Cosa vedere nei dintorni di Torino: 5 idee per 5 escursioni da Torino

Siete per qualche giorno a Torino e avete voglia di ‘staccare’ dalla città e fare un giro nei suoi dintorni. Non sto a raccontarvi che è una bell’idea, perché nessun’altra città può vantare una Corona di Delizie (residenze reali sabaude) come quella che circonda Torino né la vicinanza a territori Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, come le Langhe, o a terre olimpiche, come le Valli Alpine di Torino 2006. Preferisco andare al dunque e proporvi 5 escursioni che si possono fare facilmente da Torino. Ma, attenzione, alcune sono sperimentali e valgono solo per quest’estate (sperando che vengano rinnovate per il futuro!).

1. In navetta alla Sacra di San Michele

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La Sacra di San Michele è il simbolo del Piemonte. E’ una severa abbazia gotica, posta sulla cima del colle Pirchiriano, che ‘chiude’ la Val di Susa, la valle utilizzata sin dai tempi di Annibale per invadere la Pianura Padana e, quindi, l’Italia. La posizione strategica del monte Pirchiriano era chiara sin dall’antichità: la Sacra è stata costruita sui resti di un castrum romano. Salire fino alla Sacra vale la pena non solo per la splendida architettura gotica della Sacra e dei suoi affreschi, ma anche per il magnifico panorama: nelle giornate più belle si domina la pianura, fino a Torino, e ci si può inerpicare con lo sguardo per le montagne della Valle di Susa.

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Se viaggiate senza macchina, arrivare fino alla Sacra è praticamente impossibile, a meno che non siate provetti camminatori e conosciate i sentieri che si inerpicano su per il Monte. Meno male che fino al 12 luglio, il sabato e la domenica, c’è una navetta, che parte dalla Stazione di Avigliana e porta in 40 minuti fino alla Sacra (gli orari di partenza da Avigliana sono 9.30, 14.30, 16.30, 18; il ritorno è alle 12, 15.15, 17.15, 18.45). Come arrivare alla Stazione di Avigliana? Da Torino ci sono i treni della linea 3 del Sistema Ferroviario Metropolitano, che partono ogni mezz’ora dalla Stazione di Porta Nuova (gli orari li trovate, in .pdf, in questa pagina del sito sfmtorino.it). Il biglietto intero della Navetta costa 2 euro andata e ritorno. Consiglio spassionato: se andate alla Sacra di mattina, dedicate poi il pomeriggio ad Avigliana, che ha un graziosissimo centro storico medievale.

2. Con Magnificat sulla cupola del Santuario di Vicoforte (CN)

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A Vicoforte, a un quarto d’ora d’autobus dalla stazione di Mondovì (CN), c’è il Santuario della Natività di Maria Santissima, famoso perché possiede la cupola ellittica più grande del mondo. Le sue misure sono gigantesche: il suo asse maggiore misura 37,15 metri, quello minore 24,80, l’altezza raggionge i 74 metri. Si dice che fosse così incredibilmente grande, che nel 1732, quando si dovettero togliere le impalcature, il suo autore, l’architetto Francesco Gallo, dovette farlo da solo, perché tutti, a cominciare dagli operai, temevano che non reggesse. E invece questo capolavoro dell’architettura e dell’ingegneria italiana resse e continua a reggere! In occasione dell’Expo di Milano, è partita l’operazione Magnificat: la salita alla cupola è stata restaurata, sono stati aperti spazi prima chiusi al pubblico, tutto il percorso è stato messo in sicurezza e aperto finalmente al pubblico. Si sale sulla cupola solo con le guide; dal martedì al sabato i turni di visita sono alle ore 9.00, 9.30, 11.00, 11.30, 14.00, 14.30, 16.00, 16.30; la domenica e i festivi sono alle 11.30, 12.00, 13.30, 14.00. Il biglietto costa 15 euro, ridotto 10 euro. Nel sito web www.magnificat2015.com, trovate tutte le info e potete acquistare anche i biglietti; per raggiungere Vicoforte dalla stazione di Mondovì consultate l’orario degli autobus, nello stesso sito. Non perdetevi davvero questa salita: arrivati sulla lanterna sarete premiati dal magnifico panorama delle Alpi, laddove Piemonte e Liguria si incontrano e, per noi torinesi, inizia ad arrivare il profumo del mare.

3. Alla scoperta delle Langhe, con Langhe Sightseeing Tour

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Il Langhe Sightseeing Tour è un servizio di autobus aperti studiato per i turisti che vogliono lasciare l’auto a casa e godersi i bellissimi paesaggi langaroli. Funziona tutti i weekend e tutti i giorni festivi, fino al 15 novembre 2015; c’è tutto il tempo, dunque, per godersi le Langhe d’autunno, quando i vigneti e i boschi regalano colori indimenticabili (e se dietro le colline spuntano le Alpi già innevate, si capisce perché nelle Langhe siano così fieri della loro bellezza!). Le linee del Langhe Sightseeing Tour sono quattro, partono tutte da Alba, la piccola e preziosa capitale delle Langhe, e coinvolgono ben 33 Comuni (tra loro autentiche perle langarole come Barolo, Dogliani, Bra, Cherasco, La Morra, Grinzane…); basta scegliere l’itinerario che si preferisce, acquistare il biglietto (direttamente sull’autobus e in contanti) e scendere alle fermate dei Comuni che interessano e poi, terminata la visita, riprendere l’autobus. Il biglietto costa 10 euro su una sola linea e vale 24 ore; la formula weekend prevede l’uso delle quattro linee per 48 ore, a 25 euro. I biglietti sono gratuiti per minori di 13 anni, accompagnati da adulti, e per gli over 75; per i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, c’è uno sconto del 50%. A bordo degli autobus c’è un’audio guida, che permette di conoscere storie, curiosità e segreti delle Langhe, mentre se ne ammirano i paesaggi. Quando andare nelle Langhe? Non c’è una stagione in cui non siano magiche, davvero, ma io consiglio vivamente l’autunno, per i suoi colori straordinari sulle colline e per l’effervescenza delle cittadine, tra vendemmie e tartufi.

4. Le residenze sabaude con la Royal Card

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Se siete appassionati di residenze reali e di storie sabaude, non potete lasciare Torino senza visitare le più belle reggie sabaude che la circondano. Né potreste capire l’eleganza dello stile di vita e la raffinatezza della propaganda dell’assolutismo sabaudo senza aver visitato la Corona di Delizie (detto sia di passaggio, vi aiuterà anche a liberarvi dell’ingiusta immagine di dinastia militaresca e incolta che tanta ideologia scolastica ha dato dei Savoia). La Palazzina di Caccia di Stupinigi, il Castello di Rivoli, la Reggia di Venaria e l’adiacente Castello della Mandria, tutti nell’immediata periferia torinese, il Castello Ducale di Agliè (TO) e il Castello di Racconigi (CN), a meno di un’ora d’auto e di treno da Torino, testimoniano la sontuosità dell’architettura sabauda, il legame intenso tra residenza e parco, la precisione e il rigore delle proporzioni nell’ideazione del bello.

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In occasione dell’Expo Turismo Torino e la Regione Piemonte si sono inventate la Royal Card, che permette di scoprire le residenze sabaude: costa 37 euro, vale 48 ore, dà diritto all’ingresso in tre residenze sabaude, a scelta traPalazzo Madama, Villa della Regina, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Castello di Rivoli, Reggia di Venaria e Castello della Mandria, Castello Ducale di Agliè, Castello di Racconigi; dà diritto anche a usare per 48 ore le 3 linee del bus turistico City Sightseeing Torino, con cui si possono raggiungere Stupinigi, Rivoli e Venaria (info su percorsi e orari su torino.city-sightseeing.it/), alla riduzione del 10% sul Royal E-Bike tour, percorso con bicicletta a pedalata assistita verso alcune Residenze Reali, e, infine, goloseria massima a cui consiglio di non rinunciare, allo sconto del 10% alle Merende Reali del Castello di Rivoli e del Caffè Reale del Palazzo Reale di Torino (le Merende Reali propongono, al sabato e alla domenica, una cioccolata con pasticcini del ‘700, secondo l’uso della Corte sabauda in quel secolo, per 10 euro).

5. A Torre Pellice, nel cuore della cultura valdese

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La Valle Pellice è stata una delle valli olimpiche di Torino 2006, è a poche decine di chilometri da Torino e si raggiunge in poco più di un’ora di treno e autobus (dalla Stazione di Pinerolo partono gli autobus per Torre Pellice, in coincidenza con l’arrivo dei treni da Torino, gli orari, in pdf, su www.sfmtorino.it ). La capitale della Valle è Torre Pellice, che si trova al suo imbocco ed è considerata il più importante centro culturale dei Valdesi. Torre Pellice è piccolina, ha un’architettura già alpina, è circondata da Alpi già alte e racconta una storia intensissima. I Valdesi rappresentano la più importante chiesa protestante italiana, sono sopravvissuti a persecuzioni e guerre, sono dovuti scappare dalle loro valli e sono poi tornati con epici viaggi, tra grandi difficoltà e decimazioni. Hanno ottenuto la libertà religiosa nel 1848, grazie allo Statuto concesso da re Carlo Alberto (l’evento viene celebrato ogni 17 febbraio, con enormi falò accesi nella notte invernale, in valle: se potete, assistete una volta, è un momento di grande emozione collettiva). A Torre Pellice ci sono la Casa Valdese, in cui ogni anno si riunisce il Sinodo, il Tempio Nuovo, il Centro Culturale Valdese, il Museo storico, che racconta l’epopea della religione e della cultura valdesi. Si passeggia in questa ridente cittadina alpina, a pochi km da Torino, e si è in un altro mondo, in un’altra religione, in un’altra cultura, ma sempre sotto il cielo italiano ed è incredibile pensare a quanto abbiano sofferto i valdesi, per essere se stessi. Se amate il trekking, da qui partono anche vari sentieri per salire sulle Alpi e scoprire la loro biodiversità.

Testo di Laura Cardia

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