#Bloggerhouse: sapori e profumi del Gargano

#Bloggerhouse sul Gargano: noi non abbiamo ancora finito! Ne abbiamo fatte e viste talmente tante che non possiamo tralasciare proprio nulla. Ricordate il mio progetto? Gastronomia! Vi ho parlato di Fausta che della sua gastronomia ha fatto il suo baluardo di coraggio, ma della gastronomia pura e semplice non vi ho ancora detto niente. Oltre che da Fausta noi siamo stati ospiti anche di un altro personaggio Garganico… Gabriele Buo!

Gabriele è giovane, molto giovane e con la sua famiglia gestisce un albergo ristorante ad Ischitella, vicinissimo a Rodi Garganico. Un altro giovane coraggioso che insieme a Giovanni Laidò, Pino Romondia, Fausta Munno, e Matteo e Lise, hanno fatto della loro vita un progetto per proiettare Vico e dintorni, il Gargano nel futuro! Gabriele, oltre ad essere molto giovane ha anche molta voglia di lavorare, capisce e pensa, progetta perché il Gargano È. Deve essere. Vuole che sia.

All’albergo ristorante il Giardino di Ischitella, ci siamo andati da invitati di riguardo. Gabriele Buo è stato per un breve periodo un Trippando e non si poteva far scappare l’occasione di ospitare mezza banda in un’unica botta. Gabriele ci ha invitato a cena, e ci ha voluto far provare meraviglie di piatti tipici, prelibatezze locali condite da un ingrediente fondamentale… la tradizione! Lui questa tradizione se l’è garantita, o meglio diciamo che è fortunato, lui e la sua famiglia lavorano insieme nell’albergo, compresa nonna Filomena che è stata il il punto focale della nostra serata. Eh si! Perché, Gabriele ci ha inviato a cena, ma ce lo siamo dovuti guadagnare.

Nonna Filomena1

Il piatto principe della serata sono state le orecchiette, che Nonna Filomena ci ha insegnato a fare e che ci ha cucinato! Le nostre orecchiette.

Nonna Filomena è pugliese pugliese, occhi piccoli come Fausta ed entusiasmo a mille. Ci ha preparato il tavolo laboratorio e ci ha spiegato, ci ha mostrato, ci ha bacchettato. Perché le orecchiette non sono solo acqua e farina! Cioè si! Sono composte da acqua e farina, ma il miscuglio non basta per creare l’orecchietta. Nonna Filomena fa orecchiette da una vita, si vede come impasta la farina, con la delicatezza con cui si asciuga una lacrima ad un nipotino, si vede da come crea il cordone di pasta che poi taglierà a piccoli pezzi per creare la forma, si vede da come striscia il dito sulla spianatoia e poi gira la pasta sul dito come quando si accarezza la testa di un bimbo. Che potrei dire che la sua è una passione, ma non è giusto, non credo che sia nata con l’idea di fare orecchiette per tutta la vita, potrei dire che la sua vocazione , ma di nuovo non credo che lungo la sua vita abbia desiderato fare solo orecchiette. Ha imparato perché così si faceva, le donne imparavano un arte che poi si tramandavano per poter sostenere la famiglia. Che poi con il tempo, il gesto e la magia siano uscite dalla sue dita, questo è un altro discorso. Siamo agli albori della gastronomia del Gargano, nulla di più semplice di acqua e farina di semola per sfamare la famiglia con un formato di pasta che fosse in grado di trattenere il tanto o anche il poco condimento che si aggiungeva al piatto di pasta per renderlo più nutriente e più gustoso.

Sara che fa orecchiette

E allora ci siamo messi all’opera, cercando di catturare un briciolo di sapienza, la manualità di Nonna Filomena, le sue carezze sulla pasta che sono finite nei nostri piatti

Nonna Filomena ci ha dato anche i voti, chi più chi meno, siamo stati tutti bravi, abbiamo cercato di carpire parole in dialetto pugliese, a volte davvero incomprensibili, fra mille risate e altrettanti schiamazzi, ma un pochino della tradizione del Gargano l’abbiamo messa anche nelle nostre dita!

orecchietta

tavolata di orecchiette

Il cibo del Gargano è terra, è semplice; farina e acqua. è un gesto che pare una carezza, è un arte che Nonna Filomena insegna a chi ha voglia di tramandare e imparare. La stessa sera una comitiva di stranieri era ospite di Gabriele e siamo diventati l’attrazione della serata fino a che non abbiamo concluso il nostro lavoro.

Le nostre orecchiette imperfette sono state cucinate. Semplicemente con il finocchietto e la ricotta

orecchiette finocchietto

Gabriele ci ha ovviamente viziato con altri incredibili piatti della tradizione dalla terra al mare. ma dopo le nostre orecchiette ci ha servito un piatto che per me è diventato il simbolo della nostra Bloggerhouse, ma anche di tutto il Gargano: Acqua-sale. L’acqua-sale è un piatto furbo, è un piatto che parla di recupero e di origini contadine. Non credo che esista un’unica ricetta, come tutte le cose estremamente localizzate, anche Acqua-sale è uno di quei piatti che venivano confezionati ad hoc in ciascuna famiglia con i resti dei pranzi e delle cene precedenti.L’unione di asparagina, acqua, fette di  pane, ricotta o uovo, olio buono è un matrimonio che s’ha da fare aggiungendo quello che è avanzato in casa. Estremamente semplice ed estremamente prelibato, proprio per la sua semplicità , proprio per l’unione di materie prime che sono straordinariamente eccellenti!

acqua-sale

bloggerhou9se

La serata è finita in allegria con i profumi del Gargano concentrati in  un unico bicchiere di Limolivo, un liquore digestivo, un concentrato dei sapori e dei profumi del Gargano, agrumi e olivo che ci hanno regalato la gioia delle chiacchere con Gabriele.

Con la spensieratezza dell’ultimo bicchiere, la pancia piena e le dita allenate, abbiamo salutato la squisita ospitalità di Gabriele, che vi aspetta con Nonna Filomena che non vede l’ora di farvi vedere come crea le sue orecchiette.

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34 thoughts on “#Bloggerhouse: sapori e profumi del Gargano”

  1. […] ci ha ospitato, abbiamo odorato gli agrumi del Gargano con Giovanni, abbiamo cucinato insieme alla famiglia Buo, mangiato alla tavola di Fausta Munno, ascoltato le storie di Carlo e dell’antico castello in […]

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