Tradizioni Natalizie tra Pisa e Lucca

Per il tema di dicembre del Progetto Insiders avevo proposto “le tradizioni natalizie”. Come sapete, io abito in provincia di Pisa, a pochissimi chilometri dalla torre, ma ad una distanza di poco maggiore da Lucca, che non è la mia città, ma, soprattutto durante l’infanzia, l’ho frquentata molto; per questo vi racconterò delle tradizioni natalizie della mia zona, a cavallo tra queste due cittadine, alle quali collego ricordi del periodo natalizio molto diversi tra loro.

TRADIZIONI NATALIZIE TRA PISA E LUCCA

Quando ero piccola, i regali di Natale si compravano a Lucca. Commercialmente, Lucca è sempre stata un’ottima piazza: per l’affabilità di commessi e proprietari dei negozi, come varietà della scelta e, non ultimo, come possibilità di trattare i prezzi. Ricordo pomeriggi intabarrati di passeggiate nel Fillungo, passando da una bottega all’altra. Ad ogni uscita, l’odore delle caldarroste ti entrava nel naso e, spesso, il silenzio era rotto dal suono delle zampogne. Anziché mettermi allegria, mi facevano tristezza, gli zampognari, coi loro suoni. Sapere che uomini corpulenti, per un periodo, lasciavano le loro famiglie in Ciociaria per salire più a Nord a rallegrare il Natale di frettolosi passanti in cambio di qualche spicciolo mi faceva un’estrema tristezza. Poi, magari, erano ragazzi della zona che nel weekend uscivano vestiti con pelle di pecora a suonar zampogne per arrotondare la paghetta. Non lo saprò mai. Saranno ormai vent’anni che non se ne vede più in giro. Invece è sempre al solito posto, nello slargo antistante la Piazza dell’Anfiteatro, la figlia della cadarrostaia storica, che, sul suo carretto, vende anche quei rametti di vischio incellofanati che mi sono sempre chiesta chi li comprasse.

A Pisa, invece, si andava “durante le feste” o, comunque, a regali comprati, per vedere le luminarie, fare una passeggiata e bere la cioccolata calda da Salza, in Largo Ciro Menotti, dove veniva allestito un mercato dedicato a statuine del presepe e palline per l’albero.

Perché il Natale, da queste parti, è anche mercati: primi tra tutti quello in Piazza San Michele a Lucca e quello sotto le Logge dei Banchi a Pisa, che ho molto bazzicato ai tempi del Liceo, in cerca di regalini che, visti ad anni di distanza, mi fanno diventare piccola piccola e vergognare di me.

Adesso i mercati di Natale li fanno in ogni paese, nella mia zona; direi, quasi, in ogni piazza. Uno una domenica, uno il sabato dopo, uno l’8 dicembre e così avanti, dal 20 di novembre fino alla viglia di Natale. Le più volte sono brutte cineserie trite e ritrite, tra le quali spicca qualche banchetto d’artigianato, dove lascerei (e, a volte, lascio) tutto quello che ho nel portafogli: in questa società over industrializzata, sono fortemente attratta dal fatto a mano, io che di manualità non ne ho mai avuta gran che.

Poi ci sono i presepi. Gli stessi presepi, nelle stesse chiese, anno dopo anno, da quando io ho memoria. Attorno al 20 di dicembre si vedono comparire i cartelli “Presepe”: pure loro sono sempre gli stessi, scritti a mano, ormai vintage. Mi domando se c’è ancora gente che passa le giornate di festa in giro per presepi come si usava quand’ero piccina io. Non lo so. Fin’ora avevo i bimbi troppo piccoli, ma chissà che anche noi non s’inizi a breve questa tradizione. Sui presepi della Lucchesia, vi invito a leggere questo bell’articolo della Sara. Vi piacerà.

E dalle vostre parti quali sono le tradizioni del Natale? Scrivete anche voi un post e partecipate al Progetto Insiders. Avete ancora una settimana di tempo per poter essere inseriti nella mia raccolta del mese. Vi aspetto!

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