Cigoli: al via la sedicesima mostra mercato del tartufo marzuolo

Cigoli, piccola frazione di San Miniato, uno scrigno arroccato che ancora conserva la propria identità, sarà la protagonista di “I giorni del tartufo”, sedicesima mostra mercato del tartufo marzuolo, il 15 e 16 marzo prossimi. Periodo insolito per il tartufo, mi direte…

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Sì, ma niente nasce a caso nella promozione di un territorio, come quello di San Miniato, che è l’unico della provincia di Pisa ad aver registrato lo scorso anno un incremento turistico pari al 14%.

Come tutti gli appassionati di tartufo e di enogastronomia sapranno, la stagione del tartufo bianco, re della tavola, non è certamente la primavera, bensì l’autunno, da settembre a dicembre, quando a San Miniato arrivano persone, non solo da tutta Italia, bensì da tutta Europa. Ma il tartufo marzuolo – il principino delle colline sanminiatesi che prolifera nel mese di marzo, da cui appunto prende il nome – permette di avere un prodotto di altrettanta qualità in un periodo totalmente diverso dal solito.

Veduta delle colline di San Miniato
Veduta delle colline di San Miniato

Un territorio di eccellenza come quello di San Miniato in cui arte, storia ed enogastronomia si fondono alla perfezione e a misura d’uomo, non può essere sotto gli occhi di tutti soltanto per quattro mesi, merita la dovuta attenzione 12 mesi l’anno, tanto più che nel tempo si è rivelato necessario destagionalizzare i flussi turistici tipici della zona, aprire la stagione in un periodo insolito, generalmente “morto” turisticamente parlando, proponendo comunque iniziative di elevata qualità.

Una mostra mercato che è molto di più della solita sagra, la prima a livello regionale e che ha alla base una filosofia essenziale per la promozione e la valorizzazione del proprio territorio: tutto ciò che è all’interno della mostra è prodotto del territorio. La particolare attenzione riservata alla filiera corta rende questa due giorni ricca di iniziative (il programma nel dettaglio lo trovate qui) unica nel panorama degli eventi gastronomici toscani, grazie anche al costante impegno dell‘Amministrazione Comunale, della Fondazione San Miniato, dell’Associazione culturale “Giuseppe Gori” con il Comitato Eventi Cigolesi.

A differenza del suo fratello maggiore – il tartufo bianco, appunto – il marzuolo è più piccolo, cresce a contatto con i pini, i tigli e le querce, riservando per queste ultime due un profumo più aromatico. Al contrario del tartufo bianco non è così esigente come qualità di terreno, anche se comunque predilige terreni sotto i 600-700 metri e di ambiente umido, ricco di vegetazione e poco esposto al sole. Anche se certamente le piogge violente di fine gennaio non hanno aiutato la sua crescita. Il valore del tartufo marzuolo a oggi si aggira tra i 200 e i 250 Euro al kg. Gustato insieme alle carni bianche, con il suo sapore agliaceo, ma delicato, non ha rimpiangere assolutamente niente del fratello maggiore.

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E infine vi lascio una curiosità sull’insolito nome di questa frazione: Cigoli è il soprannome del pittore, architetto e scultore Lodovico Cardi, nato nel 1559, detto appunto il Cigoli. Fu tra quelli che portarono il manierismo a Firenze e tra i primi ad essere accolto presso l’Accademia della Crusca. Il suo presepe artistico, il santuario, la pieve, la chiesa di San Rocco sono tutte piccole “chicche” in un contesto che merita di essere conosciuto, dalla gita fuori porta per chi abita vicino ad una due giorni per chi ha più tempo a disposizione.

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