Visitare l’Alta Umbria – A world of Pure imagination…

Buongiorno viaggiatori! Oggi su Trippando c’è un bel reportage di Paolo Merlini, che per noi ha visitato l’Alta Umbria. Continuate a leggere. Scoprirete curiosità gustose, in un mondo di pura immaginazione…

L’appuntamento è a Città di Castello, da dove prenderà le mosse questo grandioso blog tour alla scoperta dell’Alta Valle del Tevere organizzato da Visit Alta Umbria.
È una bella giornata di sole e l’autoradio sembra ben interpretare il mio stato d’animo passando ripetutamente “Pure immagination” cantata per la prima volta da Gene Wilder nel film Williy Wonka e la fabbrica di cioccolato ed oggi tornata in voga come pubblicità di un’autovettura.
Come with me/And you’ll be/In a world of/Pure imagination…
Vieni con me e sarai in un mondo di pura immaginazione: è la perfetta colonna sonora per questo viaggio.
Anche il navigatore sembra aver capito con chi ha a che fare e sapendo che prediligo le statali alle strade a scorrimento veloce, mi propone di lasciare la superstrada E-45 a sud di Città di Castello, mandandomi sul vecchio tracciato della Via Flaminia che ancora, ve lo giuro, conserva meraviglie. Questo mi dà la possibilità di orientarmi facilmente e di ammirare strada facendo, sulla sinistra il Centro delle Tradizioni Popolari di Garavelle e poco dopo sulla destra gli ampi capannoni degli Ex Seccatoi del Tabacco, complesso industriale in disuso, dal 1990 rinato a nuova vita come spazio espositivo di una parte delle opere del celebre tifernate Alberto Burri. Più avanti  riconosco Piazza Garibaldi dove fanno manovra le corriere. La statua dell’eroe dei due mondi è a ridosso della cinta muraria dalla quale non mi allontano molto fino ad arrivare all’Hotel Park GE.Al che ci ospiterà.
Questo albergo, strategicamente posizionato a poche centinaia di metri dal centro storico e nei pressi dell’uscita Città di Castello Nord della superstrada E-45, è amorevolmente gestito dalla Famiglia Giorgi. Licia, Giuliano e Giacomo Giorgi, forse al corrente della mia immeritata fama di “santo bevitore”, mi fanno trovare in camera come gentile benvenuto, una bottiglia di Berlicche, il vino che producono ed imbottigliano per amici e clienti.
il tevere a umbertide
L’Alta valle del Tevere, diciamolo subito, è una delle zone più belle e più verdi di tutta l’Umbria che troppo spesso attraversiamo di corsa non godendo appieno delle sue peculiarità. Posizionata al confine con le Marche e la Toscana, ti viene incontro offrendoti il suo paesaggio bucolico fatto di fertili vallate ben coltivate intervallate da morbide colline ricche di piccoli borghi medievali. Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Monte S. Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino e Umbertide sono i centri principali, il resto è fatto di castelli, abbazie e umili chiese di campagna.
Alta Valle del Tevere Foto 3
La nostra esplorazione inizia da Montone “un grazioso borgo umbro di origine medievale che sorge su di un colle a dominare la Valle del fiume Carpina e l’Alta Valle del Tevere“. Alla Porta del Borgo troviamo ad attenderci una montonese D.O.C., Simonetta Formica che ci porta a spasso descrivendoci con tanto entusiasmo l’incasato fortificato ottimamente conservato. Il paese mi colpisce subito per la vitalità e per la continua opera di restauro e conservazione messa in atto dai suoi fedeli abitanti. I residenti dentro le mura sono circa seicento e si tengono stretto questo posto magico alieno dal turismo di massa.
Come ho fatto a non scoprirlo prima, veramente non so! Infatti, Montone è Bandiera Arancione del TCI ma anche uno dei borghi più belli d’Italia ed inoltre aderisce a pieno titolo alla Federazione internazionale `Les Plus Beaux Villages de la Terre` (I Borghi più belli della Terra). Se la memoria non mi inganna, nel XIV secolo, Montone diede i natali ad Andrea Fortebracci (o era nato a Perugia?), più noto come Braccio da Montone, temutissimo capitano di ventura che come scrisse Alessandro Manzoni  « … che per tutto ancora / Con maraviglia e con terror si noma ».
Montone Piazza Braccio Forebraccio
Montone Piazza Forebraccio Foto 5
Oggi, passeggiare per le curate strade di pietra del borgo antico, ispira solo pace, tranquillità e relax e il nome del condottiero che con le sue imprese fu quasi sul punto di riunificare l’Italia centrale agli inizi del quattrocento, è stato dato alla deliziosa piazza principale del paese, una bomboniera dalla quale partono e confluiscono tutte le viuzze, raccolta tra il palazzo comunale, l’ufficio postale, la farmacia, il bar e il ristorante… sembra un perfetto set cinematografico tanto è vero e vivo. Questo è tra l’altro lo scenario delle iniziative culturali, delle rievocazioni sacre e folcloristiche che tutto l’anno richiamano visitatori. Tra le tante, citiamo la rievocazione della “Donazione della Santa Spina”, la Rassegna dei Mastri Fabbri Forgiatori, la Rassegna delle Bande Musicali, la Festa del Bosco e l’Umbria Film Festival.
Indispensabile una visita alla Chiesa di San Francesco risalente al 1300 e all’annesso Complesso Museale oltre che alla Collegiata attigua al Convento di S. Agnese. Se avete un po’ più tempo fate un salto alla Pinacoteca Comunale e al Museo Etnografico “Il Tamburo Parlante”.
Montone alta umbria
Montone alta valle del tevere
Montone pinacoteca
Andare in giro per i borghi medievali fa venire appetito cosa buona e giusta, perché l’Alta Valle del Tevere è ricca di tradizioni culinarie e di interessanti proposte gastronomiche come quelle che ci aspettano varcata la soglia dell’Antica Osteria, ristorante di Montone sito nella già citata Piazza Fortebraccio, proprio tra il Municipio e l’ufficio postale.
Locale molto accogliente arredato con ricercata semplicità ci propone i sapori genuini dei salumi e dei formaggi caserecci, serviti con la ‘torta bianca’ cotta sul “panaro”, poi deliziosi gnocchetti fatti in casa impreziositi dal tartufo, re della tavola.
l'antica osteria di montone
Se la trovate, qui in zona ci sarebbe da assaggiare l’imbrecciata (detta anche ambrecciata): una zuppa di legumi e cereali, orzo, farro, mais, talvolta uniti a castagne arrosto. Servita caldissima con crostini di pane e un cucchiaio di olio, è un gustosissimo toccasana.
Sulla strada per Umbertide, nostra prossima tappa, ci viene voglia di verificare di persona quanto sono belle le Cantine Blasi.
Percorrendo la breve strada bianca che porta alla casa patronale, lo sguardo è rapito  dai vigneti curati come giardini e dai filari allineati armoniosi e geometrici (20 ettari di superficie vitata). Elisa ci aspetta per accompagnarci nella visita alla cantina costruita nel 1742 e ci racconta che una ventina d’anni fa, la famiglia Blasi, consapevole delle indiscusse potenzialità di questo territorio, acquistò l’antica tenuta dei Conti Bertanzi con la dimora storica  e la sottostate cantina, sottoposta col tempo ad una ristrutturazione conservativa. Entriamo quasi in punta di piedi e ci addentriamo in silenzio per i meandri di questi locali senza disturbare il vino che, durante il lungo percorso di affinamento, riposa nelle decine di botti e barriques di rovere francese. Se passate di qui, unitevi alle frequenti degustazioni abbinate alla visita dei locali settecenteschi (tutti i particolari sul sito aziendale). Quando saluto la gioviale Elisa ancora non so che la sera a cena assaggerò i vini delle Cantine Blasi che vi assicuro, rimarranno molto a lungo nella mia memoria.
Cantine Blasi botti
Cantine Blasi bottiglie
Cantine Blasi
Ad Umbertide l’appuntamento è con Paolo Leonardi, il giovane assessore alla cultura. A prima vista la piccola città mi appare come un’altra bellezza medievale perfettamente conservata con la peculiarità di essere una città d’acqua, attraversata com’è dal Tevere e dal torrente Reggia. Il suo simbolo indiscusso è la possente fortezza medievale, la Rocca tre-quattrocentesca oggi adibita a Centro di Esposizioni d’Arte Contemporanea. Trattasi di un caratteristico massiccio baluardo quadrangolare rinforzato dai due torrioni circolari sui quali si innalza la torre quadrata (31 metri). Di fronte alla Rocca c’è la Collegiata di S. Maria della Reggia un altro importante monumento cittadino imprigionato dal traffico provvidenzialmente tenuto fuori dal centro storico dentro le mura, dove si passeggia assaporando “la polvere del mondo”.
Città d’acqua, si diceva, infatti è quasi l’ora del tramonto e procediamo lungo la passeggiata attrezzata sulla sponda del Torrente Reggia, proprio sotto la rocca, fino ad arrivare al lungotevere preannunciato dal ponte ferroviario in ferro della Ferrovia Centrale Umbra. Momentaneamente la circolazione dei treni su questo tratto della linea è sospesa e così si può camminare sul ponte fino al centro del bacino fluviale come gli hobos delle canzoni di Woddy Gatri. Poco più avanti, da non perdere, c’è la Chiesa di San Francesco di origine trecentesca, perfetto esempio di stile gotico.
Umbertide castello
Umbertide Umbertide panorama
L’assessore ha ancora tempo per accompagnarci alla vicina Abbazia di Montecorona, un luogo dello spirito, del misticismo e della religiosità. Entriamo nella cripta di epoca tardo romanica, un locale seminterrato dove cinque navate confluiscono in tre absidi. In un primo momento non ci fai caso, e poi apprendi con stupore che le volte a crociera sono sorrette da colonne tutte diverse l’una dall’altra. Infatti queste e i capitelli risalgono addirittura alle epoche romana e altomedievale, e sono il frutto di un sapiente “riuso” del XII secolo.
Abbazia di Montecorona
Abbazia di Montecorona interno
Che cosa puoi ancora aspettarti da una giornata come questa? Certo non pensi che stai per raggiungere l’Agriturismo Maridiana Alpaca dove alpaca sta per gli animali andini che lì vengono amorevolmente allevati per la loro preziosa fibra… ma procediamo con ordine.
L’Agriturismo Maridiana, conta due casali con ampi spazi di soggiorno e camere con bagno, arredati con i mobili della famiglia. Ogni casale può ospitare dalle 4 alle 6 persone per affitti preferibilmente settimanali. Gianni Berna e consorte, lo hanno arredato con gusto e grande stile e così io programmo già di tornare nella bella stagione per godere di questo luogo elegante e raffinato affacciato sulla valle del Niccone. Ma Maridiana è anche un’azienda agricola di 28 ettari, l’unica azienda in Italia che alleva, al pascolo libero, alpaca, capre mohair e pecore selezionate al fine di produrre e lavorare fibre pregiate. Tutto qui? Ma neanche per sogno, le “cose da fare” organizzate all’Agriturismo Maridiana sono innumerevoli. Oltre alle attività per i bambini, i trekking e le passeggiate, a piedi, in bici e a cavallo, le settimane dedicate al gusto, segnaliamo le frequenti full immersion nel mondo del tessile naturale con corsi di base di filatura, di tintura naturale con erbe e di feltro.
Alpaca Alpaca Foto 19
Alpaca Foto 20
Alpaca Foto 22
Per cena c’è una grande sorpresa. Alcuni produttori locali ci hanno organizzato una “cena di dispensa” al già citato Centro delle Tradizioni Popolari di Garavelle. Immaginate un grandioso museo della civiltà contadina che conserva al suo interno più di 3.000 oggetti utilizzati tra il 1900 e il 1950. Ricavato in un’antica casa colonica nel complesso della Villa Cappelletti, è dotato anche di un essiccatoio per il tabacco e di un capanno con gli attrezzi e le macchine agricole dell’epoca che fu.
Ora, a queste latitudini, per cena di dispensa intendono una mensa “parca”, una pasto “veloce” arrangiato solo con quello che c’è nella madia ed io sono pronto a fare di necessità virtù, ma quando arrivo al primo piano della grande casa colonica non credo ai miei occhi: immerso in un arredamento dei primi del ‘900 con suppellettili originali, vedo il focolare acceso e la brace sulla quale arrostiscono carni varie.
C’è uno che tiene banco, è Tommaso Bigi, che racconta e affetta lonza di capocollo e gli altri salumi gentilmente offerti dall’Azienda Agricola di Carlo Chiodi. Affetta e racconta l’anima contadina di questo luogo, di giorno aperto a tutti i visitatori e qualche notte luogo privilegiato di prelibati convivi per ospiti illustri. Gianni Berna dell’Agriturismo Maridiana ci presenta Francesco Bruni dell’omonimo Frantoio, Giordano Castagnoli, delegato AICOO, e poi Isabella Tosti dell’Agriturismo Casa San Martino che sta arrostendo gli hamburger di chianina portati da Cesare Lucaccioni nonché Gilberto Bucci – Artigiano Artistico e appassionato storico…
L’atmosfera conviviale tipica dell’Alta Umbria non si può descrivere, bisogna provarla!
(continua)
cena umbra
capocollo umbro
grigliata umbra

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