Grazie

Grazie.

Una sola parola che può far svoltare una giornata. E anche di più.

Basta un grazie per ripagare una persona di qualcosa di fatto e non dovuto. E renderla felice.

Basta un grazie per ripagare un lavoro ben fatto, quando va troppo di moda tirar via e finire, senza prestare attenzione alla qualità.

Basta un grazie per donare un sorriso e per ricevere amicizia.

Grazie è la parola sulla quale più insisto coi miei figli. Si devono rendere conto che tutto quello che hanno e che ricevono non è dovuto. E devono dire grazie. Sempre; soprattutto a coloro che non sono mamma e babbo, perché noi, in fondo, dobbiamo loro qualcosa. Mi pare abbiano imparato, grossomodo; anche se i margini di miglioramento sono notevoli.

E io ho iniziato a depennare. Depennare chi non dice grazie. Una chance; due. Poi via. Ho passato i primi quaranta ad essere disponibile con tutti, sempre, riducendo il tempo per me per accontentare gli altri. Tutti. Basta.

D’ora in poi lo sarò solo con le persone che mi sapranno dire grazie. Di quelli per cui tutto è dovuto non me ne faccio di nulla. Non è cattiveria, è che la disponibilità porta via tempo ed il mio è davvero ridotto, levato quello a disposizione per le mie creature. Loro hanno priorità massima e assoluta e loro assorbono gran parte del mio tempo. Il resto dovrebbe essere per la famiglia e per me, tolto quello per il lavoro, che è sempre troppo poco, che non basta mai.

Ma quello è il mio modo di fare. Più tempo ho per lavorare, più mi invento cose da fare. E il tempo non mi basta mai, ma questa è un’altra storia. E, soprattutto, un atteggiamento che è insito nella mia natura e che mi ha portato a fare la mia grande scelta.

Anche per quella devo dire grazie.

Grazie a tutti gli stronzi e le stronze che non mi hanno dato fiducia, che mi hanno criticato distruttivamente, che non mi hanno insegnato come fare, per paura che imparassi a far meglio di loro.

Grazie a tutti gli stronzi e le stronze che mi hanno osteggiato e offeso. Non sono stati pochi e, per questo, mi hanno fatto acquisire un’enorme, forse eccessiva, autostima.

Sì, probabilmente mi credo più brava di quanto non sia; a volte ho dei deliri di onnipotenza, ma io ho solo unito i puntini; ho fatto due più due di quello che mi è successo negli ultimi quindici anni, da quando mi sono laureata ad ora.

Grazie agli stronzi e alle stronze che mi hanno reso in grado di fare la scala giusta di priorità. Se avessi incontrato gente per bene, mi sarei tuffata nel lavoro e chissà se a quest’ora avrei una famiglia mia. E, sicuramente, non avrei Trippando, la mia Azienda, il mio banco perpetuo di prova ed il divertimento più bello.

Grazie. Grazie a voi che mi leggete e mi sopportate. Grazie a voi che venite ai miei corsi, alle mie colazioni, grazie  a voi che mi scrivete per ringraziarmi (perché lo fate in molti ed è bellissimo!).

Grazie a tutti. E buon Natale!

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6 thoughts on “Grazie”

  1. Grazie a te mitica Silvia, per la grinta che trasmetti e per mostrarci come realizzare i propri sogni! E buone feste a tutta la famiglia, un bacione

    1. trippando

      Grazie Anna! Un grande abbraccio e cari auguri anche a vi. A presto!

  2. Grazie a te per questo bel blog.

    1. trippando

      grazie Speranza!

  3. Grazie mille a te lo.dico io….perche quel blogspot l’ho tolto.grazie a te
    Veronica

    1. trippando

      Sono contenta, Veronica! E ora GOGOGO a bombaaaa!

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