Branding e Rebranding: come un blog è e come un blog deve sembrare

Branding e rebranding. È un bel po’ che ho in mente questo titolo ed un bel po’ che voglio afforntare questo argomento su questa rubrica a pannaggio dei blogger.

L’ho in mente perché vedo robe che voi umani…

Il branding deve essere coerenza

Il branding deve essere, prima di tutto, coerenza. Quando si apre un blog si deve pensare di aver creato una piccola azienda e si devono aver bene in mente due cose:

  • cosa si vuole raccontare e
  • a chi ci si vuole rivolgere.

Dopo di ciò, bisogna trovare un nome e, eventualmente e magari in un secondo tempo, un claim (motto?) per la nostra azienda. Ops, il nostro blog.

Coerenza, dicevo, coerenza!

Se si sceglie di avere un logo figurativo, un disegno che rappresenti il nostro blog, deve rappresentarne il nome e il claim. Mi spiego. Se nel nome del vostro blog c’è la parola “valigia”, nel logo deve apparire una valigia; se c’è la parola “tacchi”, i tacchi devono comparire, nel logo. Un logo che trovo perfettamente coerente è quello del blog “Ladies are Baking“: ci sono due signore con grembiule da pasticcera che tengono in mano un pasticcino. L’uso di bianco e nero è, secondo me, molto elegante ed il risultato è perfetto.

ladies are baking logo

Senza branding non si monetizza un blog

Siccome siamo a parlar di branding, vuoto il sacco e vi dico tutto quello che penso: agli inizi di un blog, molto meglio una scritta con un font carino (e adeguato, perché pure con quello si può far branding!) che un logo alla buona, arrangiato, scopiazzato, standardizzato, fatto da soli (a meno che non si abbiano competenze di grafica!) o fatto fare dal cugino che era bravo a disegnare. Si vedono loghi tutti uguali e poi mi si domanda: <<Perché io non monetizzo?>>. Certi blog sono immonetizzabili. E non dite che sono cattiva, perché sono semplicemente realista. Per tutti gli altri, ci sono i miei corsi sulla monetizzazione.

Coerenza vuol dire anche la prima impressione

La prima impressione che si ha entrando in un blog deve essere quella giusta: il logo deve dare l’idea dell’argomento affrontato e del pubblico a cui ci si rivolge. Se il blog è piccolo o appena nato, è molto meglio inserire poche categorie, ma piene, che non crearne centomila e lasciarle vuote: l’utente, il lettore, se vede scritto “antipasti, primi e secondi” deve trovare, più o meno in ugual misura, antipasti, primi e secondi. Se trova solo primi, le altre due categorie devono essere tolte e, magari, deve essere esplicitato (nel nome del blog o nel suo claim) che si tratta di un blog specializzato in primi piatti. Vi torna?

È buffo: a me sembrano cose banali, ma poi faccio le analisi dei blog, sia perché mi vengono commissionate come consulenza, sia una volta al mese, col video in diretta nel gruppo Facebook Blogging Experience… E allora vedo robe che voi umani… Il problema non è quando il blogger fa tutto da solo, e allora impara facendo (e sbagliando, pure, come anch’io ho fatto agli inizi di Trippando). Il problema è quando il blog viene commissionato ad un professionista o, peggio, ad un’agenzia. E i risultati sono disastrosi per incoerenza.

Un blog grande deve sembrare grande e un blog piccolo piccolo

Anche l’aspetto in termini di tema (se si usa wordpress) deve essere coerente col tipo di blog: un blog nascente deve essere raccolto, un blog con sopra una montagna di articoli, deve sembrare anche a colpo d’occhio un blog dove trovare tanto, se non tutto, di un dato settore; un blog che parla di argomenti diversi deve avere l’aspetto di un magazine. Non è scontato che sia così. E non è scontato soprattutto all’inizio, perché spesso si parte in pompa magna, con un sacco di idee. E invece, poi, si chiudono i battenti dopo tre mesi, perché non si riesce a rispettare il piano editoriale, scritto o pensato prima di scontrarsi con la realtà del blog online. Molto meglio partire piano e poi incrementare i ritmi in un secondo momento, perché avere grandi idee e non riuscire a star loro dietro crea un grande abbattimento e fa mollare tutto. E invece non bisogna mollare, se si ha un bel progetto.

Branding e Rebranding

Poi ci sono momenti in cui le cose cambiano. Cambiano per tutti. O cambieranno. Allora bisogna fare un rebranding, o “aggiustare il tiro”, se si vuol parlare come si mangia. Il rebranding è importante. Fondamentale. Deve essere fatto al momento giusto: non quando si ha in mente il cambiamento, ma dopo qualche mese che si è cambiato, quando il nuovo blog può essere pieno con le nuove categorie. A seconda del tipo di rebranding, ci può stare un cambio di claim, di logo o di entrambi. Il rebranding è delicato. Molto più delicato del branding, perché si va ad intervenire su qualcosa che già esiste ed ha la sua reputazione. Il rebranding non deve essere fatto ogni anno. Al massimo ogni tre o quattro. Bisogna mostrare coerenza, utile sia nei confronti dei lettori, che sennò non ci capiscono più nulla, che in quelli delle aziende con le quali collaborate.

Siccome mi dicono che sono autoreferenziale, sarollo anche adesso: se avete bisogno di una consulenza per il rebranding del vostro blog, dicono che io sia bravina nel settore!

Giusto per chiarire (mi odierete): professionisti, agenzie e consulenti

Quando dico che c’è differenza tra un professionista e un’agenzia, intendo questo: un professionista che “fa siti” può essere specializzato in SEO, in grafica, in sistemi e così via. Lui  sarà bravissimo nella sua specialità e meno nelle altre. Quando si sceglie a chi affidarsi per farsi fare il proprio sito, la scelta va ben ponderata. Un professionista, solitamente, chiederà molto meno della metà dei soldi che un’agenzia chiederà per fare lo stesso lavoro. Il lavoro è lo stesso, ma non è proprio lo stesso: l’agenzia ha e deve avere al suo interno tutte queste figure (SEO specialist, grafico, sistemista, ecc.) e ciascuna di esse deve apportare il suo contributo al blog. Il blog fatto dall’agenzia deve essere perfetto, sia quanto a branding (e, quindi, a coerenza, che per tutto il resto). Per tutto il resto c’è “il consulente”. Una sono io. Io non faccio siti, ma li studio. So come deve essere un buon blog, so quali caratteristiche deve avere un blog affinché sia monetizzabile, cosa che fa sempre comodo.

Date una lettura anche a Inizia a guadagnare col blog: 5 portali per lavorare coi brand

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