Un tuffo nel Medioevo: Il Mercato delle Gaite a Bevagna.

Bevagna

Era da qualche anno che mi promettevo di andarci ma poi subentrava sempre qualcosa che mi faceva desistere. Quest’ anno invece mi sono “impuntata” e, superata la pigrizia, domenica di buon mattino sono partita per Bevagna, un piccolo paesino in provincia di Perugia dove ogni anno si svolge una delle manifestazioni più suggestive che io conosca: Il Mercato delle Gaite, una rievocazione storica fedelissima in cui tutti gli abitanti sono coinvolti.

Il paese è diviso equamente in quattro Gaite (contrade), le quali si impegnano tutto l’anno per regalare ai turisti un quadro autentico e fedele degli usi e dei costumi dell’epoca culminando con la rievocazione dei mestieri e dei mercati.

Gaite

Le quattro Gaite, San Giorgio, Santa Maria, San Giovanni e San Pietro devono ogni anno cimentarsi in tre prove: tiro con l’arco storico, preparazione di un piatto medievale e l’allestimento dei mestieri in cui ogni Gaita  deve “portare in scena” due mestieri, uno “fisso”  mentre l’altro viene cambiato ogni tre anni. La rappresentazione dei mestieri non è solo una scena ma è una vera e propria piece teatrale che viene messa in scena l’ultimo giorno di festa solo di fronte ai giurati, ma non preoccupatevi, la domenica prima è possibile assistere alla prova generale che è più o meno la stessa cosa, anzi, io mi sono letteralmente “addoppiata” dal ridere.

Scriptorium

Alla fine dei dieci giorni di festa una giuria assegnerà un punteggio ad ognuna di queste cose decretando la Gaita vincente con buona (poca) pace delle altre.

Durante la visita poi, gli attori rispondono volentieri alle domande e spiegano con pazienza tutti i procedimenti utilizzati facendo capire quanto impegno e ricercatezza ci sia dietro a questi dieci giorni di festa.

Chartaria

Anche il cibo ha una sua importanza, oltre alla competizione infatti le quattro Gaite posseggono ognuna una propria taverna e propongono piatti medievali estratti da libri di cucina dell’epoca e riadattati ai giorni nostri: sapori, colori e odori che non sono sempre gradevoli, (ricordiamoci infatti che la carta veniva fatta con urina di bestia insomma), ma che fanno parte del nostro passato e di cui non dovremmo dimenticarci mai.

Setificio

Personalmente adoro queste manifestazioni fatte bene e ben riuscite, complete in ogni suo dettaglio e vi invito a visitare questo borgo davvero affascinante con lo spirito di una persona che vuol fare un tuffo nel passato e non con lo spirito del turista d’assalto che all’interno della taverna chiede le patatine fritte…per quello Bevagna vi aspetta anche gli altri giorni dell’anno.

Finale

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