Cosa fare/non fare per visitare il Complesso del Sacro Monte di Crea

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Santuario

Il complesso monumentale del Sacro Monte di Crea, situato su una delle morbide colline del Basso Monferrato, è immerso in 47 ettari di parco prevalentemente boschivo e necessita a mio avviso di utili consigli per essere visitato in quanto io sfortunatamente a causa della scarsa chiarezza della segnaletica non sono riuscita a visitarlo al meglio per poter godere pienamente della sua bellezza ed unicità.

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Per questo motivo il post di oggi non è basato sul racconto di un’esperienza sensazionale, ma una sorta di guida su come voi possiate vivere un’esperienza sensazionale che a me è mancata.
Ecco quindi la mia lista su cosa fare/non fare se si vuole andare in visita al Sacro Monte, presso Serralunga di Crea:

  1. Partire leggeri. Leggeri di stomaco e di vestiario o comunque vestirsi a cipolla e con scarpe comode, perché c’è da camminare.
    Noi abbiamo affrontato la camminata dopo l’abbondante, sfizioso e prelibato pranzo a Cascina Martini e questo ha dato il via ad una guerra tra mente e corpo in quanto il mio cervello voleva camminare e visitare con calma ed attenzione tutte le 23 cappelle ed i 5 romitori, mentre il mio corpo si rifiutava di coordinare il movimento dei piedi e pretendeva di starsene spaparanzato su una panchina a godersi l’ombra ed il profumo del bosco.
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  2. Portarsi dell’acqua. La sete può venire quando meno ce lo aspettiamo e rovinarci la camminata.
    Forse non sarebbe neanche da dire, ma dato che io praticamente sono un’idrovora ritrovarmi senza acqua dopo un pranzo succulento, un settembre che crede di essere un’agosto, e una camminata non particolarmente difficoltosa, ma pur sempre una bella camminata, è stato veramente sfibrante.
    Per fortuna il Bar del punto ristoro è venuto in mio soccorso con un mega bottiglione da 2L, ma solamente a giro ultimato!
    Comunque anche a sto giro ho scampato il rischio disidratazione e quindi mi trasformo in fumetto e dico “fiu fiu”!!
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  3. Scaricarsi e stamparsi la MAPPA. Io, maniaca dell’organizzazione, questa volta ho toppato alla grande e m’è andata male.
    Una volta parcheggiata la macchina abbiamo trovato facilmente il percorso anulare che circonda il cucuzzolo della collina, e fin qui niente di grave!
    Purtroppo però il tabellone esplicativo a mio avviso non era abbastanza chiaro, o meglio non riuscivo assolutamente a capire dove eravamo e quindi dove dovevamo andare, inoltre qualcuno con me aveva una gran fretta!!
    Insomma, senza entrare troppo nel merito delle vicende familiari, vi basti sapere che ci siamo lasciati guidare dall’istinto grazie al quale abbiamo imboccato il percorso di visita contromano!!
    Un istinto integro, tutto d’un pezzo, che non si è minimamente fatto venire il dubbio di aver sbagliato qualche cosa anche dopo aver incontrato un gruppo di gente che procedeva in direzione contraria alla nostra!!
    Ora capite bene che in questo modo ci siamo completamente persi il senso della camminata, ovvero rivivere gl’episodi più importanti della vita di Maria, i quali nel nostro caso seguivano un insolito ordine a-cronologico!!
    Da qui è facile capire quale possa essere il consiglio successivo!
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  4. NON avere FRETTA. Come si dice la fretta è cattiva consigliera e quando si viaggia o siamo in visita di un posto nuovo, dobbiamo prenderci il tempo che ci serve per poterci orientare ed eventualmente  non avere timore a chiedere qualche informazione alla gente!
  5. Entrare in sintonia con il luogo. Questo complesso monumentale è un luogo di culto, una sorta di Via Crucis mariana e per poterne trarre il massimo beneficio è fondamentale avere un atteggiamento consono al contesto.
    Quindi passeggiare in religioso silenzio cercando di farsi rigenerare dalle meraviglie che ci circondano. Staccare per un attimo dal trambusto della quotidianità  e dedicare questa camminata a noi stessi e al nostro spirito, il quale di questi tempi tende ad essere dimenticato.IMG-20141217-WA0010
  6. Partire dal Santuario. Se anche con la mappa non siete in grado d’orientarvi ricordate che la Via Sacra parte dal Santuario!
    In realtà partirebbe dalla 1ª Cappella , dove è rappresentato il Martirio si S. Eusebio, ma se non si ha molta voglia di camminare potete tralasciarla perché assieme alla 2ª cappella si trovano in una posizione marginale e piuttosto periferica rispetto al cuore del complesso.

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    Cappella della Natività di Maria vista dal Santuario
  7. Osservare. Ad ogni sosta cercare la targhetta con il titolo di quello che si sta guardando per capire esattamente a che cosa si riferisce il gruppo scultoreo.
    Alcune vicende sono molto chiare come l’Annunciazione a Maria dell’Arcangelo Gabriele, altre rimangono di più difficile intuizione e quindi per poter apprezzare ogni rappresentazione è necessario per prima cosa leggere a quale vicenda della vita della Madonna  si riferisce ed in secondo luogo prestare attenzione ai particolari di tutte le scene.
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  8. Visitare il Santuario.  Se quando entrate è in corso la messa vi consiglio vivamente di attendere la fine della funzione religiosa per poter visitare con calma la chiesa.
    Quando siamo entrati noi il parroco aveva da poco iniziato a dire la messa del pomeriggio e sempre per colpa della famosa fretta di cui sopra siamo usciti e abbiamo ripreso a girottolare come marinai con la bussola rotta.
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  9. Cercare le viste panoramiche. Lungo tutto il percorso la vista si apre su scorci panoramici mozzafiato che permettono di farsi un’idea del  paesaggio del Basso Monferrato e dintorni.
    L’occhio infatti si può perdere sulle dolci ondulazioni coperte dai vigneti e dai boschi e nelle giornate più terse in base alla nostra posizione si può arrivare a vedere la pianura padana contornata dalle Alpi piuttosto che l’appennino ligure.
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  10. Non lasciarsi scoraggiare. Intraprendere ad ogni costo la salita al calvario, perché la fatica sarà ripagata!!
    In cima alla collina più alta del Monferrato casalese si trova infatti la Cappella più bella di tutto il complesso, quella dell’Incoronazione della Madonna o del Paradiso.
    Un edificio a pianta circolare circondato da un ordine di colonne, un tempietto dalla privilegiata posizione panoramica.
    Il gruppo di statue all’interno è costituito da 175 angeli sospesi  al soffitto circondato da una corona di 300 Santi. Un tripudio di colori e di figure che “cantano” un inno di vittoria sulle miserie della vita terrena invitando all’abbraccio di valori più puri.

    Cappella del Paradiso
    Cappella del Paradiso

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Insomma un luogo meraviglioso, ma da visitare in modo corretto per poterne trarre il massimo della gioia per lo spirito, per gl’occhi e per la mente.

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