Corleone: non proprio un “luogo comune”, di Francesco Mapelli

Francesco Mapelli , già stato ospite di Trippando con un bell’articolo sulla sua città, Palermo, è un giovane laureato in comunicazione, esperto di informatica e programmazione e apassionato di viaggi. L’attaccamento viscerale alla propria terra, ha portato Francesco a rimanere in Sicilia, dove si è creato l’attività di web marketing legato alle vacanze in Sicilia. Oggi ci porta a Corleone. Buona lettura!

Non sempre la fama è sinonimo di successo e opportunità. Non sempre la fama è uno strumento, un trampolino per lanciarsi verso rosei orizzonti. Capita che la fama sia invece un durissimo ostacolo da superare, una zavorra di cui è pressoché impossibile liberarsi.

Corleone è ormai indissolubilmente legata alle sue vicende mafiose, al clan che ne porta il nome e che ha segnato la cronaca nera degli ultimi decenni. Ma è proprio per questo che gli sforzi condotti dagli abitanti di Corleone, dalle amministrazioni e dagli imprenditori assumono contorni ancora più epici.

Non è stato facile riuscire a conseguire certi risultati: se adesso una buona percentuale di turisti e visitatori non viene più solo in cerca di coppole, luoghi legati a questo o quel mafioso, “facce omertose”, ma piuttosto condotti dall’eccellenza dei suoi agriturismi Corleone lo deve alla forza della propria gente, che è riuscita con coraggio e impegno stoico a far conoscere “un’altra Corleone”.

Una città creativa, una storia millenaria, nota anche come la città delle “cento chiese“, di antiche tradizioni che ancora oggi vengono celebrate con entusiasmo. L’estate Corleonese, la “Corsa di San Leoluca“, protettore del paese, sono la dimostrazione di un vigore e di una vitalità che neppure il cancro della mafia è riuscita a spegnere.

Già giungere a Corleone è un’esperienza paesaggistica non comune: l’ottocentesco Santuario della Madonna del Rosario, con affreschi del noto artista Giuseppe Carta, annuncia l’arrivo entro un paio di km alle “Gole del Drago“, eccezionale ecosistema naturale di macchia mediterranea con le rocce scavate dal corso del fiume Frattina. E si giunge in paese, incorniciato dalle sue “Rocche Gemelle“, la Sottana e la Soprana, con la Torre Saracena.

Da qui in avanti è un susseguirsi di portali trecenteschi chiaromontani, facciate barocche di splendide chiese, sculture in bronzo di artisti corleonesi. Forse si, nello splendore generale della Sicilia, Corleone è un luogo comune. E non temete, ditelo pure in giro.

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