Su Trinta ‘e Sant’Andria: la festa del vino novello a Ozieri

L’ultimo sabato del mese di novembre, a Ozieri, si festeggia su Trinta ‘e Sant’Andria, in occasione della quale i cittadini ozieresi aprono le proprie cantine a compaesani e visitatori, offrendo il vino novello, prodotto nelle vigne intorno al paese, e ampia varietà di pietanze locali.

Ozieri, a metà strada tra Sassari e Olbia, è un paese particolare, se rapportato al contesto sardo. Ha avuto un passato glorioso, dal punto di vista economico e culturale, che è possibile ancora percepire visitando il suo centro storico, tra i più estesi e ben conservati della Sardegna, ricco di palazzi padronali che svettano in altura, spesso con fregi artistici e architettonici di notevole valore, tra cui altane e suttee (specie di loggiati di origine ottocentesca, costituiti da coperture rette da colonne neoclassiche).

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Fontana Grixoni

L’aria di festa si diffonde già dalla mattina, in paese: camper e numerosi visitatori in arrivo per prendere parte alle varie iniziative pensate per rendere ancora più attraente e piacevole l’esperienza ozierese.

La mia serata di festa ha avuto inizio nel tardo pomeriggio per l’inaugurazione della mostra fotografica di Anna Cosseddu, Interranzena, al Museo Diocesano di Arte Sacra, che proprio in questo periodo ospita l’esposizione delle opere del Maestro di Ozieri, figura avvolta da mistero risalente al ‘500, che ha lasciato, sparsi per il nord Sardegna (e non solo) polittici, retabli e pale di riconosciuto valore artistico.

Sono all’incirca trenta le cantine che, quest’anno, hanno aderito alla manifestazione: lo scopo è, chiaramente, di visitarle, allegramente, tutte! La serata è tiepida e ciò rende ancor più frizzante l’atmosfera che promette festa per la notte intera. Le vie del centro storico, solitamente spente e, oramai, quasi totalmente abbandonate, riprendono vita… Fiumi di persone si muovono da una cantina all’altra, senza intasare le strette vie che sinuose si diramano nel cuore del paese. Il tutto è reso ancor più suggestivo dalla conformazione del centro storico: Ozieri ha una caratteristica forma ad anfiteatro e si arrampica ripidamente verso l’alto, con punti panoramici che donano spettacoli emozionanti.

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La chiesa di Santa Lucia

Acquistando il calice, con 10 euro, si ha la possibilità di poter mangiare e bere a volontà in tutte le cantine. Ad accompagnare il calice c’è una cartina con la dislocazione delle varie cantine e i vini offerti in ognuna di esse. La tradizione enologica di Ozieri pare risalga al 3000 a.C. Infatti, in un vaso Askoide (che è possibile ammirare al Museo Archeologico di Ozieri), trovato nelle campagne tra Ozieri e Ittireddu, son state rinvenute tracce di acido tartarico, presente nel vino. Questo conduce a sostenere che anche in Sardegna vi fossero dei vitigni autoctoni. Dopo circa 10 anni l’associazione Alvarega di Ozieri è riuscita a salvare il vitigno, appunto, Alvarega e a farne riconoscere la sua originalità e unicità. Nobile Tola, il vino che se ne ricava, è “di colore giallo paglierino intenso, con sentori di albicocca secca, mandorla amara e crosta di pane; al gusto, secco, caldo, morbido, sapido e minerale, il tutto in perfetto equilibrio con i suoi 13 gradi alcol”.

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Palazzo Tola: vino Nobile Tola

 

Cantina Sanna
Paolo, Vincenzo e Marco – Cantina Sanna
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Cantina Sanna

Tra le cantine, mi preme raccontare quelle che mi hanno maggiormente affascinato e stupito. In Fontana Grixoni, nel palazzo Pietri, in uno degli immensi androni, dove i visitatori si accalcavano per degustare, si apre un arco in pietra che dà inizio a un tunnel, murato dopo qualche metro, di cui non si conosce né il percorso, né la destinazione (e sarebbe sicuramente meraviglioso saperne di più!). Questa sorpresa mi lascia davvero senza parole… Ho chiesto di potervi accedere perché è qualcosa di stupefacente e, allo stesso tempo, di valore immenso: ma non dovrebbe stupire, poiché i palazzi d’Ozieri sono scrigni di tesori e di storie che, purtroppo, si stanno pian piano lasciando dimenticare.

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Palazzo Pietri

Sa Cantina ‘e s’Ainu (la cantina dell’asino), in Badde, è ugualmente affasciante. Vi si accede attraverso un corridoio molto stretto, con pareti che lasciano scorgere un misto tra cantoni e pietre di vario formato, intervallate da utensili necessari per svolgere le quotidiane faccende domestiche. Il corridoio termina in una sorta di cavedio, non particolarmente ampio, con un grande e robusto arco color verde umidità. La sensazione che emana è talmente particolare che fatico a credere di trovarmi a cielo aperto, ma è proprio così!

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Sa Cantina ‘e s’Ainu
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Sa Cantina ‘e s’Ainu
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Sa Cantina ‘e s’Ainu

La cantina di Charlie & gli Amici del Cavallo, antichissima, col pavimento in acciottolato consumato e le pareti ricche, ricchissime di tutti gli utensili possibili e immaginabili, vecchi di decenni, con la polvere così ben radicata da diventare parte integrante degli stessi.

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Cantina di Charlie & gli Amici del Cavallo.

E così, tra le accoglienti cantine ozieresi, l’infinita notte di Sant’Andria è volata in un tumulto di festa e allegria…

 Per maggiori info:

http://www.comune.ozieri.ss.it

http://www.welcometozieri.it

http://www.girandozieri.it

http://nobiletola.blogspot.it

 

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