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Comments

  1. Cabiria says

    Ciao Andrea!
    non potevo non rispondere 🙂
    Concordo sull’uso delle etichette: sono già abbastanza ingombranti sui vestiti, non c’è bisogno di metterle altrove; tuttavia a volte è necessario utilizzare termini diversi per fare passare sfumature diverse: non tutti si approcciano ad un paese e alla sua cultura nello stesso modo in cui fai tu (che personalmente apprezzo molto!).
    Non ho la pretesa, parlo per me, di essere viaggiatrice a tutti i costi, piuttosto che turista; nel mio piccolo cerco solo di capire, di non fare rumore e di attivare la “modalità spugna”, nel tentativo di apprendere il più possibile.
    Sulla questione costi e risparmio: concordo su quello che dici, ma a volte è necessario mettere sul piatto delle cifre, utilissime per dare l’evidenza che a volte partiamo con preconcetti sbagliati, bollando certi viaggi come troppo costosi, col risultato di rinunciarci, e non deve essere così!!! Il vanto è assolutamente inutile e gratuito, ma l’informazione, se veicolata nel modo corretto, può essere molto preziosa.
    Come preziose sono le persone, “lo spettacolo più bello del mondo”: il viso del cameriere è ciò che può fare davvero la differenza, e dare un senso al viaggio!
    Giusto ieri mi hanno fatto un complimento splendido, mi hanno detto “mi piace molto come scrivi, in generale, ma quando scrivi delle persone…lì il livello è un altro!”: è la cosa più bella che potessero dirmi, è proprio quello che voglio!!! E’ la cosa a cui tengo di più.
    A Bali ho fatto più di 1500 foto (devo ancora pubblicarle!!!) e ti garantisco che le emozioni che mi danno il pescatore che raccoglie le reti, il bambino che sbadiglia durante una cerimonia, o il contadino che mi saluta (che ben conosci!) non me le dà nessuna spiaggia o tramonto…
    Quindi grazie per questo post 🙂
    Fa bene leggere parole del genere!

    • andreainthailandia says

      Parto dalla fine… La tua foto del raccoglitore di riso l’hai appesa in casa come promesso? Hai colto il messaggio della provocazione finale: quel cameriere io in faccia lo guardo e spero che il lavoro di chi rende il nostro viaggio più comodo e piacevole venga valorizzato e non bistrattato! Sono molto spesso le persone che rendono speciale o rovinano un luogo e un’esperienza.

      Costi e risparmio… non ho ben capito il tuo commento. Non dico assolutamente di sperperare, lungi da me. Mi riferivo al fatto che troppo spesso del risparmiare se ne parla fino ad esagerare e si focalizza solo su quello (scartando a priori mete bellissime come Bali ritenute erroneamente inaccessibili). Non mi riferisco a blog o siti ma alle conversazioni reali, quelle dei “viaggiatori”: informare va benissimo ma senza distorcere per apparire i maghi del lowcost… Sbaglio?

      In merito alle etichette: hai ragione! Non mi piacciono neppure sui vestiti! E io, con molta sincerità, confesso di commettere un sacco di errori quando viaggio… prometto però di imparare dai miei errori 🙂 e anche da quelli degli altri…

      • Cabiria says

        Modalità spugna anche per te 😉
        Siamo in sintonia, direi!!!
        E la foto non è ancora appesa, semplicemente perchè…sto aspettando che mi spediscano l’ingrandimento! Ho fatto un bel 30X40, il nostro amico se lo meritava tutto! 🙂

  2. silviaceriegi says

    Anche se non ho mai visitato paesi con civiltà e cultura completamente diverse da quella europea, condivido appieno questo articolo, Andrea. Ci vuole umiltà nel viaggio. Bisogna partire con lo spirito dei bambini e la loro apertura verso il “diverso” e lo straniero. E questo sia quando si vuol viaggiare e vedere tutto il possibile nel tempo a disposizione, sia quando il nostro organismo ha bisogno di relax e ci si gode una bella spiaggia. La vacanza è ciò di cui abbiamo bisogno. Senza etichette. Grazie di averci dato questo interessante spunto di riflessione, Andrea!

  3. erdematt says

    Ciao Andrea.
    Condivido.
    E l’ho ovviamente fatto prontamente su Facebook.
    Se ogni tanto i nostri simili imparassero l’arte di uscire dal loro corpo e di osservare ciò che fanno, il mondo sarebbe mooolto più bello.
    Ma quest’arte, figlia di umiltà e povertà d’animo, è una delle ultime ad essere praticate ed insegnate, purtroppo…
    Spero un giorno di poterti incontrare, voglio capire meglio chi sei perchè mi intrighi tanto.
    Sei davvero una bella persona e sono fortunati in Thailandia ad averti da loro.
    A presto.
    Pace e bene…

    • Andrea da Bangkok says

      Di sicuro non mancherà l’occasione per conoscerci di persona non appena mi deciderò a rientrare in Italia per una vacanza…che inizia a mancarmi – la vacanza non l’Italia 😀 (ovviamente scherzo, ma non troppo)

      Concordo sulla generale mancanza d’umiltà che si associa sempre più spesso con l’arroganza.

      Grazie per il supporto…

  4. MariangelaTraficante (@MaryTraf) says

    “Non dovremmo cercare di capire a cosa ci troveremo di fronte piuttosto che pretendere che chi ci ospita sappia a priori cosa vogliamo e chi siamo?”
    ecco, questa è la frase che mi piace e che condivido appieno, e che dovrebbe essere l’atteggiamento di base del viaggio, insieme al rispetto per chi e che cosa andiamo a visitare

    • andreainthailandia says

      Non credo ci sia bisogno che dica di nuovo quello che penso… sai gia come ammiro te per la tua professioanlita e per il modo in cui scrivi e racconti il mondo… e capisco quello che dicevi via Twitter sulla reputazione di certi turisti 😉

  5. Paola says

    Ciao Andrea,
    complimenti per il post, lo condivido in tutto e per tutto e ti ringrazio anche per aver sottolineato degli aspetti importanti e dati molto spesso per scontati. Io ho la fortuna, se così si può dire, di avere la possibilità di vedere entrambi le facce della medaglia. Mi piace viaggiare e cerco di farlo il più possibile e dall’altro lato con il mio lavoro, come accompagnatrice turistica, sono molto a contatto con i turisti che visitano il nostro paese. Non abbiamo magari le stesse problematiche che ci sono in Thailandia, ma anche qui ce ne sono e mi sono trovata molte volte a confrontarmi con una buona dose di ristrettezza mentale, definiamola così! 😉 Uno dei lati più belli del viaggiare è proprio quello di trovare usi, cibi, costumi, abitudini etc… diversi da dove vieni, ma non per questo migliori o peggiori, solo diversi. Se tutto fosse uguale, allora ognuno potrebbe restare comodamente seduto sul proprio divano di casa. Un paese, secondo me è accogliente, quando ti mostra e si impegna a comunicarti la sua storia, le sue origini e le sue tradizioni, non quando trovo il Mac Donald’s o Starbucks in pieno centro storico o ristoranti e negozi aperti 24h su 24h!!

    • andreainthailandia says

      Ciao Paola…
      tutto vero quello che dici anche se… confesso… ben vengano qualche volta anche i Mac Donald’s 24 hrs ma non certo se sto visitando un posto nuovo.

      Sono felice di scoprire sempre piu’ persone che, parafrasando Cabiria, sono in modalita’ spugna, aperti al confronto e allo sperimentare per conoscere i luoghi dove andiamo!

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