Reader Interactions

Comments

  1. Claudia says

    Una vera fame da lupi, altro che fame da viaggio! Intanto perchè visitare nuovi posti è sinonimo di assaggiare nuovi cibi (e che, si va a Vienna senza provare la Sacher, la Dobos, la Wienerschnittel, a Parigi senza assaggiare escargot o baguette avec fromage o ad Amalfi senza ordinare scialatielli ai frutti di mare? Non sia mai detto!) e se vuoi provarli (quasi) tutti si deve essere disposti a fare qualche “piccolo sacrificio”.
    Poi perchè ho da sempre l’abitudine di non riportare a casa inutili souvenir, ma prodotti tipici (per cui si continua a mangiare tedesco anche quando siamo tornati da Berlino da 20 giorni…) che mi ricordino i bei momenti vissuti.
    E vogliamo parlare della borsa delle emergenze, ovvero la sacca con cracker, biscotti, cioccolata, caffè, zucchero e miele + tovaglioli e coltellino svizzero che accompagna da sempre i miei viaggi?
    Altro che un paio di chili… la mia bilancia sta ancora protestando!

  2. Valentina says

    Silvia sono completamente d’accordo con te su entrambe le fami!! 🙂
    Parto e sono già che penso al viaggio successivo. A volte penso a quale sarà la meta successiva ancor prima di essere partita…
    E poi l’altra fame… quella durante il viaggio… QUando sono via mi viene voglia di mangiare di tutto! Schifezze in primis (ideali durante il tragitto, specialmente se in auto), e poi tutte le golosità dolci o salate che si possono trovare in loco…
    Ecco, mi hai fatto venire ancora più voglia di partire…e di mangiare qualche schifezzina… :-p

  3. Serena says

    Io purtroppo non riesco a viaggiare molto e mi divido tra la casa a Milano e la Toscana dove vivono la mia famiglia d’origine e quella del mio compagno. È dura ma un mese dopo l’altro i miei progetti vanno in fumo a causa dei soldi che mancano…
    Ma nei viaggi tra Milano e Firenze c’è la borsa, che inizialmente era di Giacomo – mio figlio id due anni e adesso di tutti e 3- con i cracker, acqua, caramelle alla frutta e salviette… E poi adoro fermarmi all’autogrill e prendere le schifezze che di solito non riesco mai a mangiare: fonzies, noccioline ecc.
    Adoro il tuo blog che mi fa viaggiare con gli occhi e il cuore. Grazie

    • silviaceriegi says

      Serena grazie, grazie, grazie della tua frase finale…sono davvero contenta…queste sono le cose che ti fanno andare avanti con lavoro-blog-casa-bimbo-marito…
      grazie davvero!!
      le schifezze poi…mi sa che le abbiamo tutte in saccoccia!!

  4. paola russo says

    Bella questa fame! Io adoro le colazioni fatte in viaggio, di qualsiasi tipo e in qualsiasi luogo. La colazione, con dolce e salato preferibilmente. E’ vero che da quando sono vegetariana il prosciutto non ne fa più parte, ma rimane un momento bellissimo, pieno di gioia e di voglia di provare cose nuove!

  5. scappitelli says

    Quando salgo in macchina per un viaggio ( a me piace guidare), non vedo l’ora di fermarmi agli autogrill. Non perché mi svaligio tutto quello che c’é da svaligiare, ma solo prendere una brioche ed un cappuccino a me basta …poi risalgo in auto perché la voglia di arrivare a destinazione é tanta! Viva il viaggio!!!

  6. erdematt says

    Io, tanto per cambiare, sono un pò in controtendenza…
    Amante del viaggio metafisico ed alternativo, quando mi capita (e prima della Gianoteca era la norma per il lavoro che facevo…) di partire io mi sfamo, ma ancor meglio mi sazio…
    “Vado a ricaricar le batterie” si dice prima di partire: ecco, per me il viaggio è proprio continuare ad alimentare il bisogno che avverto da quando ragiono di conoscere, per dissetare la mia curiosità.
    Per cui aspettate di leggere Viaggiare alternativo – 3 e capirete…
    Pax et bonum…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

11 − nove =

Fai l\'operazione indicata *