Costume e costumi di Siena: il Corteo storico e la contrada

Impossibile raccontare di Siena senza parlare del palio. Impossibile parlare con un senese o anche chi, non senese di origine, vive in questa magnifica città senza citare, prima o poi, direttamente o indirettamente, il palio, il cavallo, la contrada.

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Lo storico Palazzo comunale

E girando alla scoperta di alcuni dei molteplici tesori che la città toscana cela, grazie al blogtour #wesiena, ho potuto assaporare anche io, donna di palio, (si, ma marinaro!), il rispetto e la dignità che tutti hanno per questo storico evento e la vita di contrada.

Del resto una delle mete del blogtour sarà proprio la Sala dei costumi, situata sotto la loggia del Palazzo comunale, che racchiude i bellissimi abiti, antichi e nuovi che, da secoli, riportano in vita ad ogni palio il fasto e la grandezza dell’antica Repubblica di Siena.

L’interno delal sala. Credits: Bruno Crociani

È difficile far capire a chi non nasce in terra di Siena cosa rappresenta il palio per i senesi.

La passione per la propria contrada, l’orgoglio di portare il fazzoletto con i colori più cari, la fibrillazione che pervade tutti nei giorni che precedono la gara, l’allegria delle cene e dei cenini di contrada.

Chi viene da fuori vede solamente un affascinante ed antico evento, legato alla storia e alla tradizione che porta, ogni anno, migliaia di persone a stiparsi sugli spalti appositamente allestiti e nella conchiglia di mattoncini che dà forma ad una delle più belle piazze d’Italia.

Elmi usati nel Corteo storico
Elmi usati nel Corteo storico

Il palio non è certo un evento tipicamente turistico, appartiene totalmente ai senesi che lo governano e ne conoscono il significato intrinseco, questo non vuol dire che gli ospiti non siano ben accetti, anzi, rappresenta un buona occasione per mostrare la propria città e l’orgoglio di farne parte.

I piatti con le vittorie incise
I piatti con le vittorie incise
I piatti con le vittorie incise
I piatti con le vittorie incise

Chiunque nasce in terra di città di Siena, “sente” la contrada fin dal suo battesimo, di fronte alla fontana che adorna ogni territorio contradaiolo ed al priore che declama ufficialmente la totale appartenenza alla micro società che vive all’interno dei suoi confini. Si perchè, nei secoli, le contrade hanno governato, grazie alle corporazioni che le rappresentavano, controllato, protetto i suoi abitanti e deciso sul territorio di loro competenza, e la storia di Siena, città del Buon Governo, non può non essere legata ai colori e alle diatribe che, nel corso dei secoli, hanno animato le strade delle contrade.

La fontana della Nobile contrada dell'Istrice
La fontana della Sovrana contrada dell’Istrice
Statua nella Nobile contrada della Torre
Statua nella contrada della Torre

A prima vista, passeggiando per la città, tutto ciò che ricorda la contrada sono gli stemmi attaccati ai muri, che ne definiscono i confini, e le bandiere in caso di festa in terra di contrada. In realtà la vita di contrada è viva e presente tutto l’anno.

Come mi raccontano Lisa, rigorosamente della Nobile contrada dell’Oca, Ilaria, orgogliosamente della Sovrana contrada dell’Istrice e Marilena la quale, pur non essendo senese, ha un profondo rispetto per tutto ciò che è palio, la contrada si vive tutto l’anno ed il palio ne rappresenta il suo aspetto più vivo e tradizionale.

Antico stemma della Nobile contrada della Giraffa
Antico stemma della Imperiale contrada della Giraffa
Antico stemma della Nobile contrada del Bruco
Antico stemma della Nobile contrada del Bruco

Le donne di contrada si occupano di attività associative e di beneficenza, i bambini vengono coinvolti in varie attività e momenti ludici e tutti partecipano alle numerose cene conviviali dove di rigore è la suddivisione tra ciò che è di competenza degli uomini e ciò che lo è delle donne.

Non è maschilismo nè femminismo ma, semplicemente, suddivisione e cura dei ruoli di ciascuno.

Anche il Corteo storico è rigorosamente maschile, come viene dichiarato dalla responsabile del comune che si occupa dei costumi ed organizza la vestizione nella sala che ospita abiti e strumenti usati nel corteo storico.

La sala è, al momento, silenziosa ma riecheggia dei rumori e delle voci delle centinaia di persone che, il giorno del palio, vestiranno i ruoli di mazzieri, tamburini, vessilliferi, arcieri, balestrieri, magistrati, centurioni, paggi, alfieri e ancora.

Guardare il corteo storico è come sfogliare le pagine colorate di un libro di storia; il buon governo, i territori sotto il dominio della Repubblica, l’università, i terzieri e le contrade con le corporazioni che tenevano gli equilibri della città, il rispetto per le contrade che non gareggiano e l’onore a quelle ormai soppresse.

Antico costume
Antico costume
Costume dei primi del 900
Costume dei primi del 900

Osservare quegli abiti, perfettamente tenuti, dietro ai vetri degli armadi o sui manichini fa capire quanto questa città tenga alla sua storia e se prenda cura di continuo perchè, in fondo, ogni momento presente trascorso, diventa immediatamente “passato”.

La Sala dei costumi stessa racchiude molte storie; i palii non giocati, chiusi per sempre dentro le loro teche, gli stendardi antichi che nobili contrade hanno restaurato a loro spese, i piatti che ogni contrada vincitrice cesella col proprio stemma ed i nomi del cavallo e del fantino, gli abiti abbastanza vecchi da raccontare stili e colori un tempo di moda, i tamburi e le chiarine che riposano in attesa di alzare i loro suoni sulla folla in Piazza del Campo.

Il Capitano dei balestrieri
Il Capitano dei balestrieri

E’ il silenzio dei rumori del Palio, l’attesa di un evento che è, non è un caso se da secoli, scandito da regole scritte e ferree alle quali aderisce anche il Corteo Storico che prevede uno schema di uscita ben preciso, con ruoli, movimenti e gesti calcolati come il Passo della Diana e le diverse figure create dagli sbandieratori. Nulla è lasciato al caso, neanche il ricordo degli antichi possedimenti della Repubblica di Siena onorato dai 67 Vessilliferi che rappresentano la città, le potesterie, le terre ed i castelli dominati dall’antico stato senese e fra i quali scopro, oltre che molti luoghi della Maremma, anche lo Scoglio nella figura di Porto Ercole; ecco, anche noi partecipiamo al Palio di Siena!

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21 thoughts on “Costume e costumi di Siena: il Corteo storico e la contrada”

  1. […] tempo sufficente per la coincidenza da Grosseto a Siena, dove mi sto dirigendo per il blogtour #wesiena che mi porterà a scoprire alcune delle infinite bellezze che offre la città toscana. Il mio treno […]

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