33 trentini e 1 mantovana in giro per Trento

“33 trentini entrarono a Trento tutti e 33 trotterellando… ma è successo di più, al seguito avevano una mantovana che si è innamorata di questo bijou di città.”
Scherzi a parte, confesso il mio peccato: non avevo mai visitato Trento, nonostante la media vicinanza con Mantova (2 ore) e ora capisco cosa mi sono persa.

E’ una città a misura di tutti, soprattutto per chi come me si muove su “4ruote”: l’arredo urbano è a misura di disabile al 100%, sia per chi è accompagnato o chi si muove in autonomia.
Appena arrivati nel centro di Trento, la città è piccola e si gira bene in poco tempo, si viene colpiti dalle bellezze architettoniche: ovviamente siamo entrati nel duomo o Cattedrale Di San Virgilio. In stile gotico, con alti archi di pietra grigia, è piena di piccole nicchie e gioiellini qua e la da rifarsi la vista! Sull’Altare ha anche un grosso baldacchino che ricorda un po’ quello della Basilica di San Pietro a Città del Vaticano a Roma! Subito dietro, c’è piazza Duomo dove si affaccia una fiancata della Cattedrale di San Virgilio e dove c’è la stupenda Torre Civica. Pulitissima, con un grande orologio azzurro come il cielo. Attaccato alla Torre, troverete il Palazzo Pretorio che ha una cima piena di merli tutti perfetti e uguali. Sotto c’è la Fontana Del Nettuno, considerata una delle fontane più belle d’Italia: bella e imponente, si staglia fiera sulla piazza con la sua presenza. Dietro ci sono le Case Cazuffi-Rella, affrescate meravigliosamente che donano colore alla piazza.

Trento non puoi non amarla: il fiore all’occhiello delI Trentino, una terra magica e ospitale capace di mettere a proprio agio le persone provenienti da tutto il mondo. Quando arrivi qui t’innamori subito dei suoi cieli tersi, dell’aria frizzante, delle infinite pinete e dei masi dal tetto in legno e dai balconi intarsiati che d’estate sfoggiano cascate di gerani. Nei paesi la vita sembra scorrere più lieve e la contagiosa quiete fa venir voglia di rilassarsi e di godersi le cose belle della vita. In primo luogo le montagne che vivacizzano l’orizzonte con i loro bizzarri profili, poi i piatti prelibati della tradizione trentina come lo strudel e i canederli, i boschi che invitano a una passeggiata o a una corsa in mountain bike e gli immancabili castelli.

I castelli, purtroppo sono stati per me, l’unica vera delusione. Il Castello del Buonconsiglio è completamente impraticabile per i portatori di handicap, un vero peccato come una città così all’avanguardia si perda occasioni di promozione per tutte le tipologie di turisti.
trentotrentocastellopiazzaPepitosa

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