A Palermo con Francesco: Viaggiare la Mia Città

Oggi Trippando ospita Francesco Mapelli, laureato in comunicazione, esperto di informatica e programmazione e apassionato di viaggi. L’attaccamento viscerale alla propria terra, ha portato Francesco a rimanere in Sicilia, dove si è creato l’attività di web marketing legato alle vacanze in Sicilia. Buona lettura!

La tendenza all’avventura, al viaggio, alla scoperta, credo che in parte sia una cosa innata. Fin dall’adolescenza, ogni volta che riuscivo a mettere qualche soldino da parte mi preoccupavo di scegliere la meta da visitare, in base al gusto del momento, all’estemporaneità, e soprattutto alla disponibilità economica!

Eppure ho sempre colpevolmente sottostimato il potenziale della mia città, di Palermo, che ho imparato a conoscere soltanto di recente.

Troppo spesso l’esterofilia ci porta a sottovalutare il territorio che quotidianamente viviamo, ingiustamente pensando che l’erba del vicino sia sempre più verde e che l’estero sia per partito preso più affascinante e misterioso.

Così mi sono preso la briga di “travestirmi” da turista nella mia stessa città, cercando di guardare con occhio estraneo e curioso le stesse strade che percorrevo quotidianamente, le stesse meraviglie che fino ad allora mi sembravano come celate dietro un sipario.

Si, sono Palermitano e proprio Palermo è la mia meta preferita. Ed ora mi sembra di poter scoprire sempre nuove storie, nuove tradizioni che si celano dietro i vicoli, le chiese e i palazzi del centro storico, che ho scoperto essere il più grande d’Europa. Ho imparato ad individuare nella maestosa Cattedrale di Palermo l’alternarsi dei dominatori che si contendevano questa fantastica perla del Mediterraneo.

Percorrendo il “Cassaro”, l’odierno corso Vittorio Emanuele, ho scoperto le vicende di Carlo V contro i Mori, rappresentati dai telamoni che fiancheggiano Porta Nuova, e ancor prima i paradossi che hanno suggerito alla classe clericale dell’XI secolo di chiamare i mercenari normanni per cristianizzare l’isola e scacciare i musulmani, che avevano reso nel frattempo Palermo la più importante città dell’Islam in Europa con più di 300 moschee.

Oggi mi spiego il significato delle cupole rosse nelle chiese che fanno capolino dalla rigogliosa vegetazione siculo-moresca: sono poggiate su torri quadrangolari, a voler rappresentare la volta celeste sui 4 elementi della terra.

Tutto acquista un sapore nuovo, un fascino immortale, come se le strade percorse migliaia di volte si trasformassero magicamente in percorsi del tutto nuovi, traiettorie che attraversano millenni di storia e che si offrono in tutta la loro ricchezza.

E che dire della gastronomia? Quante storie si nascondono dietro cibi i cui profumi accompagnano le passeggiate quotidiane dei palermitani! Addentare un “pane con la milza” ci porta indietro di più di 5 secoli, e ci racconta di quanto Palermo nel XV secolo fosse una città più tollerante e multietnica di quanto lo sono oggi molte città europee. Nel mercato del “Ballarò” avevano luogo contemporaneamente la macellazione della carne secondo il metodo musulmano ed ebraico, e i cristiani raccattavano i resti meno nobili delle carni per condire le proprie focacce di pane azzimo.

Ecco perché il connubio agriturismo Sicilia è tanto gettonato, con strutture che nascono su antiche riserve di caccia imperiali, che una volta sfamavano e dilettavano i re e i loro ospiti, oggi ci regalano scenari che forse, dovremmo imparare ad apprezzare e vivere sotto una luce più appassionata.

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2 thoughts on “A Palermo con Francesco: Viaggiare la Mia Città”

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