Dublino coi bambini #1: folletti, magia e fantasia

Lo confesso, nei giorni precedenti al viaggio ho canticchiato spesso “In un giorno di pioggia”.
Far conoscere Dublino ad Arianna in un giorno di pioggia è stato facile, ma forse a forza di ripete “i folletti che corrono sulle tue strade” mi sono lasciata trasportare e la nostra avventura è iniziata proprio con loro.

Il National Leprechaun Museum è dedicato ai folletti più famosi di Irlanda: quelli che sanno dove si trovano le pentole d’oro.
 Il museo è piccino e non è possibile visitarlo in autonomia, bisogna fare il tour guidato con una guida/narratore. 
La guida racconta chi sono i Leprecani, come sono diventati famosi (sì, anche Walt Disney era andato a cercali) e vi conduce in una stanza dove potete provare come si sentono loro quando sono a casa degli umani. Vi garantisco che arrampicarsi su una sedia non è per niente facile.

museo leprecano
Il giro prosegue per altre tre stanze dove ascolterete storie di fate e leggende irlandesi e alla fine potrete anche esprimere un desiderio nel pozzo magico.
Unico neo: il tour esiste solo in inglese, dovete quindi fare la traduzione ai bimbi e, per le ultime tre stanze, a me è stato chiesto di non farla in contemporaena, ma di aspettare la fine del racconto perché è una sorta di rappresentazione e il mio bisbiglio in sottofondo poteva far “cessare la magia”, quindi Arianna stava 10 minuti buoni senza sapere cosa stessero dicendo e, quando finiva si cambiava subito stanza quindi le facevo un riassunto in corsa.

Imaginosity è lo spazio ideale per dar libero sfogo alla fantasia. è un museo dedicato ai bambini ed è caldamente consigliato prenotare perché l’ingresso è limitato ad un certo numero di persone, quindi per non rischiare di fare un viaggio a vuoto, o dover aspettare due ore in una zona in cui non ci sono altre cose da visitare, vi conviene contattarli prima.

imaginosity dublino
La struttura si sviluppa su tre piani ed avete a disposizione 2 ore di tempo per sperimentare i diversi mestieri ( dottore, muratore, giornalista, rock star, etc.), giocare con l’acqua o sul terrazzo o lasciare che i bimbi si arrampichino in una struttura simil-razzo che sale per tutti e tre i piani del museo.

dublino coi bambini
Al primo e al secondo piano ci sono degli spazi dedicati esclusivamente ai bimbi che hanno meno di 2 anni.
Il gioco preferito da Arianna: l’arrampicata sul razzo.
Il gioco meno amato dalla mamma: l’arrampicata sul razzo, perché  ti chiedono di seguire i tuoi figli e mentre lei saliva in verticale io mi facevo 3 piani di scale su e giù.
Impressione personale: lei si è divertita, però non so se a 7 anni la riportei.

Vedere il Book of Kells era nella lista delle cose da fare, non proprio in quella “bambini”, ma in quella “fissazioni della mamma” ( sì, ho un debole per i manoscritti).
Per incuriosirla abbiamo letto prima il libro The Secret of Kells
, tratto dall’omonimo film di animazione.
Conviene prenotare on line perché le code per i biglietti rischiano di essere un po’ lunghe.

Per non sentire troppo la mancanza del Giappone siamo andate alla Chester Beatty Library, un museo che raccoglie diverse opere e manufatti provenienti dall’oriente. Ha un fascino particolare e i video che raccontano come sono stati restaurati i pezzi hanno conquistato Arianna.
L’ingresso è gratuito, si lascia una donazione. La caffetteria è deliziosa, profuma di spezie e propone piatti da tutto il mondo.
Organizzano spesso dei workshop gratuiti  per bambini, molto belli e seguibili anche se i vostri figli non parlano inglese,  però dovete prenotare.

Per ora mi fermo qui. 
Un abbraccio da Dublino!

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