Della sottile differenza tra un dominio e un blog

Premetto, per chi non lo sapesse, che questo blog è stato aperto d’impulso, in una calda domenica di luglio, con un bruttissimo template a sfondo arancione e per “passare il tempo” al settimo mese di gravidanza.

Ecco, in quel momento io ho acquisito un dominio. Quello non era un blog, ma solo un dominio con qualche pensiero scritto sopra. Nato il mio Toparco, non ho voluto rinunciare al mio passatempo preferito ed ho cercato di mantenerlo vivo e attivo a dispetto delle poche notti in bianco e del molto sonno scombussolato. Solo a quel punto il mio dominio si è trasformato in blog: perchè in quel momento c’è stato un cambio di volontà. Era arrivato il fresco ed avevo un bambino da curare e coccolare. Io non avevo più bisogno di un passatempo. Ma avevo bisogno di scrivere, di raccontare i miei viaggi e le mie esperienze. E’ così che io sono diventata una blogger.

silvia

Nel frattempo, ho visto blog aprire e chiudere. Ho visto blogger lanciatissimi implodere terribilmente. La paura è sempre quella. Di non avere tempo. Di perdere ispirazioni. A mio avviso, qui sta la distinzione tra chi è blogger “dentro” e chi non lo è. Come dice la mia amica Giovy Malfiori “Scrivere è raccontare un’emozione richiamata alla mente in un momento di tranquillità”. E’ proprio il suo post “Scrivere di Viaggi” che mi ha ispirato queste righe, insieme a quello si Silvia Cartotto, “Di travel bloggers, di blog tour e del viaggiare“.

Concordo con entrambe sul fatto che un blogger è uno storyteller e che se non si hanno emozioni non si può bloggare, non si può scrivere. Io ho nella mia testa un piano editoriale, sia per quanto riguarda i miei articoli che quelli dei co-blogger (che ringrazio e non finirò mai di ringraziare!). Ma alla fine è il cuore che comanda. E’ il cuore che sceglie gli argomenti. Non riesco a scrivere di cosa non mi piace. E nemmeno di cosa non mi attrae in quel momento. Non posso scrivere di montagna se ho voglia di mare! Per non parlare del SEO (il search engine optimization, per chi non è del mestiere!). A volte mi dico: dai, Silvina, facciamo un articolo ben trovabile online. Dopo le prime due righe, il cuore e le emozioni prendono il sopravvento. E amen. Se siete qui a leggermi è perchè “piaccio così” (si noti l’alta citazione dalla sigla del cartone animato  Memole!). Anche se voglio farne una professione (eh, sì, lo ammetto, ma non lo dite ai miei!), non riesco a pensare in termini convenientistici. Accetto di fare articoli sponsorizzati solo se credo in ciò che scrivo. La mia credibilità e quella dei miei co-blogger val bene la marchetta di un articolo. Un’altra cosa, che non so se capita anche ad altri, è che ci sono articoli che scrivo in dieci minuti, mentre ce ne solo altri che prendo in mano più volte. li abbozzo, li limo, li rielaboro. Ma finchè non mi piacciono non li pubblico. Non è semplice riuscire sempre a far passare il messaggio giusto. E allora, meglio  ripensarci su… sono stata spiegata?

Dev’essere un periodo di meditazione generale per i blogger. Mentre io scrivevo questo post, è uscito quello di Dalia Marchesi “Perchè bloggo?”. Dato che in fondo pone la domanda anche ai suoi lettori… in questo post c’è la mia risposta!

Un altro interessante quesito è quello posto da Francesca di PatatoFriendly: “Ma tu quando scrivi?” La mia risposta… è più o meno la sua!

Related posts

50 thoughts on “Della sottile differenza tra un dominio e un blog”

  1. questi momenti di riflessione e di “autocoscienza” che si interconnettono sulla rete sono utilissimi: la gran parte di noi ha le stesse, medesime, tue difficoltà a conciliare la vita reale (molto noiosa) con quella virtuale (adrenalinica!). Compromessi e sacrifici mi sembrano le parole chiave. No, ne manca una: soddisfazione per quel che si è creato (marchette a parte..).

    1. Claudia, hai ragione, la soddisfazione è davvero tanta, soprattutto per chi inizia per gioco. Hai ragione: passione fa rima con soddisfazione, che è così tanta che fa passare oltre sui sacrifici! un abbraccio e grazie per il passaggio!

  2. La mia paura settimanale: mancanza di argomenti, mancanza di emozioni. Ogni sabato penso di smettere, per poi ripartire di slancio il giorno dopo.
    Scrivo per me, non mi interessano numeri o SEO. Certo è che vedere che ciò di cui scrivo interessa è una soddisfazione!
    Il blog è il mio primo vero Hobby, tutto mio. Per questo, non lo mollo!!!! 😉

    1. Patrizia! Si ritorna alla soddisfazione… è quella che ci fa guardare al domani con gioia… e che nutre la passione… non molliamo!!

  3. Ciao lascio qui il mio commento perchè sono diventata blogger da poco….io ho un problema: non so se riesco esattamente ad esprimere e comunicare le mie emozioni. Spero sia solo colpa del fatto che ho appena cominciato e che dopo tanti anni in cui non ho piu scritto nemmeno una riga forse sono un po’ arrigginita. Grazie per questo tuo post 🙂

    1. Martina… grazie a te per essere passata di qui…a volte mumblare un pò fa comodo a se stessi e agli altri. Sul saper trasmettere le emozioni… lo scoprirai solo andando avanti: ci sono blog piccolissimi che ne trasmettono assai più dei grandi: sono i lettori fissi che te lo dimostrano… e qualche commento o mail inaspettata… vedo che sei geologa (io chimica)… ci si fa a scrivere tutti i giorni anche se non scrivi “creativamente” da anni… io ne sono la prova… tieni duro!

  4. scrivere è essenziale per me come mangiare, e scrivere nel mio “neo-blog” se così posso chiamarlo mi fa stare bene. scrivo da sempre per diletto e per lavoro ma lo scrivere di me di noi di una famiglia normale come tante , mi aiuta nella quotidianità . magari il mo non è un blog di successo ma è il mo blog e lo curo e nutro come una mia creatura pechè mi piace.
    certo se vedi che i post vengono letti e magari commentati ( per ora poco) ne sono felicissima e vado subito al settimo cielo
    ma il primo scopo del blog per me è scrivere per me stessa perhcè ai miei figli resti oltre alle foto qualcosa di noi nel tempo .
    il web mi ha permesso di conoscere( almeno virutalmente) persone fantastiche e di questo ne sono felice.

  5. Cara Silvia, dev’essere proprio un periodo di meditazione generale per i blogger!!!
    Proprio ieri pensavo a quante persone si improvvisano blogger senza aver nulla da esprimere, da raccontare.. postando semplicemente alcune foto con una piccola didascalia.. tanto per!
    Io invece perdo ore per scrivere un post, ci metto l’anima!
    Un abbraccio
    Bel POST!!!

    1. Grazie Manuela… gli improvvisati fanno triste anche a me… tanti iniziano a bloggare perchè pensano di poter scroccare una vacanza… ma questa è unì’altra storia… ho da scrivere anche di questo 😉 un abbraccio a te!

      1. Ciao Manuela.
        Non mi piace quando scrivete perdo ore…
        Scrivere è trasporre in parole il proprio essere, è lasciare una traccia di sè.
        Ed io non sono una perdita di tempo.
        E nemmeno tu, cribbio!!!
        Pace e bene…

  6. Elettrix

    Ciao Silvia,
    su una cosa non sono d’accordo. Per diventare “blogger” devi scrivere articoli ottimizzati e quindi in ogni post devi inserire le parole chiavi. Questo non vuol dire che l’articolo va costruito attorno le parole chiavi (non lo faccio nemmeno io), ma che tu veda il tuo blog in ottica Seo.
    Se vuoi collaborare con le aziende, devi offrire un valore. Questo valore non deve essere dato soltanto dalla credibilità della persona che lo gestisce, ma da tutta una serie di dati che devono confermare la tua visibilità sul web. Mettiti nei panni di un’azienda: è sufficiente che tu ci metta il cuore quando scrivi? Le aziende parlano in termini di “quanto mi fai guadagnare”.
    Collaborare con un blogger e investire su di esso, mi deve dare la garanzia che questo mi porti qualcosa. Diverso è il caso in cui l’azienda ti inviti a provare il suo prodotto/servizio. In questo caso io guardo più alla rete “sociale” che si è creato il blogger, più che ai dati di traffico, perché stiamo parlando di brand e quindi di comunicare un’esperienza.
    Il mio consiglio è che se vuoi farne una professione, ne devi per forza parlare in termini “convenientistici” perché altrimenti rischi di parlare una lingua diversa da quella di chi vuoi attrarre.

    1. Ele,
      ovvio che anch’io ottimizzo gli argomenti più richiesti e i post non li scrivo proprio “alla io boia”, come si dice a Pisa, sennò non sarei qui e non avrei le collaborazioni che ho. Non è che se lascio parlare i sentimenti e le emozioni non uso le parole chiave… ma non ne sono ossessionata. Ok il seo, ma anche la famosa “brand reputation” c’ha da essere!

      1. Cara Ele,
        ti parlo da ex professionista che lavorava nel cosiddetto “mercato del lavoro”: le aziende che parlano in termini di “quanto mi fai guadagnare” sono quelle che hanno rovinato e continueranno a rovinare il mondo.
        E forse è uno dei motivi per cui in 20 anni di professionismo ho detto di no a tante di loro. A me mi cercavano, mio malgrado, per quello che sapevo fare. Quando non lo facevo come loro volevano, non mi chiamavano, per mio sommo gaudio. Sai quante volte ho rifiutato bei soldoni per agenzie che avrebbero voluto i miei servigi? Ma io non ho mai fatto nè il paparazzo nè la troia, come il maestro Battiato ha detto dei nostri Parlamentari, e che i meschini ed ignoranti politicanti italiani non hanno voluto capire.
        Se sai lavorare, non hai nemmeno bisogno di metterti in piazza: è la piazza che ti cerca!!! Per cui, se ti va di ascoltare un consiglio di un vecchio bacucco, tu impegnati a lavorare bene, e vedrai che i risultati arriveranno!!!
        E tu, a quanto ho letto, sai lavorare.
        DAJE di autostima e umiltà, lavora e divertiti!!!
        Pace e bene…

      2. Elettrix

        @Silvia la pensiamo allo stesso modo allora. Il cuore ce lo metti perché sono tue le parole, tuo il blog. Le persone ti seguono perché sei tu. Quando ti rivolgi ad un’azienda però il discorso cambia. Molti blog non sanno nemmeno a chi si rivolgono!!! In pratica bisogna fare l’uno e l’altro: curare il proprio blog come identità e curare tutta la parte che sta dietro.

        Non posso rispondere direttamente al commento di Ernesto, perciò rispondo a questo.
        @Ernesto Innanzitutto ti ringrazio per il complimento finale perché oggi mi ci voleva proprio 🙂 Che la frase “quanto mi fai guadagnare” abbia rovinato il mondo non te lo so dire. Forse tu da professionista vuoi più che le persone diano un valore a ciò che fai e anche io la penso così, ma conoscendo dall’interno come le aziende ragionano è parecchio difficile. Certo è che quando ti dicono “mi fido di te e di quello che sai fare” ti svolta la giornata!!!
        La frase io la intendo come un “cosa mi dai in più rispetto agli altri? Perché devo scegliere te e non qualcun’altro? E perché mi serve ciò che tu hai da propormi?”. Avendo lavorato da dipendente, ti posso garantire che se l’azienda è seria e sa fare bene il suo lavoro, prima di investire dei soldi ti chiederà sempre cosa gli farà ottenere l’investimento.
        Ernesto, ti tranquillizzo, io sono per il “lavora sodo, fai le cose per bene che la tua ricompensa arriva” (e a volte è anche bella grossa!).

        1. beh, allora… volemose bene!! gira che ti rigira “emozione fa rima con soddisfazione”… se lo farà anche con business… beh, meglio!

  7. Anche noi sogniamo di farlo diventare un lavoro, ma a volte penso sia proprio questo ad ostacolarci. Utile farsi trovare nel mare di internet, ma non c’è miglior “pubblicità” delle relazioni, delle amicizie virtuali che si creano e del puro piacere della condivisione!
    …che serà…serà! A presto!

    1. a presto… grazie del passaggio!

  8. Maddalena

    Io invece medito di iniziare un blog, ma chissà………………………….. mi chiedo se poi possa essere di interesse reale per qualcuno??! Selezionare un segmento preciso, avere un’idea di fondo (che nei blog ben fatti è immediatamente visibile) è la cosa più difficile 🙂 Buona ispirazione a tutti 🙂 Maddalena @senzapazienza

    1. Maddalena! io ho una casa vacanza e per anni ho pensato a promuoverla con l’ausilio di un blog. Ma non ci sarebbe stata la passione, dietro. Solo un’ottica commerciale. Aspetta la tua “illuminazione”… e segui il tuo cuore! torna a trovarci!

  9. Io scrivo di botto, senza rifletter nemmeno un pò, talvolta mi controllo perchè mi parte pure l’orrore/errore ortografico, all’inizio scrivevo perchè volevo “non dimenticarmi mai” delle mie piccole creazioni, poi ho scoperto un mondo di condivisioni, di giochi, di scambi ( sarò mica diventata una scroccona di vacanze????)…e finalmente in rete ho trovato delle persone con i miei stessi ( strani) interessi….e poi sono pure terribilmente timida e il web si sa aiuta in questo!
    Grafica,SEO,visite del blog….eccome se mi piacerebbe essere una professionista di tutte queste web-armi, ma non lo sono, per questo dovrei smettere??? ecco ho scritto troppe volte “e poi”, peggio della mia pupa che 2 anni!! NO, non sono una scrittrice, però se avete riso un pò di qello che ho scritto mi sento meglio di una rockstar!

    1. Ile, sei forte! non aggiungo altro… mi fai schiantà!

      1. Ile, sei meravigliosa così.
        Sai che pizza fossimo tutti super perfetti ed uguali…
        E poi la risposta è nelle tue parole: per essere professionista devi per forza usare delle web-armi?
        Vuoi usare delle armi?
        Io le armi le aborro, e ricordati che, se proprio devi difenderti, la parola può essere più ficcante di un SEO, di un Bazooka e di una bomba atomica.
        Pace e bene…

  10. […] Premetto, per chi non lo sapesse, che questo blog è stato aperto d'impulso, in una calda domenica di luglio, con un bruttissimo template a sfondo arancione e per "passare il tempo" al settimo mese …  […]

  11. eh eh… mi sono letta il tuo articolo e tutti i commenti.
    Io ho davvero tanto da imparare, scrivo perche’ “devo” farlo, senza badare a SEO e tutto il resto…Un po’ perche’ non saprei come si fa e un po’ perche’ il blog risponde ad un bisogno e e’ difficile imbrigliare i bisogni!;)
    Pero’ ho sempre amato scrivere e questo mondo nuovo mi sprona a migliorare, perche’ leggere altri blog mi aiuta a tirar fuori il meglio di me, a imparare da chi sa trasmettere emozioni (Giovy in questo e’ incredibile!), da chi sa scrivere e dire qualcosa che riesce a raggiungere e toccare i cuori e a far riflettere.
    Insomma, mi piace e vale la fatica, almeno per ora!
    Un abbraccio
    ps: sono davvero orgogliosa di “trovarmi qui” e che tu abbia apprezzato il post!:) Perche’ ovviamente si scrive anche per essere letti ed e’ bello scoprire l’apprezzamento di blogger che stimo!:)

    1. il meglio di te sta venendo fuori… sei sulla buona strada!!

  12. polly674

    Blog gioie e dolori??? Io ho iniziato a scrivere per piacere, e per piacere continuo! Mi ricordo quando la nostra prof di italiano del liceo (che era avarissima di voti) mi dava 7 per un tema. Adesso è una fan del mio blog 🙂
    Il blog è una creatura che dobbiamo sentire nostra, perchè lo è davvero. Siamo noi che ci raccontiamo e che talvolta ci mettiamo a “nudo” di fronte a chi ci legge esternando le nostre sensazioni, brutte o belle che siano.
    Io ringrazio il mio blog, per il supporto che mi da, per la compagnia che mi fa e perchè mi fa conoscere tanta bella gente!

    1. già, Paola… le conoscenze… ‘sti blog vanno ringraziati davvero per gli incontri reali e virtuali che ci fanno fare!! grazie bella!!

  13. natascia baron

    Io non mi definisco né blogger (ho troppo ancora da imparare) né credo di avere un semplice dominio sul quale sparo tre cazzate. Ho iniziato a scrivere in rete per tenere un diario delle mie esperienze da esporre pubblicamente perché quello che conosco lo voglio condividere altrimenti tenerlo per me penso valga proprio zero; poi non so se riesco a farlo più o meno bene e trasmetto qualche emozione, di certo voglio migliorare ogni giorno di più e per farlo leggo tantissimo blog che trasmettono queste emozioni, blog che riescono sempre a strapparmi una risata oppure a farmi venire il magone, tutti gli altri (i domini) per me sono solo numeri online inutili.

    1. oh, Natascia! sei una blogger…e una brava blogger te!! bacione

      1. natascia baron

        gentile tu! 🙂 mega bacio!

  14. Allora, mi si chiede di commentare…
    Io partirei da una considerzaione: NON USATE SEMPRE E SOLO PAROLE IN INGLESE!!!
    Storyteller è raccontastorie, cantastorie, narratore, elargitore di sentimenti su carta, e la nostra lingua non è peggio di quella, cribbio!!!
    Chiuso lo sbotto iniziale, comincio…
    Io sono qui per caso, ma anche no.
    La vita non è una casualità.
    E’ ciò che vogliamo che sia.
    Da qualche parte qualcuno o qualcosa aveva deciso che io e Misses Trippando un giorno ci saremmo incontrati: il resto va da sè.
    Io non sono Silvia, e lei non è Ernesto.
    Ma non si litiga, siamo a nostro modo due complementi di quel caleidoscopico universo che è l’essere umano.
    E cerchiamo di trasmettere a chi ci legge, ognuno per com’è, quello che viviamo.
    Perchè un prodotto è facilmente riconoscibile se è fatto da chi lo scrive, non dallo sponsor o dall’urgenza di dover fare.
    Io Vi auguro di avere la fortuna di fare sempre ciò che vi piace, di farlo diventare il vostro “lavoro”.
    Io sono stato fortunato, e mi è capitato sempre.
    O forse ho fatto in modo che capitasse.
    Ai posteri l’ardua sentenza.
    Pace e bene…

    1. E’ vero Ernè: “siamo a nostro modo due complementi di quel caleidoscopico universo che è l’essere umano”… io e te siamo diversissimi, eppure c’è una stima e un rispetto reciproco che è davvero esagerato tra noi, o almeno, così è da parte mia 😉
      sulle inglesate, hai ragione… di solito parlo come mangio… oggi m’è scappata e te mi hai subito bacchettato!
      grazie del commento (ora commenta pure tutti i commenti, eh)… al tuo parere ci tenevo… e mi pare di aver passato l’esame, no? grazie di esistere (come dici te) e di assistermi da queste parti… l’ho detto varie volte: senza Ernesto Trippando sarebbe deceduto dopo due o tre mesi… ma questa è un’altra storia…

  15. Sono un paio di giorni che io e la Signora Trippando parliamo anche di questo… Prima di essere una co-blogger (blogger no e vedremo se ne avrò le intenzioni e le capacità più avanti), sono una che lavora con libri e parole e non c’è niente – dal romanzo da valutare al post su Trippando ad un articolo per testate web – che non mi attiri se non ha dentro sentimento, di emozione, di cuore… proprio stamani dicevo a Silvia di quanto sembra che sul web tutti sappiano far tutto (è un bene? è un male? mah…) e di come mi stia rendendo conto che molto spesso una foto in più sembra vincere sul pessimo italiano… Ci sta in giro della roba, ragazzi miei…
    E tutto questo molto spesso mi sdubbia, anche se la Signora Trippando dice che non mi devo chiudere…
    E per finire: ogni tanto un fan….o al SEO ci vuole. L’unica volta che uno pseudo ingegnere SEO mi ha chiesto di fare una marchetta l’ho guardato con due occhi da strega che probabilmente ancora se li ricorda… Oltretutto che anche nel “mio” (nel mondo dei libri, intendo) le marchettate stanno all’ordine del giorno!!!

  16. Io ho aperto il mio blogghino circa 1 anno e mezzo fa per gioco perchè avevo voglia di fare un “libro” di ricette poi ho deciso di inserire la mia passione “i viaggi” in Italia e da qualche venerdì (giorno fisso) mi dedico ad un luogo! Mi diverto molto, mi piace se le persone che mi seguono sono contente!! Io direi che non potrò trasformarlo in un mio lavoro perchè il mio è un blogghino poco conosciuto ma sicuramente non lo mollerò perchè far conoscere è bello!! grazie

    1. Piery, sei forte! quando si scrive con amore e per la sete di trasmettere conoscenza come fai te, i lettori arriveranno… un abbraccio… e continua così!

  17. condivido in pieno. io ho un blog dal 2009 (avanti cristo). scrivo per diletto e spesso non ho pubblicato a lungo proprio per le ragioni che dici tu, scrivo quando ho voglia di scrivere e quando ho argomenti che mi appassionano. solo così – aggiungo – mi vengono post degni di essere letti e aggiungo un mattoncino alla memoria della mia vita. da poco ho cambiato un po’ linea editoriale – se si dice così – al blog e mi piace di più, perchè è proprio vero: gli anni passano e le situazioni cambiano e anche noi cambiamo un po’ (a parte la voglia di scrivere), e poi aggiungo che si fa fatica e fatichissma, perchè io lavoro tutto il giorno e scrivo prevalentemente di sera e spesso per settimane non ce la faccio anche se ho un post in mente da mesi. ma tengo duro perchè mi piace e mi piace il mondo dei blogger e mi piaccino le mie amiche blogger e trovo che siamo tostissime (soprattutto le mamme e le viaggiatrici)!!!

    1. la passione… è quella che porta a far rima con soddisfazione… non molliamo Clara!!

  18. Concordo con ciò che scrivi, tutto ciò che riportiamo sulla schermata bianca deve venire dal cuore, altrimenti si capisce.
    A volte scrivo post interi che poi cancello, non li tengo nemmeno in bozza. Perchè li scrivo? Perchè in quel momento sento che voglio condividere una notizia, uno stato d’animo. Una volta che metto nero su bianco, lo rileggo e non riesco a condividerlo, perchè magari in quel momento ho rielaborato tutto, ho rimesso ordine…Sono stata spiegata? 😉

    1. altrochè se sei stata spiegata… forte e chiaro!

  19. Ciao Silvia, leggendo questo tuo post ho riflettuto su come molte volte chi veramente ama scrivere facendo trasparire le proprie emozioni è già a metà dell’opera! Molte volte si apre un blog e dopo uno/due mesi viene chiuso senza un motivo, è questa la differenza tra chi vuole davvero fare il blogger e chi invece lo fa tanto per fare qualcosa. Grazie per queste considerazioni 🙂 un saluto!

    1. grazie Federico! e grazie anche per avermi fatto scoprire il tuo blog… che mi piace! a presto,
      Silvia

  20. […] di venerdì ”Della sottile differenza tra un dominio e un blog“ è stato molto letto e ampiamente commentato. L’appetito vien mangiando. Adesso tocca […]

  21. Grazie della citazione, come ti dicevo su twitter sono onorata di aver contribuito a far nascere in te questo post che sottoscrivo in parecchi punti.
    Ah, e sappi che invidio molto il caso in cui riesci a pubblicare in pochi minuti: io scrivo di getto ma poi spesso leggo e lo riscrivo e riscrivo fino a quando non lo sento davvero mio. A volte vorrei essere molto più impulsiva, senza pensare a cosa penseranno gli altri. 😉
    Ciao omonima, speriamo di incontrarci un giorno, mi piacerebbe scambiare due parole anche con te.

    1. gli articoli che scrivo in 10 minuti li penso da giorni, a volte da mesi… ci giro intorno, con la mente. poi un giorno mi vengono le parole… ed escono da sole! a presto!

  22. Immagino che quanto sto per scrivere non mi renderà popolare ma…

    Concordo con te e con la maggior parte dei commenti che per essere o diventare un [bravo, mi permetto di aggiungere] blogger ci vogliono passione, ispirazione e qualche nozione di SEO.

    Tutto questo, però, non basta. Un racconto non è una semplice raccolta di parole, e per raccontare una storia ci vuole talento. Aggiungo che la grammatica non è un’opinione, e molto spesso, leggo articoli scritti in un italiano a dir poco dubbio… Per non parlare di una montagna di refusi.

    A qualcuno non importa perché, dicono, hanno i lettori. Certamente, ma per quanto tempo ancora?

    Come giustamente scrivi, un dominio non è un blog. E avere un blog non fa necessariamente di noi uno scrittore di talento, capace di raccontare storie accattivanti e di regalare momenti di pura magia e ispirazione.

    1. Simon, hai ragionissima! Il talento… lo decreteranno i posteri. Personalmente, spero solo di poter essere utile a chi mi legge. O strappare un sorriso ogni tanto.
      Ma la grammatica. Quella è davvero fondamentale: sui blog dove compaiono “orrori”, mi spiace ma non torno. Nemmeno se i concetti sono interessanti. Il problema è che spesso gli orrori vengono considerati “distrazioni”. No. Non si lascia sulla tastiera un’ h per distrazione. Ma tanto hanno i numeri… Buon per loro che hanno i numeri!! Un abbraccio e grazie per esserti fermata a riflettere con noi!

  23. […] prima di tutto… anche il post  della Signora Trippando (che, per chi se lo fosse perso, si trova qui) mi ha offerto spunti di […]

Leave a Comment

venti − 5 =

Fai l\'operazione indicata *