Abecedario del piccolo viaggiatore

A domanda rispondo, e quindi eccovi il mio ABC dei viaggi. Ovviamente a modo mio…

A = Amore. Sorgente di vita, vita stessa. Senza l’Amore non si fa nulla, non si è nulla, non si vede nulla. E quando si parte, si visita, si osserva, è il sentimento che balena subito: quello per le architetture, per il paesaggio, per il clima, per la socievolezza della gente, per i cibi mangiati.

B = Bivaccare. Perchè il viaggio non è solo alberghi, residence, resort… Il vero viaggio è quello che la nostra mente disegna e persegue, per cui un luogo riparato, un androne di una casa, una scaletta esterna, ma anche un prato su cui piantare una tenda o la propria auto sono strumenti che a volta rendono un semplice viaggio di lavoro od un fine settimana un’avventura irripetibile…

C = Condividere. A che serve viaggiare, conoscere, imparare, vivere delle emozioni se non si condividono? Certo, non come si faceva una volta colle diapositive (interminabili…) del viaggio in Guatemala o di quello di nozze. Condividere è rendere partecipi della gioia e di ciò che si è appreso cogli altri, anche perchè sennò alla fine… a che serve?

D = Disegnare. Anche se non si è Giotto, a volte fermare un’emozione con una matita od una penna sulla carta  è molto più sublimante che realizzare una bella fotografia, perchè si esprime attraverso un mezzo personale il proprio punto di vista, che è differente giorno dopo giorno della nostra esistenza. Col tempo, rivedere o rileggere le impressioni scaturiteci osservando un panorama od un edificio tramite il tratto dolce od aggressivo del disegno dal vero ci rimanda ad umori ed esperienze vissute eppure lontane.

E = Essenziale. Mi è capitato (anzi è la regola…) di dimenticare qualcosa prima di partire: ho imparato che a volte è anche una fortuna non disporre di tutto ciò che si ha a casa propria perchè stimola lo spirito di adattamento e fa crescere quel senso di avventura che ormai coi pacchetti all inclusive sembra ormai svanire (a meno che non si ha come capitano di crociera il signor Schettino…). E limito il bagaglio al minimo possibile, che vuol dire intimo, magliette e scarpe (comode!!!) e nesessaire per l’igiene personale. Anche perchè vi dovesse capitare che vi consegnano il bagaglio il giorno prima della partenza dal luogo di vacanza…

F = Francesco d’Assisi. Il poverello d’Assisi è il modello di essere umano a cui tutti dovrebbero avvicinarsi. Lo dico da non cristiano. La sua semplicità e l’Amore per il creato lo fanno il perfetto esempio di uomo in simbiosi con il luogo in cui è. Senza poi parlare della sua filosofia di vita e dei suoi capisaldi: umiltà, povertà, rispetto, benevolenza, allegrezza, spirito di sacrificio. Portare con sè sempre una parte dell’aura del piccolo uomo che ha fatto grande il nostro paese e ricordarselo ogni tanto, oltre ad inorgoglire, fa si che ci si comporti meglio col prossimo, cioè con noi stessi…

G=Guardare. L’essere umano del XXI secolo pensa di aver visto e conosciuto tutto. Mai affermazione fu più stolta e senza fondamento. Avrete visto milioni di volte e da tutte le angolazioni la Tour Eiffel, il Colosseo o la Porta di Brandeburgo: ma mai nel modo col quale i vostri occhi, terminale nervoso direttamente collegato al cervello, potranno percepirli. Il caleidoscopio di informazioni sensitive che il vostro occhio riesce a fornire non è minimamente paragonabile ad una foto scattata colla migliore delle Nikon o col miglior video girato dal più ineffabile dei registi: perchè oltre all’immagine, ci fornisce sfumature, suoni, sapori, odori, sentimenti, che difficilmente una macchina può restituire. Perciò guardate, guardate, guardate…

H = Halyna. Mia moglie è la mia vita, e non posso pensare più a nessuna cosa senza pensare anche a lei. Paradossalmente però il giorno dopo il nostro matrimonio son dovuto partire da solo per la Polonia per un viaggio precedentemente programmato: ogni istante del breve ma intenso viaggio polacco correva a lei. Questo per dire che non è obbligatorio viaggiare insieme, anche se si potesse sarebbe meraviglioso: perchè lei si è innamorata di me per quello che ero prima che ci conoscessimo, e lo stesso vale per me, e sarebbe stupido cercare di cambiare per soddisfare un esigenza egoistica modificando però così il modo d’essere, l’essenza stessa della persona Amata. Per cui viaggiate in coppia, in famiglia, in compagnia, ma mai per costrizione, ma solo se lo sentite/progettate/pensate insieme.

I = Immaginazione. Un viaggio è prima di tutto un’attitudine: da Leopardi a Salgari, i migliori narratori a volte i propri Trip se li facevano nel loro bell’immaginario, e ci hanno ragalato pagine memorabili  piene di immagini fantastiche. Per cui buon esercizio è entrare, anche solo con il nostro spirito, nelle cose che visitiamo, trasferirci in epoche diverse per rivivere le gesta di chi ha vissuto quelle terre e ricostruire un’ambientazione che esalti la meraviglia che stiamo vivendo…

L = Leggere. Mai informarsi troppo sul luogo che si va a visitare, perchè potrebbe poi risultare già visto: lasciate che lo stupore vi pervada. Leggere invece un racconto, una storia, un autore che trasudi il luogo che visiterete vi aiuterà a cercare un particolare che tanto vi affascina. E poi un buon libro, da cominciare, cominciato o già letto e da riscoprire od approfondire, in vacanza è un buon viatico per il raggiungimento della felicità (od al massimo del sonno prima di addormentarci…).

M = Meraviglia. Siate sempre bambini nell’atteggiamento di approccio alle cose, non abbiate paura di alzare lo sguardo e di rimanere a bocca aperta: avrete al contrario alimentato l’anima e starete accrescendo la consapevolezza di quanto sia meraviglioso vivere, e di quanto allo stesso modo sia meravigliosa la terra su cui viviamo. Cercate di non trasparire mai scontatezza, perchè nulla è tale: anche una fredda obliteratrice di una stazione ferroviaria potrà darvi delle emozioni!!!

N = Nuvole. Non ci posso far nulla, è la prima cosa che osservo in un posto nuovo. Non ho mai capito da dove derivi il mio fascino per queste figure in divenire che rimandano a fantasie recondite… Il mio primo (e mai realizzato per paura di svelarlo e di farne finire la magia…) progetto fotografico/artistico era ed è ancor adesso imperniato su queste leggere ed incantevoli figure che ci deliziano della loro bellezza e multiforme capacità di essere contornanti, oscuranti, dipingenti o minacciose.
E poi meglio saperle osservare per sapere cosa indossare in caso si esca leggeri…

O = Occhi. No, non è un doppione della G. Perchè la cosa che dovete guardare per prima in un luogo nuovo sono gli occhi della gente. Se ne vorrete cogliere l’anima e poi raccontarla ai vostri amici, ai vostri figli, ai lettori, dovete cercare la loro realtà, le loro verità nei loro occhi. Perchè sono lo specchio dell’anima che li contiene, e di solito non mentono. Potrete vedere mondi inesplorati e difficilmente raggiungibili anche solo rimirando l’iride di chi vi offre da mangiare, od il biglietto del museo o la chiave della camera. Ed osservandoli potrete comunicare più facilmente con loro, perchè non c’è miglior modo di comunicare con il forestiero che farlo collo sguardo.

P = Parlare. Collegata alla precedente lettera, Parlare non sta solo ad intendere che dovete sapere tutte le lingue del mondo… Si può parlare col corpo, coi gesti, coi sorrisi, anche se un pò d’inglese non guasta. Ma c’è anche l’altro rovescio della medaglia: perchè mai come in questa occasione l’essere umano deve centellinare le parole per essere come una spugna per assorbire le emozioni che il viaggio gli sta fornendo. Per cui, se proprio dovete, solo all’occorrenza; altrimenti ascoltate, in silenzio…

Q = Quiete. No, non pensate subito che io sia una pizza d’uomo che ricerca pace e solitudine… La quiete è quella interiore, e la si può trovare anche ascoltando un concerto di Lady Gaga o dei Police, ballando al Pacha di ibiza o nel traffico caotico di New York: perchè la quiete è quella condizione che cerchiamo e che associata alla tranquilità è lo scopo delle nostre vacanze.

R = Ricordare. Per poter in futuro ricordare una vacanza, bisogna viverla appieno. E per avere dei flashback che ce la facciano visualizzare, allora tutto è valido: souvenir, emozioni, tatuaggi (!?!), appunti, disegni, fotografie… Anche se, tanto per sconfessare la ormai mitica Kodak, per ricordarsi di ricordare non occorre una macchina fotografica e quindi una fotografia, ma bisogna, per dirla colle parole del sommo maestro Ansel Adams, scattare una foto colla più sensazionale macchina esistente al mondo: la nostra vista. Perchè la foto più bella è quella che rimane impressa indelebile nei nostri occhi e nel miglior archivio esistente, la nostra anima.

S = Scrivere. Con il leggere, il parlare ed il disegnare, è la forma più antica conosciuta usata per narrare ciò che si è vissuto. Non c’è miglior modo per capire se una vacanza, un viaggio, un’esperienza ci è piaciuta se non quella di poterne rileggere le emozioni scaturiteci in uno scritto, sia esso in prosa che in versi. Perchè scrivendo di qualcosa l’uomo rivive quei momenti, o li vive per la prima volta immaginandoseli proprio come vorrebbe. E per chi si prefissa di raccontare un viaggio, saper scrivere credo sia il miglior viatico per avere più lettori possibile. E si impara a scrivere scrivendo. E leggendo. Ed ascoltando. E parlando. E scrivendo ancora…

T = Trippando. Non è per piaceria, o per aggraziarmi la titolare del mondo virtuale che mi ospita, bontà sua, da qualche mese. Ma per ringraziarla della possibilità che mi offre di poter mettere in pratica attraverso uno strumento efficace e penetrante quale il World Wide Web gli insegnamenti impartitimi dai miei fari, da Socrate ad Agostino a Francesco, perchè sapere per sè è come non saper nulla, e poter divulgare ciò che si sa dà una motivazione alla sete di conoscenza che altrimenti sarebbe effimera e fine a se stessa. Per cui grazie di esistere, Trippando…

U = Unico. Ogni viaggio, ogni incontro, ogni istante della nostra vita è unico ed irripetibile. Il nostro compito è quello di cercare di trasmetterlo al prossimo, cercando di condividere e di rendere partecipi chi ci sta accanto o chi ci legge. E non deve sorprendere se un luogo che a noi ha meravigliato ad altri possa essere piaciuto a metà: è proprio in questo caso che si capisce quanto possano essere diversi i punti di vista degli esseri umani, legati allo stato d’animo, al grado di cultura, all’estrazione sociale ed al luogo di provenienza.

V = Verità. Qual’è il significato di questa apparentemente facile parola? Sui vocabolari troviamo che la sua definizione è rispondenza al vero, alla realtà. Quindi quando osserviamo un luogo e la sua realtà, dobbiamo fare lo sforzo di osservarlo con occhi quanto più obiettivi, ed anche se è praticamente impossibile trovare la via dell’imparzialità, se proprio si deve propendere per una delle tante verità disponibili, cerchiamo di essere quanto più in linea con chi vive il luogo visitato, e non dare giudizi affrettati creati dal preconcetto della propria condizione di partenza.

Z = Zagare. Perchè il primo viaggio, che io ricordi, è quello che feci colla mia immaginazione annusando i fiori d’arancio e di limone, quelle zagare che adornano le primavere della natìa Puglia e la Sicilia orientale. Perchè quando da piccolo si usciva a fare le prime “scampagnate”, il ricordo principale era appunto il profumo di questi fiori che intensissimo pervadeva l’aria e che si diffondeva in modo talmente inebriante da farmi promettere dedizione eterna ai frutti di quegli alberi così magici, quelle arance e sopratutto quei limoni che avrei poi utilizzato per alleviare i malanni respiratori che mi tediarono ma che, grazie a loro, divenivano motivo di ricordo di questa fragranza eterna ed infinita.

Ora, per non fare la fine di Pinocchio e vedermi crescere le orecchie nel Paese dei Balocchi, mi tocca invitare 5 blogger a partecipare a questa seduta sul lettino della signora Trippando: ovvio che raccoglierete la sfida, che per noi raccontatori è pane quotidiano scrivere di ciò che viviamo, per cui…

Simonetta di www.sullestradedelmondo.blogspot.com

Elisa di www.miprendoemiportovia.wordpress.com

Francesca di www.traveldifferent.it

Nicola di www.viaggiatorilowcost.it

Andrea di www.vologratis.org

Sono proprio curioso di vedere/leggere come cosa e perchè…

Pace e bene…

Related posts

9 thoughts on “Abecedario del piccolo viaggiatore”

  1. Credo che tu abbia fatto una, più che argomentata, descrizione..di come vivi il viaggio .
    credo che se l’alfabeto avesse compreso più lettere…avresti dato ulteriori possibilità.
    Mi piace perchè, descritto cosi non è il vademecum del piccolo viaggiatore…..
    Ma di un grande uomo che sa come dirigere il viaggio più importante ,quello della vita.bravo condividio perchè c’è passione ,speranza, fantasia, poesia enfasi e impegno….e tanto tanto stupore…..

    1. Uno dei luoghi che più ho Amato rivedere dopo la prima volta, è Lisbona.
      Lì Bernardo Soares/Fernando Pessoa (ed ho i brividi solo a pensarlo…) mi ha insegnato ad abbassare lo sguardo e, arrossendo, a dire una semplice, piccola, ma meravigliosa parola:
      OBRIGADO…

  2. Articolo interessante, ma la lettera L non mi convince. Credo che arrivare in un posto preparati sia il miglior modo per intraprendere un viaggio, altrimenti si arriva alla tanto desiderata meta un po’ spaesati senza sapere dove incominciare.

    1. Ogni essere umano interpreta la vita e le sue manifestazioni a proprio modo.
      Ed è giusto e bello che sia così.
      Questo è solo umilmente il mio punto di vista, non il verbo…
      Grazie per il commento.
      Pace e bene…

  3. andreainthailandia

    … mi intrometto nella conversazione per campanilismo con la premessa che leggere TripGiando è sempre piacevole refrigerio dello spirito (che detto da uno che vive ai tropici vuol dir molto)…Francesco d’Assisi, bellisime le considerazioni fatte, aggiungo solo che oltre che essere stato il modello d’uomo a cui tutti dovremmo avvicinarci è stato anche un gran viaggiatore… ne fece di strada e non solo verso il Paradiso…

    1. Grazie Andrea.
      E’ vero, il poverello d’Assisi camminò tanto tanto tanto e tanto ancora, ma vorrei presentarti e lo faccio a tutti i lettori, un uomo gigantesco che, in quanto un pò scomodo forse, non ha avuto la giusta valorizzazione che meritava: Giordano da Giano, confratello coetaneo di Francesco, che portò per il di lui gran capo il francescanesimo in Germania dal 1221 al 1262, fino alla morte a Magdeburgo (purtroppo, in quanto rasa al suolo con tutto il suo convento e quel poco che era rimasto su di lui…)
      Approfondiscilo leggendoti/vi la sua CRONACA che trovi anche qui
      http://www.classicitaliani.it/francesco/Giordano_Giano_Cronaca.htm
      Pace e bene…

  4. […] Abecedario del piccolo viaggiatore di Ernesto De Matteis […]

  5. […] Dato che la posta in palio è così alta, bando alle ciance: the winner is: Ernesto De Matteis. Proprio lui, il primo co-blogger di Trippando è stato quello che ha più condiviso e più dato seguito al suo “ABC del piccolo viaggiatore“, che vi invito a leggere, o rileggere, cliccando qui. […]

Leave a Comment

undici + quattordici =

Fai l\'operazione indicata *