Croazia: in macchina (o camper) lungo la costa della Dalmazia

La mia croazite sta diventando contagiosa. Una cara amica, che ben conoscete, appassionata camperista, mi ha chiesto qualche consiglio per trascorrere una decina di giorni in Croazia. Lei, il marito, due cani. Non posso non consigliar loro la costa della Dalmazia. Il tratto costiero che va dalla fine dell’Istria (quindi, più o meno, da Opatija) fino al confine col Montenegro. Da una parte il mare. Dall’altra le montagne. Solo la Croazia è in grado di offrire questi panorami. La natura è verdeggiante e rigogliosa, anche se sono le rocce, lato monti e lato mare, a farla da padrone.

Il mio consiglio primario è quello di godersi ogni scorcio, ogni tratto della costa dalmata. La litoranea non permette folli velocità. E allora, approfittatene! Dall’austroungarica Opatija alla piccola Senj incontrerete, anzitutto, l’imponente città di Rijeka. Se non avete urgenza di mare-sole-spiaggia, vi consiglio di spenderci una giornata. Perchè no?

Lasciata Rijeka, incontrerete per molto tempo solo piccoli villaggi e case sparse. Molte di recente costruzione, moltissime con la scritta “sobe” o “apartmani“, a significare che affittano camere (sobe) o appartamenti (apartmani). Dalla parte del mare, invece, troverete, di quando in quando, qualche campeggio. Dai più semplici a super-attrezzati (di cui è stato scritto con dovizia di particolari qui), ce n’è per tutti i gusti. Attenzione, però: quelli con la scritta “FKK” sono campeggi per naturisti (quelli che, in italia, chiamiamo “nudisti”). Fermatevici solo se questo rientra nella vostra filosofia di vita o di vacanza. Altrimenti tirate dritto e trovatene uno senza la scritta “FKK”.

La Croazia è famosa per avere molte spiagge “riservate” ai naturisti e ben indicate dalla sigla FKK (è in Croazia che, molti anni fa,  è nato il naturismo, per volontà di un regnante inglese…); tuttavia, può capitare di trovare comunque gente che nuota o prende il sole nuda in calette molto appartate. Se siete adulti e vaccinati, fate come noi: seguite il loro esempio, individuate la vostra piccola spiaggia privata, che sarà solo vostra, e vivete la natura croata  alla moda di RE Edoardo VIII!

Giunti a Senj, se avete bisogno di fare scorta di cibo o carburante, fatene: di lì fino a Karlobag (pochi chilometri a nord di Zara) incontrerete davvero natura, natura e solo natura e le occasioni per fare acquisti di prima necessità saranno pochissime. Le occasioni, invece, di fare bagni e crogiolarvi al sole saranno… innumerevoli!

La cittadina di Karlobag vi saluterà con una miriade di persone, che lungo la strada, fanno due chiacchiere tra loro con cartelli “sobe” e “apartmani” in mano. Se volete approfittarne… sennò proseguite per Zara. E’ bellissima. Un tramonto a Zara è un’esperienza da non perdere…

zara

Il tratto costiero Zara-Spalato è probabilmente uno dei più ricchi di cultura di tutta la costa della Dalmazia: vi si incontrano Trogir (una perla!) e Sibenik (peccato che quando ci siamo fermati noi piovesse!). E poi Spalato. Per me, città dai molti contrasti. Ma… devo ritornarci per poterne parlare con cognizione di causa!

Non so darvi indicazioni sul tratto Spalato-Ploce, che noi abbiamo sempre “tagliato” con l’autostrada e una strada a scorrimento veloce. Emozionante, invece, il tratto successivo: si vede un tratto di mare, sulla destra, e poi di nuovo terra: è la penisola di Peljesac, nota per gli allevamenti di ostriche e cozze, con baracchini che le vendono crude, vive, appena pescate, da mangiare lì per lì. Siamo nei pressi dell’ imbarco per Mljiet.

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Per una vacanza wild, salite su: la dolce isola di Meleda non vi deluderà. Altrimenti scendete a sud. A Dubrovnik. Meraviglia delle meraviglie. E non perdetevi una puntatina fino a Cavtat, l’antica Ragusa.

Questa è la Dalmazia secondo me, da nord a sud. Isole escluse (sono un’altra storia….). E’ un territorio costiero che si lascia scoprire facilmente. Si lascia godere delle sue bellezze naturalistiche ed artistiche. Io ci ritorno anche quest’anno, voi?

Letture consigliate:

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Campeggiare in Croazia: Bjiela Uvala

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5 thoughts on “Croazia: in macchina (o camper) lungo la costa della Dalmazia”

  1. Un post completamente condivisibile. Però…mi sorprende il giudizio su Spalato, vista fuori stagione, ma una città che ho trovato davvero emozionante e stupefacente, specie la sera quando si allenta la morsa dei turisti ‘di giornata’ scesi da pullman e imbarcazioni…

    1. Patrick, devo tornarci a Spalato (magari quest’estate!)… a primo impatto non mi ha entusiasmato… in particolare, sono rimasta inquietata dal Palazzo di Diocleziano, ma magari sono io una donnetta che vede fantasmi ovunque… appena ci torno, ne scrivo! ci aggiorniamo!

  2. Se è un’inquietudine data dalle rovine, forse è simile a quella che ho provato io, con una commozione vicina alle lacrime. Sono rovine, memorie di secoli, millenni che si sovrappongono, ma che sono state ininterrottamente vive… Io l’ho trovato sconcertante ed emozionante. Però posso capire se viene vissuto in maniera un po’ negativa. Forse devi dedicarci un po’ di tempo.

    1. Patrick, mi hanno inquietato le parti abbandonate del Palazzo di Diocleziano. Non quelle antiche, ma quelle vecchie: le case costruite in aderenza magari 60 anni fa e poi abbandonate… è quello che mi fa triste… quegli angoli bui, quelle finestre rotte… nel mezzo del trionfo della Storia…

  3. […] abbiamo attraversato tutta la costa croata tagliando solo l’Istria e concentrandoci sulla Dalmazia, giù giù fino a Dubrovnik. E avevamo spezzato l’itinerario con tre puntate sulle isole, una […]

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