Visitare Belvì, dove il legno diviene arte…

Esiste una zona, nelle viscere della Sardegna, dove il tempo pare essersi fermato. I boschi di castagni, noci, noccioli, ciliegi, roveri, lecci, agrifogli (e nelle aree rocciose di ginepri, olivastri e peri selvatici) ricoprono intensamente le montagne che si susseguono senza tregua, una dopo l’altra. Immerso in questi boschi si trova il paese di Belvì, circa 600 anime che, in passato, era un centro molto importante per gli scambi economici. La Barbagia di Belvì prende, appunto, il suo nome. Per arrivarci sono varie le strade che si possono scegliere, ma da qualunque lato lo si raggiunga, la premessa è immergersi nelle sue verdi e rasserenanti montagne, curva dopo curva, passo dopo passo, come se si debba necessariamente rallentare la propria esistenza, godersi ogni respiro e ogni pennellata di verde, prima di raggiungere il suo mucchietto di case. Essendo così piccolo la passeggiata nel centro urbano si esaurisce velocemente, ma se si presta attenzione ai particolari, alle installazioni artistiche presenti in ogni angolo, a ogni svolta, allora la scoperta del paese può richiedere molto più tempo.

Belvì è un paese che ha investito, nel corso degli anni, sull’arte. Vi è un Museo all’Aperto di Arte Contemporanea (MAAC), all’interno del Parco Comunale che sovrasta il centro abitato, le cui opere sono frutto di due simposi d’arte: “Sonos de Linna 2008” e “Sonos de Linna 2009“. A precederli è stata la rassegna artistica “L’uomo e il bosco” (1996-97) che è possibile ammirare per le vie del centro storico.  Il motivo dominante è quello di trasformare il legno di castagno, risorsa locale, in opere d’arte…

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Passeggiare per le viuzze, tra case antichissime divorate dal tempo e altre che si accingono a nuova vita, è una continua scoperta, una continua sfida a scorgere e interpretare i significati celati in opere d’arte particolari, che non possono lasciare indifferenti.

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Degno di nota è la presenza di un importante Museo di Scienze Naturali, suddiviso di varie sezioni: mineralogica, paleontologica, entomologica, ornitologica ed erpetologica. Al suo interno è possibile ammirare oltre 530 minerali provenienti dalle miniere sarde, numerosi esemplari di conchiglie, fossili, uccelli, mammiferi e anfibi tutti di origine sarda.

Da oltre un anno il Comune di Belvì ha aderito al PAS_ Progetto Atelier Sardegna, progetto di residenze artistiche che porta a Belvì, ogni tre mesi, differenti artisti internazionali. Essi alloggiano in paese, vivono la sua cultura, la natura e portano avanti un progetto artistico che poi verrà presentato alla comunità. Io ho assistito all’interessante presentazione del lavoro dell’artista Justin Tyler Tate che durante la sua permanenza a Belvì ha raccolto numerose piante, ne ha geolocalizzato la provenienza e creato delle essenze con le medesime. In questo modo ha reso possibile “respirare il profumo” di quell’esatto punto dei boschi di Belvì e donare a noi passanti dei microcosmi olfattivi senza prezzo e il pensiero di quanta ricchezza, di quanta vita e magia si nasconda nei boschi della bella Belvì!

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