Consigli per blogger

Dov'è finito lo scambio di visibilità? Ha cambiato nome, ma c'è sempre

Un tempo c'era lo scambio di visibilità. Chi ha iniziato a bloggare qualche anno fa, se lo ricorderà bene: ti contattava un'azienda e ti proponeva una collaborazione: articoli da scrivere, video da condividere e cose di questo genere. Quando andavi a chiedere il budget, perché lungi da loro il chiederti un preventivo, cadevano dal pero: >.

Ecco. Io sono una che un paio di volte alla settimana va a fare spesa. E, al supermercato come al negozietto, con lo scambio di visibilità non sono mai riuscita a pagare. Ma non solo. Io sono una che tutti i giorni, tre volte al giorno, deve mettere qualcosa nel piatto dei propri figli, oltre che nel proprio. Con la visibilità si fa la fame; ma non solo: la visibilità non è costruttiva. Mi spiego: se oggi faccio scambio di visibilità con te, domani mi chiederà scambio di visibilità anche il tuo amico; dopodomani anche la zia di tua cognata. Insomma: se un accetta(va) lo scambio di visibilità si ritrova(va) bollato come quello disposto a lavorare aggratisse.

Che poi, vogliamo ragionare sul concetto di scambio? Il più delle volte si trattava di aziende neonate o start-up, con seguito praticamente inesistente, perché sul mercato da dieci giorni o poco più. Ma cosa volevano scambiare? A Pisa si dice "San Pierino fa l'elemosina al Duomo". Penso si capisca: San Pierino è una delle chiese più piccole della città.

Ora lo scambio di visibilità è andato in disuso. > - direte voi. Ennò. Cioè: sì, certo, le aziende che pagano ci sono ora come cinque anni fa, e se i blog sono cresciuti, sono aumentati anche i compensi e, fortunatamente, molti si sono potuti permettere di fare del blogging il proprio lavoro, come ho fatto io.

Ma quelli che chiedono visibilità a costo zero ci sono sempre. Ma non offrono più visibilità sui loro canali nascenti. Ora tutti (quelli che non vogliono pagare) aspirano a creare un accordo o una collaborazione win-win. Che praticamente è il buon vecchio scambio visibilità. Che poi è come giocare a rava, ma né per scherzo, né per burla, attorno al cul non ci vo' nulla!

Cari blogger giovani, non vi fate abbindolare dalle promesse di vedere un articolo del vostro blog (magari scritto da voi, pilotato dall'azienda e con dei bei link piazzati) pubblicato su una Pagina Facebook seguita da tre gatti: è buona cosa fare rete, ma quella buona e sana si fa tra blogger. Le aziende hanno budget. Ce l'hanno sempre. Magari ce l'hanno per qualcun altro e non per voi, ma ce l'hanno. Distinguete i colleghi blogger (che poi siano più avanti o più indietro a voi, non fa la differenza) dalle aziende: coi blogger si collabora; con le aziende si la-vo-ra!

Se volete imparare come e quanto monetizzare, vi aspetto in aula il 20 e 21 aprile (info qui): tutte le mie consocenze  e tutta la mia esperienza sarà a vostra disposizione. E ci divertiremo anche, eh!

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