ancora attendere che il mio bambinaccio cresca un altro po’. Intanto l’innamoramento è iniziato…

Related Images