Ecco perché sono scomparsa: mi chiamano prof. Ho creato un nuovo blog

Non so se ve ne siete accorti. Ho cercato di farvelo notare e pesare il meno possibile, continuando a scrivere come sempre o quasi; però dai social sono, di fatto, latitante da un mesetto. Soprattutto da Instagram, complice il fatto che “se non hai i bot non sei nessuno” e io sono fiera di esser nessuno, ma mi son pure rotta di vedere crescite miracolosamente folli e stare a guardare. Ma questa è un’altra storia.

Quella che vi racconto oggi è che sono scomparsa. Ed è un dato di fatto.

Non sono incinta. Non sono in crisi col marito. I figlioli mi fanno ammattire, ma sempre nel loro standard. Non ho cambiato lavoro, ma mi sono buttata in una nuova, entusiasmante avventura, che si chiama “Microcosmi e macrocosmi. La dimensione del viaggio nella letteratura di Antonio Tabucchi”, che mi ha portato in aula coi ragazzi della seconda media del mio paese, ad ascoltare le lezioni su Antonio Tabucchi con un grande impegno nero su bianco: creare il primo blog italiano dedicato al concittadino illustre, perché Antonio Tabucchi era vecchianese come me e come i ventiquattro studenti che prendono parte a questo progetto.

ragazzi al lavoro al blog su tabucchi

E così mi sono ritrovata ad insegnare il blogging a misura di ragazzo, ad una platea di occhietti curiosi, che mi ascoltano affascinati e che non vedevano l’ora di averlo sotto la tastiera, il nostro blog.

Sono partita dalla scelta del nome, dal logo, dall’impostazione del menù e dalla creazione delle categorie, proprio come faccio quando tengo ABC Blogging. Insegnare ai ragazzi le stesse nozioni che già da un po’ insegno agli adulti è estremamente complesso e, per questo, entusiasmante: ci sono cose che loro non sanno, mentre ci sono concetti e modi di agire che a loro vengono spontanei. Quando li ho lasciati davanti alla pagina bianca dell’ “aggiungi articolo”, in un batter d’occhio hanno copiato e formattato i loro testi, che avevano scritto sul loro quadernino nero, come quelli che Antonio usava per scrivere da studente, prima, e suoi libri, poi. Hanno inserito le immagini, scelto la categoria e lasciato “in sospeso”, come da disposizione della prof, perché loro mi chiamano così.

oggetti antonio tabucchi

Il blog è online su tabucchitime.eu. Ci sono ancora tanti contenuti da creare, ma prima ci sono esperienze da vivere, luoghi da conoscere, sia dal vero che sui libri del nostro Antonio. O Antonino, come dice la mia mamma, che ci è cresciuta insieme e che è stata la maestra di sua figlia. Ed è anche per questo che mi fa un effetto strano e un’emozione particolare, aver messo su il primo blog italiano dedicato ad Antonio Tabucchi, il concittadino illustre, che io ricordo alle presentazioni dei suoi libri, ma anche nella vita quotidiana. Sabato sarò nell’auditorio della scuola media a presentare al mondo TabucchiTime. La prima volta c’ero stata quand’ero ancora alle elementari. Era un sabato anche quella volta e il mio babbo mi portò a sentire Antonio Tabucchi che parlava di Piazza d’Italia, perché <<anche se mamma è a scuola, noi dobbiamo andarci: parla di Vecchiano!>>. Sarei rimasta più volentieri a giocare, ricordo. Ricordo anche di essere rimasta affascinata dal racconto dei ritagli. Ma questa è un’altra storia ancora e, se i miei ragazzi me lo concederanno, ve la racconterò su Tabucchi Time!

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1 thought on “Ecco perché sono scomparsa: mi chiamano prof. Ho creato un nuovo blog”

  1. Che bella avventura! Entusiasmante! Ho dato un’occhiata veloce al blog. .E’ bello e il testo che ho letto è scritto benissimo. Il mondo sarà salvato dai ragazzini di oggi! Complimenti a chi li guida!

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