Appignano, i cocci e le vigne: un viaggio nelle Marche da scoprire

DSCF8840

Quando a metà ottobre Silvia ci ha spedito nelle Marche per dare supporto a Leguminaria, la manifestazione di Appignano che nel mese di ottobre celebra la cucina povera a base di legumi locali, con Francesco non sapevamo bene cosa aspettarci. Conosciamo poco le Marche, tanto meno i piccoli centri urbani e quindi prima di partire mi ero documentata abbastanza da sapere che Appignano era famoso già da secoli per essere la patria dei coccià, ovvero dei ceramisti specializzati nella produzione di stoviglie da cucina e brocche. A partire dalla seconda metà del  XVI° secolo, Appignano divenne la fucina di tanti piccoli artigiani “a conduzione familiare”, che spesso lavoravano sulla soglia di casa lungo la via dei vasai, ora Via di Borgo Santacroce, mettendo ad asciugare i manufatti sulla strada al calore del sole, prima di cuocerli nei forni.

DSCF8837

Ad Appignano c’erano tanti “coccià” e la tradizione è ancora rimasta viva, sebbene la produzione sia ora indirizzata verso la ceramica artistica, che reinterpreta e rinnova la tradizione. Tutt’oggi nel paese opera la Scuola di Ceramica Maestri Vasai Appignanesi – MAV, aperta al pubblico, che organizza corsi di formazione e di approfondimento di tecniche specifiche, molto frequentata da appassionati ed hobbysti.

IMG_0816

Non ci siamo quindi sorpresi più di tanto quando  durante la cena tradizionale, a base di fagioli, ceci e lenticchie, le pietanze ci sono state servite nei caratteristici contenitori di terracotta gialli e verdi, prodotti appositamente per l’occasione. Ci siamo invece guardati decisamente perplessi quando abbiamo visto che, senza alcun imbarazzo, i commensali seduti con noi al tavolo condiviso incartavano le stoviglie in cui avevano mangiato e… le portavano via! E’ infatti tradizione che nel costo della cena (quest’anno era di 18.00 euro a testa ed il menù comprendeva lenticchie con salsicce, ceci lessi conditi con olio e rosmarino e fagioli con le cotiche, accompagnati da pane e buon vino rosso del piceno – elemento indispensabile per accompagnare una cena così “robusta”!) siano inclusi una ciotola ed un bicchiere, ovviamente in ceramica appignanese! Una sorta di souvenir di Leguminaria, unico ed esclusivo!

IMG_0725

Leguminaria è un momento importante per la comunità appignanese, un evento a cui partecipa tutta la cittadinanza, ciascuno con le proprie capacità: il centro storico si trasforma con l’apertura dei caratteristici ristoranti dei legumi (le “cantine”) gestiti da volontari; altri seguono gli stand delle associazioni, chi suona nella banda musicale cittadina, chi fa accoglienza… perfino i bambini sono coinvolti nel servizio ai tavoli!

Il centro storico di Appignano –  che con i territori circostanti conta poco più di 4.000 abitanti –  è decorato in tema agreste, le piccole stradine illuminate da festoni brillanti che mettono in evidenza scorci caratteristici mentre nell’aria si spandono le note dei concerti jazz, blues e soul, altri grandi protagonisti di Leguminaria.

IMG_0787

Nonostante Appignano festeggi le tradizioni del passato, è un borgo ben consapevole del presente e proteso verso il futuro: qui i giovani, a differenza di tante altre parti d’Italia, non sono costretti ad andarsene. Le fabbriche di mobili – alcune tra  le più note a livello nazionale –  garantiscono  lavoro ed un certo benessere, l’agricoltura è mirata alla produzione di qualità, la vicina Macerata assicura l’istruzione di livello universitario, il mare è a meno di mezz’ora d’auto ed altrettanto lo è la montagna.

Sebbene le Marche siano forse meno turisticamente frequentate della vicina Umbria o della più distante Toscana, hanno molto in comune con entrambe: borghi circondati da imponenti mura, campanili svettanti, morbide colline sullo sfondo e campagne floride, coltivate con amore e passione.

IMG_0857

A proposito di vino rosso piceno: il vino che ci è stato servito in occasione della cena di Leguminaria – forte, tannico, estremamente corposo – fa parte della produzione della Fattoria di Forano, una realtà agricolo-aziendale di proprietà che abbiamo visitato grazie alla disponibilità di Benedetta Lucangeli, giovane imprenditrice che segue l’azienda di famiglia assieme ai tre fratelli, ciascuno impegnato, in base ai diversi talenti, nella gestione della tenuta: dalla relazioni con il pubblico, i clienti ed i fornitori alla produzione ed all’ospitalità. Ragazzi innamorati della propria terra, dove hanno scelto di tornare dopo aver completato gli studi e che non hanno paura di “sporcarsi le mani”!

IMG_0830

La Tenuta, che si estende su 180 ettari, ne dedica 20 alla produzione enologica, che predilige vitigni autoctoni  come il Ribona, il Maceratino o la Vernaccia nera. Per preservare la qualità del vino, molta cura è posta nella raccolta dei grappoli e nella loro conservazione: i grappoli sono diradati manualmente per permettere solo ai migliori di giungere a maturazione e le cassette di raccolta non vengono mai riempite oltre la metà per evitare sofferenze o lo schiacciamento degli acini.

La Cantina di Forano ha una produzione annua di circa 40.000 bottiglie, vini corposi, aromatici e speziati, tra cui Rosso Piceno DOC,  Montelipa Colli Maceratesi DOC, bianco Le Piagge Colli Maceratesi Ribona DOC e il rosato Occhio di gallo IGT.

cantine

Una particolarità: accanto alla cantina, che si trova sotto la Fattoria, sono stati rinvenuti antichi cunicoli – probabilmente un tempo utilizzati come nascondigli, magazzini o anche vie di fuga – che oggi vengono usati per conservare le produzioni più pregiate o, anche, per eventi, mostre e degustazioni esclusive. Noi abbiamo potuto visitarle e… sì, sono decisamente molto affascinanti, con le volte di mattoni, le luci soffuse, le rastrelliere piene di bottiglie pregiate!

IMG_0867

Non distante dalla Fattoria di Forano e dalla Country House “Il Giardino degli Ulivi“, dove abbiamo fatto base, si trova il convento di Forano, edificio del XIII secolo in cui, secondo la tradizione, si sarebbe fermato San Francesco.  Un tempo ospitium per pellegrini sul limitare di quella che era la Selva di Forano, oggi vi opera una piccola comunità di frati francescani minori e nel futuro il Convento dovrebbe diventare una casa per esercizi spirituali nonché sede vocazionale. Molto bello l’affresco che ritrae l’Annunciazione posto sulla facciata d’accesso alla chiesa e che incornicia l’antica porta in legno chiodato da cui sarebbe passato il Santo di Assisi per entrare nel Convento, episodio ricordato dalla scritta “Haec est illa prisca janua dum hic adfuit S. Franciscus“.

chiostro

Il Convento di Forano ha inoltre un chiostro essenziale, davvero francescano nella sua semplicità, caratterizzato da un bel pozzo. La chiesa è ad una navata con altari in legno mentre, poco distante, la Cappella della Madonna degli Angeli ricorda l’evento miracoloso che accadde nel 1289 quando Frate Corrado da Affida ebbe la visione della Madonna con il Bambino in braccio.

Al Convento di Forano si celebrano funzioni il sabato pomeriggio e le vigilie delle feste di precetto alle 16.00 altrimenti, per visitarlo, potete contattare direttamente i frati.

IMG_0865

Non troppo distanti da Appignano, altri borghi e città che meritano una sosta: l’elegante Macerata, l’imponente Treia, la poetica Recanati… belle mete da mettere in programma per il prossimo viaggio nelle Marche!

Related posts

38 thoughts on “Appignano, i cocci e le vigne: un viaggio nelle Marche da scoprire”

  1. […] Un viaggio nelle Marche, alla scoperta di Appignano, borgo medievale dove la secolare tradizione ceramica è viva, e dei suoi dintorni  […]

  2. […] passato qualche mese da quando siamo stati ad Appignano per la festa di Leguminaria e finalmente ho ritrovato le foto della confortevole Country House Il […]

  3. […] Appignano e di Leguminaria parlo molto volentieri:  lo abbiamo scoperto l’anno scorso proprio in […]

Leave a Comment

sette + 10 =

Fai l\'operazione indicata *