Bagni in viaggio: in camera e non solo!

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Qualche giorno fa mi hanno scritto da Superbath, invitandomi a parlare, ehm, scrivere, di bagni. Aspettavo quest’occasione da diverso tempo, devo ammetterlo, ma avevo bisogno di uno spunto… ed eccolo qua.

Da quando ho scelto quelli per la nostra casa, mi è entrata una fissa per i (bei) bagni; non che prima non mi piacessero, ma adesso sono in grado di osservarli in una maniera differente.

Buffo a dirsi: il bagno è un elemento che ricorre anche nel mio nuovo libro I caffè della libertà.

Racconto nel libro, ma l’aneddoto era già noto a chi mi legge abitualmente, che è stato seduta sul bordo della vasca mentre Enrico si faceva la barba che ho annunciato di aprire un blog. Un blog di viaggi. Cioè questo blog, Trippando, che è nato come riempitempo, ma con tanta volontà e un po’ di audacia è diventitato il mio lavoro.

Un’altro passaggio “bagnesco” che mi sono divertita a metter nero su bianco sul nuovo libro è questo:

E non ridere, ascoltando ciò che ti sto per raccontare: quando venivo qua da piccola, con mia madre, questa era la sua tappa fissa, non solo per l’ottimo caffè, ma, soprattutto, per il bagno alla turca. Perché la apssione per i baretti l’ho presa da lei, che in ogni posto deve sempre prendere il caffè; più per usare il bagno che per bere il caffè, ma questa è un’altra storia.

Credo di aver preso da mia madre, perché di fatto, soprattutto in città che bazzico ma che non sono proprio dietro l’angolo, la scelta dei bar di riferimento è decisamente legata al livello del bagno, oltre che del macchiatone.

Lo stesso in viaggio.

Guardando i siti degli alberghi ammetto che mi cade l’occhio su quelli con dei bei bagni. E sì, una volta mi è capitato anche di scegliere un hotel per il bagno. Un bagno che non capita tutti i giorni: vasca a idromassaggio che faceva da testata del letto. E servizi a parte. Immaginatevi la modalità branco di jene quando sono arrivata in camera con sommo entusiasmo, dopo aver declamato per tutto il viaggio a Enrico questa super vasca a idromassaggio e scoprire un vasca a idromassaggio di dimensioni normali, dentro il bagno. Sono scesa in reception e ho chiesto lumi. <<Eh, ma lei ha chiesto una camera con vasca a idromassaggio, mica la camera della foto>>. Per la camera della foto ho dovuto pagare il sovrapprezzo, ma fortunatamente era libera e me la sono goduta. Non so cosa sarebbe successo altrimenti, ma temo che me ne sarei andata. Temo… Ehm… Ne ho quasi la certezza!

La somma sorpresa, invece, è entrare in camere carine, curate, che magari hai scelto per il terrazzino o per la vista (mare, monti, lago o città che sia) e scopri un super bagno, curato nei dettagli, con un mobiletto bagno e sanitari, come quelli di Ideal Standard, avveniristici. Ci crederete o no, ma sono proprio le particolarità dei bagni che mi fanno ricordare anche a distanza di anni una camera d’albergo.

Cioè… mi ricordo anche la camera senza bagno, rigorosamente sul retro, che sceglieva mia madre quando mi portava al mare da piccola: un piccolo lavabo in camera e un bidet in plastica e ferro battuto che pareva più un vaso da notte che un bidet. E la coda sul pianerottolo per andare in bagno o fare la doccia. Che poi al mare tutti hanno gli stessi orari e le code erano inevitabili. Oddio. Mi sembra un’altra epoca, invece è passata giusto trentina d’anni. Che poi la mia mamma è sempre stata una piuttosto sofisticata; cosa ci trovasse di bello (a parte il fronte mare) in quel posto, ancora me lo domando!

E voi, anche voi avete il pallino per i bagni? Oppure ci sono altre cose che vi rimangono impresso e vi fanno amare o odiare un nuovo posto?

L’illustrazione, tratta dal mio ultimo libro “I caffè della libertà”, è di Elisabetta Damiani

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