Visitare l’Alta Valle del Tevere – a world of pure imagination

… Continua da qui il racconto dei due giorni trascorsi da Paolo Merlini nell’Alta Valle del Tevere…

La colazione all’Hotel Park GE.Al è sempre una cosa seria.

Oltre a tanti di dolci fatti in casa, siccome siamo sotto Pasqua, qui si va di tradizionale pizza al formaggio con prosciutto crudo e con questo pieno di energie, visitare Città di Castello, sarà un gioco da ragazzi.

Colazione all Hotel Park GE.Al

Colazione in alta valle del tevere

Colazione salata

Conoscere una città, significa per un buon 80% conoscere il suo passato” e così, appena dentro le mura, troviamo ad attenderci il cantore di Città di Castello, Dino Marinelli, grande affabulatore che staresti ad ascoltare per lunghe ore mentre ti accompagna alla scoperta del centro storico.

La Cattedrale dedicata ai protettori della città Florido e Amanzio e all’adiacente Museo del Duomo, ma anche al Palazzo del Comune con la Torre Civica che fa da “contraltare” al Campanile Rotondo, solenne opera romanico-bizantina del XI secolo.

La chiesa di S. Maria Maggiore e poi la Pinacoteca Comunale allestita nel rinascimentale palazzo Vitelli alla Cannoniera “nobile esempio di dimora principesca della prima metà del XVI secolo”. Ma ogni sabato mattina, nella centrale piazza Giacomo Matteotti, c’è il mercato, un colorato mercato ambulante dove, dopo aver vagato senza meta nelle curate viuzze del centro, ci immergiamo con allegria.

Pinacoteca di Città di Castello

Città di Castello

Città di castello alta valle del tevere

Città di Castello alta umbria

L’Alta Valle del Tevere è terra di tartufi. Potevamo lasciare questo spicchio d’Umbria senza assaggiare il prezioso tubero? Certo che no.

Visit Alta Umbria ha organizzato per noi una degustazione presso Il Salotto del Tartufo by Penna Tartufi.

Si tratta di un elegante ristorante gourmet sopra un altrettanto elegante un punto vendita, un’idea geniale dell’azienda la Penna Tartufi che da molti anni si è specializzata nel commercio di tartufi, funghi e prodotti enogastronomici tipici di qualità. Sono felice di essere arrivato qui e annoto subito un’affermazione del gastronomo francese Brillant Savarin, letta su una parete del ristorante: i tartufi rendono le donne più tenere e gli uomini più intraprendenti.

Di solito aprono solo dalle 18.00 in poi, ma oggi hanno organizzato per noi una degustazione molto particolare: crepes a fagottino ripiena di crema di porcini con tartufo, flan di broccoli con cuore caldo di panna parmigiano, tartufo bianco e lamellare di tartufo bianchetto, bruschettina pomodoro e tartufo a fette, piadina fatta con farina con tartufo. Quindi salame con tartufo, bresaola con formaggio e glassa di aceto balsamico e tartufo, formaggio pecorino stagionato abbinato al tortino al formaggio. Imperdibili gli gnocchetti di patate con panna, parmigiano, tartufo bianco, speck e lamellare di tartufo bianchetto fresco…

Tartufi alta valle del tevere

Tartufi alta umbria

Tartufi penna tartufi

Siccome “l’uomo è ciò che mangia“, come sosteneva il Feuerbach, andiamo a visitare nelle campagne intorno a Città di Castello, l’Azienda Agricola Biologica Il Lombrico Felice. Luca Stalteri ci viene incontro con un sorriso travolgente e ci racconta: – Non usiamo prodotti chimici, ma adoperiamo solo tecniche ecocompatibili. I nostri prodotti sono nutrienti, sani e soprattutto gustosi –. Il posto è magnifico ed io non voglio più andare via. Chiedo a Luca se posso restare a dargli una mano, anche fosse come uomo di fatica… No, vabbè, scherzavo: – Lavorare stanca. –

azienda agricola biologica lombrico

Lombrico alta valle del tevere

ortaggi alta valle del tevere

Meglio una visita agli Ex Seccatoi del Tabacco, il grande complesso industriale dove sono raccolte, così come nel Palazzo Albizzini in centro a Città di Castello, le opere di Alberto Burri. Stiamo parlando di un edificio composto da 9 capannoni suddivisi in 11 sale, per una superficie di 1.250 metri quadrati per un’altezza media di 15 metri. La guida che ci accompagna, ci racconta che l’esterno della struttura è completamente dipinta di nero come volle Burri e che questo aumenta il contrasto con le tre monumentali sculture poste all’esterno: Grande Ferro K, Grande Ferro Sestante e Grande Ferro U. Negli spazi espositivi si ammirano tra l’altro i grandi cicli pittorici “insiemi di opere inscindibili a struttura polifonica pensati per spazi specifici che in seguito hanno trovato la sistemazione ideale in questi ambienti”. Se verrete qui, e una visita è fortemente consigliata, non mancate di farvi accompagnare da una guida mettendo a monte almeno due ore.

mostra alberto burri

Alberto Burri Città di Castello

Burri opere

burri

Ma in Alta Valle del Tevere il meglio deve ancora venire. Infatti il nostro tour si conclude a Citerna anch’essa annoverata tra i borghi più belli d’Italia e ricordata spesso come il “paese della Madonna di Donatello”. Infatti, si arriva fino a qui attratti dalla famosa scultura in terracotta policroma da poco restaurata e tornata al suo antico splendore. È visitabile nella Chiesa di San Francesco vicino al palazzo comunale. Ma poi, camminando per le vie di questo suggestivo borgo medievale, ti accorgi che al di là del bastione occidentale e del torrione rotondo, si apre una piazza che si affaccia come una terrazza sulla valle del Tevere, qui molto ampia, tutta pianeggiate e ottimamente coltivata. Il sole tramonta senza fare rumore, nuvoloni neri si addensano all’orizzonte ed io resto qui a prendere appunti su queste giornate indimenticabili a spasso per l’alta Umbria.

Citerna

Citerna veduta serale

Citerna by night

 

 

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